Riparte un nuovo anno associativo e, con esso, la passione educativa dell’Azione cattolica, che in estate non è andata certamente in vacanza, riprende slancio.
Siamo certi, infatti, che tante educatrici, educatori e assistenti in questi giorni stanno aprendo le Guide e, trovandosi alle prime riunioni dell’anno, si stanno interrogando su come accompagnare Giovanissimi e Giovani a leggere la propria vita alla luce del Vangelo, dentro un tempo che cambia e che chiede occhi capaci di riconoscere il bene che già sta fermentando. La prima parola che questa immagine di educatori ed educatrici in cammino fa nascere è, innanzitutto, gratitudine: che gioia immaginare chi si mette in cammino, pronto a giocare fino in fondo la sfida educativa, consapevole che non esiste una ricetta unica per accompagnare le persone.
Anche quest’anno, infatti, le Guide del Settore giovani consegnano nelle mani di ogni educatore una proposta modulare, flessibile, pensata per adattarsi alle persone e alle diverse realtà associative. Al centro di ogni realtà, però, resta il gruppo, piccola comunità dentro la comunità più grande della parrocchia e della Chiesa diocesana: il luogo in cui la fede cresce e respira, in cui si impara a condividere domande e a camminare insieme.
Perché il Signore è vivo e presente, oggi! Certo, non è facile né immediato riconoscere la Sua presenza. Ma lo Sposo, il Signore Gesù descritto all’icona biblica (Mc 2,18-22) che ci accompagnerà lungo tutto l’anno associativo,ci raggiunge ogni giorno, nella ferialità e nella festa, vivendo l’unico tempo che ci è dato: il presente.
E questo dettaglio innesca un’esplosione che non lascia nulla come prima, che cambia tutto. Cambia anzitutto ciascuno di noi, perché ci riscopriamo invitati alla festa di nozze, addirittura tra gli amici più cari: questo spalanca il nostro cuore alla gioia, spazza via la paura dell’abbandono e, soprattutto, cambia il nostro modo di vedere e di vivere nel mondo. Dopo l’incontro con Cristo non c’è spazio per i rattoppi: il Vangelo è un vino che non conosce riserve o annate d’eccezione, ci raggiunge sempre novello e per questo non può entrare in otri vecchi, che tuttavia vanno stimati per la loro esperienza sapienziale.
«Tutto di nuovo»
«Tutto di nuovo» è la proposta per i Giovanissimi e prende sul serio una parola che appartiene profondamente a questa stagione della vita: la novità. Ed è proprio la novità del Vangelo a rigenerare lo sguardo e il cuore. Il percorso per i gruppi Giovanissimi li vuole invitare a non avere paura delle trasformazioni, delle domande e delle incertezze, ma ad attraversarle come occasioni per diventare persone nuove, tenendo insieme radici e germogli, tradizione e innovazione.
La Guida accompagna questo cammino attraverso quattro grandi dimensioni. La generatività, che invita a riconoscere quanto la nostra vita sia intrecciata alle relazioni, alle persone e ai luoghi che ci hanno fatto crescere, per domandarsi come diventare, a propria volta, capaci di generare vita buona. La complessità, che educa invece a non semplificare ciò che è difficile, imparando ad accogliere sfumature, domande e prospettive diverse. La corporeità, un modulo che invita a guardare il corpo come prima casa da abitare, conoscere e custodire, luogo di relazione e di incontro con un Dio che si è fatto carne. Infine, l’umorismo, che diventa una forma di libertà, per imparare a guardarsi con sincerità e leggerezza, riconoscendo che gli errori possono essere tappe di crescita.
A questi moduli si aggiunge quello della festa, che attraversa i tempi forti dell’anno liturgico e invita a riscoprire che la fede è veramente la buona notizia che serve, capace di trasformare il tempo che ci viene donato in occasione di incontro e di gioia.
Infine, il testo personale Di nuovo tu!, che accompagna questo percorso offrendo uno spazio per rileggere la propria vita e mettersi in dialogo con la Parola di Dio, anche quest’anno arriverà in omaggio a tutte le Giovanissime e a tutti i Giovanissimi di Ac.
«Piazza grande»
Per i Giovani, invece, i gruppi si danno appuntamento in una «Piazza grande», in cui la domanda che attraversa il percorso è radicale: dove possiamo incontrare oggi il Signore? Non in un altrove da raggiungere, ma nelle piazze che abitiamo ogni giorno: quelle concrete delle nostre città, quelle affollate o deserte, quelle interiori. La piazza diventa così immagine della vita: un luogo da abitare, per cui pregare e nel quale agire.
Il cuore della proposta si apre in cinque piazze. L’elasticità, che invita a fare spazio alla novità di Dio, imparando a riconoscere ciò che non possiamo controllare e a uscire dalle nostre rigidità. Il dono, che conduce a chiedersi chi e che cosa generiamo con la nostra vita, riscoprendo la possibilità di mettersi a servizio degli altri con gratuità. La manifestazione, che affronta la complessità del mondo e delle sue polarizzazioni, educando a restare in relazione anche quando le posizioni divergono e a custodire, nella realtà, interstizi di pace. Il fermento, che porta invece dentro l’interiorità: tra lavoro, studio, relazioni e impegni, diventa necessario ritrovare tempi e spazi per la preghiera, perché il Vangelo possa maturare dentro di noi e renderci fermento nelle comunità. Infine, la piazza dell’ecclesialità, che apre alla dimensione intergenerazionale: giovani e adulti insieme, custodi e responsabili della vita della Chiesa, chiamati a tenere insieme «cose nuove e cose antiche» e ad abitare il mistero di una Chiesa capace di accogliere anche chi si sente lontano ferito o allontanato.
A sostenere il cammino personale continuerà ad accompagnare i Giovani di Ac «Una vita ad alta frequenza», pensato per accompagnare nei tempi forti dell’anno liturgico attraverso opere d’arte, domande, attività creative e commenti alla Parola scritti da giovani di tutta Italia.
Ad accompagnarci nel percorso sarà la voce di Laura Vincenzi, giovane di Azione cattolica per la quale è in corso il processo di beatificazione, attraverso alcuni brani delle sue lettere: un incontro con una vita piena, capace di suscitare il desiderio di spazi e tempi adeguati per lasciarsi trovare da Dio.
Per gli educatori e le educatrici
Accanto ai due itinerari, «Formati insieme» accompagna educatori ed educatrici a fermarsi, interrogarsi e allenare lo sguardo sulla realtà e sul proprio servizio. Quattro percorsi affrontano la tutela dei minori e delle persone adulte vulnerabili, la spiritualità di chi educa, la corporeità e la sessualità, lo stile della responsabilità associativa, ecclesiale e civile.