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Le riforme dell'università: vivere il cambiamento

Nuovi bandi, mobilità e finanziamenti fino al 2028 nella svolta dell'università italiana, chiamata a non ridurre la conoscenza a semplice efficienza formale.
15/09/2026 di Giovanni Alessandrini

A partire dall’insediamento dell’attuale XIX legislatura e del governo Meloni nel 2022, il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha presentato una serie di riforme: da quella relativa alle modalità di accesso ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, odontoiatria e veterinaria fino alla contestata ristrutturazione dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR). Più recentemente, in linea con quanto stabilito dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) finanziato dall’Unione Europea, è stato raggiunto e superato il target di sessantamila nuovi posti letto – di cui trentatremila immediatamente disponibili attraverso gli enti regionali per il diritto allo studio o secondo criteri di merito – per sovvenire al deficit di alloggi universitari.

All’inizio di luglio 2026, invece, la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge intitolato Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario. Dopo aver cercato una soluzione al problema del precariato che affligge i “dottorandi”, ora il Ministero mira a snellire le pratiche burocratiche dei bandi universitari e a contrastare raccomandazioni, irregolarità e scandali concorsuali. Tra le altre modifiche, il “DDL Bernini” comporta l’indizione di concorsi da parte di ogni singola università per il reclutamento di ricercatori e docenti (i concorsi non saranno più indetti a livello nazionale) con una nuova composizione delle commissioni giudicatrici; lo svolgimento di una prova didattica in sede di concorso; la valutazione triennale dei neoassunti. La Magnifica rettrice dell’Università di Ferrara e Presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) ha accolto positivamente le novità introdotte, sostenendo che «il modello finora in vigore va’ superato» per «correggere le distorsioni»1 del sistema universitario nazionale. Un altro importante impulso dalla riforma è rivolto alla mobilità interuniversitaria e internazionale dei docenti e ricercatori universitari, con l’introduzione di nuove procedure di trasferimento. Al contrario, le principali critiche sono dirette sia verso la sostituzione del “patentino” dell’Abilitazione scientifica nazionale (ASN) con un’autocertificazione presentata dai candidati stessi per accedere ai bandi di selezione, sia contro la formazione delle nuove commissioni concorsuali locali, le quali moltiplicherebbero i favoritismi, «l’eccessivo baronato e i concorsi cuciti su misura»2. In altre parole, tutto ciò concorrerebbe a un «rischio di arretramento dell’università italiana» nella forma di un «ritorno a poteri accademici locali e un ulteriore allontanamento dagli standard internazionali per l’università e la ricerca»3. D’altronde questo come la maggioranza degli altri rimedi messi in campo dalla politica non promettono risultati sicuramente e immediatamente efficaci, bensì richiedono la prova dei fatti che può solo provenire dalle risposte del mondo universitario.

