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Il conflitto dell'indifferenza

Testimonianza di Carl Borg, giovane proveniente da Malta, al Seminario internazionale di formazione e dialogo “Shaping Peace, Realising Hope: Global Youth in Dialogue” organizzato dal Settore giovani
24/06/2026 di Carl Borg

Crescere a Malta significa crescere circondati dal mare. È sempre lì all’orizzonte, estendendosi ben oltre ciò che riusciamo a vedere. Per molti di noi, il mare rappresenta bellezza, vacanze e tramonti sereni. Ma per altri, quello stesso mare rappresenta paura, disperazione e la speranza di sopravvivere. 

Viviamo su un'isola nel mezzo del Mediterraneo, un luogo che è sempre stato un crocevia di culture e di popoli. Eppure, oggi molte imbarcazioni attraversano queste stesse acque trasportando persone in fuga da guerre, povertà e sofferenza. Per loro il viaggio attraverso il mare non è un'avventura. È spesso la loro ultima speranza. 

A volte il conflitto che affrontiamo non è una guerra combattuta con le armi, ma un conflitto che si gioca sul piano dell'empatia e del contrasto all’indifferenza. È facile guardare l'orizzonte e far finta di non vedere ciò che accade oltre. È facile ascoltare delle storie e pensare che non abbiano nulla a che fare con noi.




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Ma l'indifferenza può essere una forma silenziosa di violenza. Quando smettiamo di interessarci, quando smettiamo di vedere l'umanità negli altri, permettiamo alla sofferenza di continuare senza porci domande.

Come giovani di Malta, siamo chiamati a guardare quello stesso orizzonte con occhi e cuori aperti. La nostra isola è piccola, ma la nostra compassione non deve esserlo. Possiamo scegliere di ascoltare, di capire e di ricordare che ogni persona che attraversa quel mare ha una storia, una famiglia e una speranza di pace.

La pace non inizia solo nei governi o nei trattati. Inizia nel modo in cui ci guardiamo l'un l'altro. Inizia quando ci rifiutiamo di essere indifferenti. Dalla nostra piccola isola in mezzo al mare, vogliamo dire che la pace inizia quando scegliamo di interessarci agli altri.






Quello che segue è la trasposizione in forma di articolo della testimonianza di Carl Borg, giovane proveniente da Malta, all’incontro Costruire la pace, un momento di confronto tra giovani provenienti da Italia, Malta, Romania, Spagna e Ucraina, con Riccardo Redaelli, Professore ordinario di Geopolitica e di Storia e istituzioni dell’Asia presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Giorgia Sorrentino, Consigliera di Presidenza del Consiglio Nazionale dei Giovani con Delega agli Affari UE. L’incontro si è svolto all’interno del modulo formativo del Settore giovani, “Facciamo a metà? Abitare il conflitto, generare il bene”, e del Seminario internazionale di formazione e dialogo “Shaping Peace, Realising Hope: Global Youth in Dialogue”.

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