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C’è una parola che da sempre accompagna il cammino dell’Azione Cattolica: corresponsabilità. È la consapevolezza che ciascuno di noi, nel proprio piccolo, può contribuire a rendere più viva la missione della Chiesa e più concreto il Vangelo nella storia.
È con questo spirito che anche quest’anno siamo chiamati a vivere la Giornata per la Carità del Papa, che la Chiesa italiana celebrerà domenica 28 giugno.
Non si tratta soltanto di un appuntamento tradizionale. È un’occasione preziosa per manifestare in modo concreto la nostra vicinanza a papa Leone XIV, sostenendo la sua missione di pastore universale e le opere di carità che, attraverso l’Obolo di San Pietro, raggiungono ogni angolo del mondo. Le immagini che ogni giorno arrivano nelle nostre case raccontano un’umanità ferita: guerre che seminano morte e distruzione, popolazioni costrette alla fame, famiglie in fuga dalla propria terra, emergenze ambientali che colpiscono soprattutto i più poveri. Davanti a queste sofferenze potremmo sentirci impotenti. Eppure la Chiesa ci insegna che nessun gesto di bene è troppo piccolo quando nasce da un cuore che ama. Anche un semplice contributo può trasformarsi in aiuto concreto, speranza, vicinanza, sollievo.
Per questo l’iniziativa che da anni vede camminare insieme Azione Cattolica e Avvenire rappresenta molto più di una raccolta fondi. È il segno di un’alleanza che mette in rete energie, disponibilità e passione educativa al servizio del bene comune. Domenica 28 giugno il ricavato della vendita delle copie di Avvenire andrà ancora una volta ad aggiungersi alla colletta raccolta nelle celebrazioni festive e sarà interamente devoluto alle opere di carità dell’Obolo di San Pietro. La storia di questa collaborazione parla da sola. Ogni anno in tantissime parrocchie delle diocesi italiane le socie e i soci dell’Azione Cattolica hanno saputo offrire un contributo decisivo, rendendo capillare e partecipata un’iniziativa che unisce informazione, formazione e solidarietà. È una testimonianza bella di laicato maturo, capace di mettersi al servizio della comunità ecclesiale con generosità e discrezione.
Per questo l’invito che anche quest’anno rivolgiamo a tutti gli aderenti all’Ac, ai ragazzi, ai giovani, agli adulti, agli educatori, ai responsabili associativi e ai gruppi parrocchiali è semplice e concreto: partecipiamo con entusiasmo. Organizziamoci nelle nostre comunità, rendiamoci disponibili per la diffusione del giornale, coinvolgiamo amici e famiglie, aiutiamo a comprendere il significato profondo di questo gesto. È un modo per dire al Papa: non sei solo. È un modo per ribadire – con le parole del suo primo discorso dalla loggia centrale di San Pietro –: «Vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre la carità, che cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono». La tua voce è la nostra voce quando chiede pace; il tuo impegno è il nostro impegno quando difende la dignità di ogni persona; la tua carità è la nostra carità quando si fa vicinanza agli ultimi.
Domenica 28 giugno facciamo dunque in modo che ogni parrocchia, ogni comunità possa sentirsi protagonista di una grande rete di bene. Ogni copia venduta, ogni offerta raccolta, ogni disponibilità donata contribuirà a portare un segno di speranza là dove c’è bisogno. Perché quando la carità diventa comunione il bene si moltiplica. E quando una comunità si stringe attorno al Successore di Pietro tutta la Chiesa diventa più forte nella sua missione di annunciare il Vangelo e servire l’umanità.

C’è una parola che da sempre accompagna il cammino dell’Azione Cattolica: corresponsabilità. È la consapevolezza che ciascuno di noi, nel proprio piccolo, può contribuire a rendere più viva la missione della Chiesa e più concreto il Vangelo nella storia.
È con questo spirito che anche quest’anno siamo chiamati a vivere la Giornata per la Carità del Papa, che la Chiesa italiana celebrerà domenica 28 giugno.
Non si tratta soltanto di un appuntamento tradizionale. È un’occasione preziosa per manifestare in modo concreto la nostra vicinanza a papa Leone XIV, sostenendo la sua missione di pastore universale e le opere di carità che, attraverso l’Obolo di San Pietro, raggiungono ogni angolo del mondo. Le immagini che ogni giorno arrivano nelle nostre case raccontano un’umanità ferita: guerre che seminano morte e distruzione, popolazioni costrette alla fame, famiglie in fuga dalla propria terra, emergenze ambientali che colpiscono soprattutto i più poveri. Davanti a queste sofferenze potremmo sentirci impotenti. Eppure la Chiesa ci insegna che nessun gesto di bene è troppo piccolo quando nasce da un cuore che ama. Anche un semplice contributo può trasformarsi in aiuto concreto, speranza, vicinanza, sollievo.
Per questo l’iniziativa che da anni vede camminare insieme Azione Cattolica e Avvenire rappresenta molto più di una raccolta fondi. È il segno di un’alleanza che mette in rete energie, disponibilità e passione educativa al servizio del bene comune. Domenica 28 giugno il ricavato della vendita delle copie di Avvenire andrà ancora una volta ad aggiungersi alla colletta raccolta nelle celebrazioni festive e sarà interamente devoluto alle opere di carità dell’Obolo di San Pietro. La storia di questa collaborazione parla da sola. Ogni anno in tantissime parrocchie delle diocesi italiane le socie e i soci dell’Azione Cattolica hanno saputo offrire un contributo decisivo, rendendo capillare e partecipata un’iniziativa che unisce informazione, formazione e solidarietà. È una testimonianza bella di laicato maturo, capace di mettersi al servizio della comunità ecclesiale con generosità e discrezione.
Per questo l’invito che anche quest’anno rivolgiamo a tutti gli aderenti all’Ac, ai ragazzi, ai giovani, agli adulti, agli educatori, ai responsabili associativi e ai gruppi parrocchiali è semplice e concreto: partecipiamo con entusiasmo. Organizziamoci nelle nostre comunità, rendiamoci disponibili per la diffusione del giornale, coinvolgiamo amici e famiglie, aiutiamo a comprendere il significato profondo di questo gesto. È un modo per dire al Papa: non sei solo. È un modo per ribadire – con le parole del suo primo discorso dalla loggia centrale di San Pietro –: «Vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre la carità, che cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono». La tua voce è la nostra voce quando chiede pace; il tuo impegno è il nostro impegno quando difende la dignità di ogni persona; la tua carità è la nostra carità quando si fa vicinanza agli ultimi.
Domenica 28 giugno facciamo dunque in modo che ogni parrocchia, ogni comunità possa sentirsi protagonista di una grande rete di bene. Ogni copia venduta, ogni offerta raccolta, ogni disponibilità donata contribuirà a portare un segno di speranza là dove c’è bisogno. Perché quando la carità diventa comunione il bene si moltiplica. E quando una comunità si stringe attorno al Successore di Pietro tutta la Chiesa diventa più forte nella sua missione di annunciare il Vangelo e servire l’umanità.