In conclusione, in concomitanza con la Legge di Bilancio 2026-2028, il Ministero ha prodotto un interessante documento, di rilevante importanza malgrado sia passato sotto traccia: il Piano Triennale della Ricerca 2026-2028. Si tratta di «un nuovo modello di programmazione e finanziamento della ricerca, fondato su un calendario dei bandi certo, un fondo unico e su risorse definite»4. Questo strumento innovativo, unito a un cronoprogramma prestabilito, segna dunque una svolta rispetto al passato «quando il sistema si è trovato troppo spesso a fare i conti con incertezza nei tempi dei bandi e nell’erogazione delle risorse»5. A livello istituzionale gli obiettivi ministeriali per il prossimo triennio restano dunque la riduzione della frammentazione normativa e procedurale, il rafforzamento del quadro regolatorio e l’efficienza complessiva della macchina amministrativa attraverso i tagli alla burocrazia. Tutto ciò si conferma in linea con le tre principali priorità europee: transizione verde e digitale, resilienza industriale e competitività. Proprio in attuazione della Legge di Bilancio, inoltre, il Piano Triennale risponde anche al problema del sottofinanziamento cronico per il settore. In breve, in previsione fino al 2031 «il Fondo di finanziamento ordinario ha registrato un aumento di 336 milioni di euro; il Fondo italiano per la scienza ha distribuito 500 milioni ai ricercatori; il Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca ha superato il miliardo»6. Ma, oltre alle strategie, alle tempistiche e ai finanziamenti, uno degli aspetti che rende più interessante il Piano Triennale della Ricerca 2026-2028 è quello, esplicito e ricorrente, in cui è illustrato il ruolo dell’università e della ricerca all’interno dello Stato italiano, la considerazione degli universitari e dei ricercatori da parte della politica. Inevitabilmente ciò rientra nella prospettiva di «un indirizzo politico chiaro: privilegiare la ricerca quale motore dello sviluppo sociale ed economico del Paese, in grado di rafforzarne la competitività, accrescerne l’autorevolezza scientifica e sostenerne la sovranità tecnologica, all’interno del quadro unionale»7. Si scorge così un evidente segno dei nostri tempi: come nel resto della società contemporanea, anche l’università e la ricerca sono non solo caratterizzate ma anche spinte alla competizione, alla produttività, all’individualismo esclusivo e così via. Di fronte a una “formazione” sostituita dalla “programmazione” che non lascia spazio alla “conoscenza”, alla “passione”, al “talento”, al “pensiero”, al “sogno” e alla “curiosità” – parole che compaiono come barlumi o sono del tutto assenti nel testo del Piano Triennale – ognuno di noi, universitario e ricercatore, è stimolato a riflettere sul proprio percorso di studi, sulla propria vocazione, sulla direzione che ha intrapreso e vuole perseguire in futuro; ci chiediamo a servizio di che cosa mettiamo le nostre “competenze” ed “eccellenze” – riprendendo proprio le parole utilizzate nel documento ministeriale. Perché «quando la vita non sa di niente è come se ci venisse tolta: non la sentiamo più nostra. Davanti al vuoto dell’indifferenza e del qualunquismo, davanti alla violenza della guerra e della menzogna» siamo chiamati a non ridurci all’efficienza, al non-senso e alla mediocrità, ma ad essere «scintilla di un’umanità nuova»8. È infatti possibile vivere pienamente ponendo l’insieme di saperi teorici e applicativi, umanistici e scientifici in funzione di uno sviluppo umano integrale, animato dalla volontà di ricerca – quella di se stessi, di senso, del mondo e di Dio nella verità. Ancora di più, riprendendo l’invito di Papa Leone XIV: «aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno»9.




1 Ramaciotti (CRUI): Riforma dell’abilitazione scientifica corregge distorsioni del passato, Floriana Cutini, Agenzia di stampa parlamentare AGENPARL, 17 aprile 2026, https://agenparl.eu/2026/04/17/ramaciotti-crui-riforma-dellabilitazione-scientifica-corregge-distorsioni-del-passato/

2 Intervento di Antonio Caso (M5S), seduta n. 679 della Camera dei Deputati, 19 giugno 2026, https://www.camera.it/leg19/410?idSeduta=0679&tipo=stenografico#sed0679.stenografico.tit00020.sub00010.int00020

3 Audizione del professor Marco Pianta alla VII Commissione permanente “Cultura, scienza e istruzione” della Camera dei Deputati, 4 marzo 2026, https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM07/Audizioni/leg19.com07.Audizioni.Memoria.PUBBLICO.ideGes.83336.04-03-2026-12-25-51.552.pdf

4 Ricerca, al via il Piano triennale: bandi programmati, nuovi strumenti e risorse stabili, Ministero dell’Università e della Ricerca, 24 febbraio 2026, https://www.mur.gov.it/it/news/martedi-24022026/ricerca-al-il-piano-triennale-bandi-programmati-nuovi-strumenti-e-risorsev

5 ibidem

6 Intervento di Pino Bicchielli (FI-PPE), seduta n. 679 della Camera dei Deputati, 19 giugno 2026, https://www.camera.it/leg19/410?idSeduta=0679&tipo=stenografico#sed0679.stenografico.tit00020.sub00010.int00020

7 Piano Triennale della Ricerca 2026-2028 (DM n. 150 del 30/01/2026), https://www.mur.gov.it/sites/default/files/2026-02/Decreto%20Ministeriale%20n.%20150%20del%2030-01-2026%20-%20PTR%202026-2028.pdf

8 Papa Leone XIV, Discorso del Santo Padre durante la Veglia di preghiera con i Giovani in “Plaza de Lima” (Madrid), 6 giugno 2026, https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260606-spagna-veglia-giovani.html

9 Papa Leone XIV, Omelia della Santa Messa del Giubileo dei Giovani, 3 agosto 2025, https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2025/documents/20250803-omelia-giubileo-giovani.html