Il presidente di
Pax Christi Italia, monsignor Giovanni Ricchiuti, gliel’aveva
chiesto nella lettera aperta pubblicata dal quotidiano Avvenire
il 22 agosto, a 50 anni da quella scritta ad Enrico Berlinguer
dall’allora vescovo di Ivrea, monsignor Luigi Bettazzi: «se non
l’ha già fatto, firmi», ha detto monsignor Ricchiuti, spiegando
che quell’adesione era ed è «un gesto concreto per mostrare che
la nonviolenza può diventare istituzione, programma e scelta di
governo». Nella sua risposta, uscita su Avvenire il 4
settembre, il segretario del Pd Elly Schlein ha detto che sì,
l’avrebbe fatto: «Siamo pronti a sostenere la proposta di un
dipartimento per la “Difesa civile” (già firmata e sostenuta da
molti nostri parlamentari, amministratori e militanti), che non
vediamo in contraddizione, ma complementare all’obiettivo di una
difesa comune europea. Riteniamo che al servizio civile e alla difesa
civile servano risorse adeguate, percorsi di formazione e di
educazione». Quella richiamata nel carteggio estivo è la proposta
di legge d’iniziativa popolare che punta a creare nel nostro Paese
un “Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta”.
Il testo è stato messo a punto da “Un’altra difesa è
possibile”, la Campagna promossa dalla Conferenza nazionale degli
enti di servizio civile (Cnesc), dalla Rete Italiana Pace Disarmo e
da Sbilanciamoci!. Fino al 18 settembre ciascun cittadino può
esplicitare online il proprio consenso: occorrono almeno 50 mila
firme per portare il testo all’attenzione del Parlamento.
A domenica 6 settembre ne erano state raccolte circa 29.000. Si tratta di cinque articoli in tutto. La proposta (per tutti i dettagli si veda il sito https://www.difesacivilenonviolenta.org/) istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un Dipartimento dedicato alla difesa civile, non armata e nonviolenta, riconosciuta quale componente a pieno titolo del sistema nazionale di difesa e di sicurezza della Repubblica, in attuazione degli articoli 2, 11 e 52 della Costituzione e nel solco della sentenza della Corte costituzionale numero 164 del 1985 che ha riconosciuto l’esistenza di forme “civili” di difesa della Patria. Il Dipartimento andrebbe a coordinare i Corpi civili di pace, un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo operando in sinergia con il sistema della Protezione civile e del Servizio civile universale. L’originale Dipartimento dovrebbe essere finanziato attraverso un Fondo nazionale alimentato dalla legge di bilancio e da uno strumento fiscale innovativo, di grande valore simbolico: la facoltà, per ogni contribuente, di destinare il 6 per mille del proprio gettito Irpef al Fondo stesso, senza alcun onere aggiuntivo.
Per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare bisogna cliccare sul sito del ministero della Giustizia https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008.
Tra coloro che hanno già aderito figurano giornalisti come Gad Lerner, Marco Damilano, Nico Piro (Rai) e Lucia Capuzzi (Avvenire), artisti come Vinicio Capossela ed Alessandro Bergonzoni, il fisico e saggista Carlo Rovelli, esponenti di spicco del mondo dell’impegno e del volontariato come don Luigi Ciotti, Emiliano Manfredonia, presidente nazionale delle Acli, e Cecilia Strada. Appoggiano esplicitamente l’iniziativa anche l’Agesci, l’Associazione Comunità papa Giovanni XXIII, la Caritas italiana, il Gruppo Abele, il Movimento dei focolari e la Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv).
A domenica 6 settembre ne erano state raccolte circa 29.000. Si tratta di cinque articoli in tutto. La proposta (per tutti i dettagli si veda il sito https://www.difesacivilenonviolenta.org/) istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un Dipartimento dedicato alla difesa civile, non armata e nonviolenta, riconosciuta quale componente a pieno titolo del sistema nazionale di difesa e di sicurezza della Repubblica, in attuazione degli articoli 2, 11 e 52 della Costituzione e nel solco della sentenza della Corte costituzionale numero 164 del 1985 che ha riconosciuto l’esistenza di forme “civili” di difesa della Patria. Il Dipartimento andrebbe a coordinare i Corpi civili di pace, un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo operando in sinergia con il sistema della Protezione civile e del Servizio civile universale. L’originale Dipartimento dovrebbe essere finanziato attraverso un Fondo nazionale alimentato dalla legge di bilancio e da uno strumento fiscale innovativo, di grande valore simbolico: la facoltà, per ogni contribuente, di destinare il 6 per mille del proprio gettito Irpef al Fondo stesso, senza alcun onere aggiuntivo.
Per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare bisogna cliccare sul sito del ministero della Giustizia https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008.
Tra coloro che hanno già aderito figurano giornalisti come Gad Lerner, Marco Damilano, Nico Piro (Rai) e Lucia Capuzzi (Avvenire), artisti come Vinicio Capossela ed Alessandro Bergonzoni, il fisico e saggista Carlo Rovelli, esponenti di spicco del mondo dell’impegno e del volontariato come don Luigi Ciotti, Emiliano Manfredonia, presidente nazionale delle Acli, e Cecilia Strada. Appoggiano esplicitamente l’iniziativa anche l’Agesci, l’Associazione Comunità papa Giovanni XXIII, la Caritas italiana, il Gruppo Abele, il Movimento dei focolari e la Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv).