Per quattro giorni Bari diventerà la capitale del dialogo nel Mediterraneo. Da domani al 2 agosto il capoluogo pugliese ospiterà Orizzonti Mediterranei. Abitare la fraternità per una cultura del dialogo, l’incontro nazionale delle presidenze diocesane e delle delegazioni regionali dell’Azione cattolica italiana, che porterà in città oltre 700 responsabili associativi provenienti da 150 diocesi, insieme a più di venti vescovi e ai cardinali Matteo Zuppi e Fabio Baggio. Un appuntamento che mette al centro pace, migrazioni, sinodalità e dialogo tra i popoli, scegliendo Bari come luogo simbolo dell’incontro e del dialogo.
Un appuntamento che va ben oltre la vita associativa o la dimensione ecclesiale: è un vero e proprio laboratorio di umanità che incrocia le ferite, le paure ma anche le attese profonde del nostro tempo.
«Siamo orgogliosi di poter ospitare questo evento nella nostra città», ha affermato il sindaco Vito Leccese durante la conferenza stampa di presentazione a Palazzo di Città. Richiamando la memoria dell’approdo della Vlora e l’eredità di San Nicola, il primo cittadino ha ricordato come Bari abbia fatto dell’accoglienza un tratto distintivo della propria identità. «La speranza è ritornare a vedere il Mediterraneo come un luogo che unisce e non divide», ha detto, contrapponendo questa visione all’immagine di un mare oggi segnato da guerre, migrazioni forzate e sofferenze.
Un auspicio condiviso dall’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, che vede nell’iniziativa «un valore di responsabilità maggiore rispetto alle sfide del nostro tempo». Nel suo intervento l’arcivescovo ribadisce la vocazione della città a essere «ponte tra Oriente e Occidente» e invita a non rassegnarsi a un Mediterraneo dominato dalle guerre. «Non può essere consegnato alla paura, ai conflitti e all’indifferenza, ma deve tornare a essere spazio di fraternità, di riconciliazione e di pace», ha affermato Satriano, auspicando che proprio da Bari si levi «un messaggio limpido e tenace» di speranza.
Per il presidente nazionale dell’Azione cattolica, Giuseppe Notarstefano, il Mediterraneo è anzitutto «un punto di vista, un modo di guardare alla complessità di questo tempo». Di fronte alle guerre e alle fratture che attraversano il mondo, l’associazione vuole proporre «una prospettiva differente», ispirata alla convivialità delle differenze e alla capacità di trasformare la fragilità in occasione di incontro. «L’Azione cattolica sa di non poterlo fare da sola», ha osservato, sottolineando come il lavoro svolto insieme alla diocesi, al Comune e alle tante realtà del territorio rappresenti già un segno concreto di quella cultura delle alleanze che l’associazione intende promuovere.
Proprio il valore della collaborazione è stato richiamato anche dall’assessora alle Culture, Paola Romano, e dal segretario generale dell’Azione Cattolica, Michele Tridente, che ha illustrato il programma dell’iniziativa: sessioni al Teatro Petruzzelli, tavoli sinodali con i vescovi italiani, la preghiera ecumenica nella Basilica di San Nicola presieduta dal cardinale Zuppi e gli Incontri mediterranei, che sabato porteranno il confronto nelle piazze del centro storico. La celebrazione conclusiva, domenica 2 agosto nella Cattedrale di Bari, sarà trasmessa in diretta su Rai 1, mentre TV2000 consentirà di seguire l’intero evento in streaming.
Più che un appuntamento associativo, Orizzonti Mediterranei punta così a trasformare Bari in un laboratorio di fraternità, dove il Mediterraneo non sia soltanto il luogo delle crisi internazionali, ma l’orizzonte da cui ripensare relazioni, cittadinanza e futuro. «Sarebbe bello se iniziassimo a riflettere su quale impronta di speranza l’associazione, la Chiesa e la comunità locale sapranno consegnare a questa città», ha affermato Monica Del Vecchio, presidente di Azione cattolica per la diocesi di Bari-Bitonto. Un’eredità che va oltre i quattro giorni di lavori e che misura il successo dell’evento non solo nella qualità del confronto, ma nella capacità di lasciare un segno duraturo nelle relazioni, nella vita ecclesiale e nel tessuto civile di Bari.
Il capoluogo pugliese, dunque, si prepara così a diventare, per quattro giorni, il luogo in cui il Mediterraneo non sarà soltanto il tema di un convegno, ma il simbolo di una Chiesa e di una società chiamate a costruire dialogo, pace e speranza attraverso relazioni autentiche e responsabilità condivise.
