«Sono particolarmente lieto di condividere la celebrazione eucaristica durante la quale deporremo le reliquie di San Pier Giorgio Frassati in questa cappella, quasi a marcare anche fisicamente il suo continuare a stare con voi, e a camminare con voi, con un’associazione che ha tanto amato e per la quale si è speso, consapevole della Grazia che il Signore gli aveva dato di partecipare con passione giovanile ed entusiasmo alla missione della Chiesa del suo tempo». Le parole del cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, risuonano forti e chiare all’interno della chiesa della Domus Mariae, a Roma, la “casa” dell’Azione cattolica italiana, che già accoglie la reliquia della Beata Armida Barelli. La chiesa è stracolma di gente, venuta ad assistere, il 17 gennaio, alla celebrazione eucaristica, voluta dalla Presidenza nazionale dell’Azione cattolica italiana, dove sono state esposte alla pubblica venerazione le reliquie di San Pier Giorgio Frassati, canonizzato lo scorso 7 settembre.
Pier Giorgio Frassati già era considerato “santo” dai giovani provenienti da ogni parte del mondo. Fu San Giovanni Paolo II che lo fece conoscere come modello di una “gioventù” virtuosa, appassionata, dove l’amicizia e la fede in Dio camminano insieme. Il resto è storia nota. Con gli anni, la figura di Pier Giorgio ha iniziato a viaggiare di volto in volto, di nazione in nazione, diventando sempre di più un personaggio, anzi, un testimone vivo, con una postura profetica. Così l’importanza della sua testimonianza si è spostata pian piano dall’interesse degli addetti ai lavori per divenire una storia “nota”, una vita bella da raccontare e da tramandare.
Il punto più alto di questo racconto c’è stato durante il Giubileo dei giovani lo scorso anno, quando migliaia di giovani hanno letteralmente preso d’assalto, nel mese di luglio, la basilica di Santa Maria sopra Minerva, dove era stato esposto il suo corpo incorrotto alla venerazione dei fedeli. Partecipando in massa, successivamente, alla canonizzazione avvenuta il 7 settembre in piazza San Pietro.
Giovani che guardano verso l’Alto: vivere, non vivacchiare
Pier Giorgio è davvero testimone della gioventù che ricerca, crede, domanda, e cammina sempre verso l’Alto. Per l’Ac, in particolare, continua a rappresentare un riferimento vivo, testimone di una fede gioiosa e radicale, capace di coniugare l’intimità con Dio, l’impegno ecclesiale, la passione per la giustizia e l’attenzione concreta ai poveri.
Parolin ha messo in risalto, durante l’omelia, il celebre motto dell’Ac con la vita di Pier Giorgio: preghiera, azione e sacrificio. In questo trinomio, spiega Parolin, possiamo trovare riassunta la missione del servo, l’azione; la relazione del figlio con il padre, la preghiera; infine, anche la missione dell’Agnello, che è la missione di sacrificio, di offerta della propria vita.
E quel vivere, non vivacchiare, straordinaria armonia di parole che racchiude il coraggio della profezia, resta la domanda fondante anche per noi oggi: «come vivere, non vivacchiare in questo tornante della storia della Chiesa e del mondo? Con la fraternità e la fruttuosa grazia del Battesimo, declinata secondo la spiritualità dell’Azione cattolica».
L’azione, la preghiera e il sacrificio per Pier Giorgio Frassati non sono altro che il racconto appassionato della buona notizia. La buona notizia del sorriso, della relazione con gli altri, della preghiera che diventa esperienza eucaristica, la buona notizia della solidarietà e della sobrietà, del coraggio impetuoso tipico dell’età giovanile.
«Nella schiera quanto mai significativa di Santi, Beati e Testimoni coraggiosi di fede – sono le parole iniziali di saluto di mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Ac – che sono cresciuti nell’esperienza associativa, la figura di Frassati ci ricorda la bellezza di una giovane vita spesa a 360 gradi nella ricerca di una esperienza piena di Cristo e della Chiesa, animata dalla spiritualità eucaristica, intessuta di relazioni associative molteplici e cariche di responsabilità, espressa in una sensibilità caritativa verso gli ultimi che per i suoi tempi e ancora per noi oggi ha il sapore di una luminosa profezia».
Il reliquiario alla Domus Mariae
Da oggi in poi, dunque, il reliquiario è a disposizione per la venerazione dei fedeli. Realizzato in occasione della canonizzazione, custodisce un frammento di indumento appartenuto a San Pier Giorgio Frassati. L’opera, firmata da suor Maria Agar Loche, si ispira al celebre motto “Verso l’alto”, sintesi efficace del cammino spirituale e umano del giovane Pier Giorgio. L’iconografia del reliquiario richiama alcuni tratti fondamentali dell’esperienza cristiana di Frassati, cari alla tradizione dell’Azione cattolica: l’Eucaristia come centro della vita, il Rosario, la presenza di Maria – con riferimento alla Madonna di Oropa – e l’amore per la Parola di Dio, in particolare per le Lettere di San Paolo. Otto pietre di lapislazzulo evocano la definizione di Frassati come “l’uomo delle otto beatitudini”, espressione utilizzata nel 1977 dall’allora cardinale Karol Wojtyła. I materiali e i decori rimandano infine alla montagna, simbolo del suo cammino spirituale e della tensione costante verso Dio.
«In questi tempi di post verità, di nuovi sofismi, di realtà virtuali e di intelligenza artificiale – ha concluso la sua omelia Parolin –, questa certezza che è brillata in Pier Giorgio Frassati, questa concretezza della carità che in lui si allargò dalla carità samaritana alla carità politica, è e rimane una luce che può e deve illuminare il nostro e il vostro cammino, cari amici dell’Azione cattolica, e diventare soprattutto allegria per noi e per tutti. San Pier Giorgio Frassati, prega per noi».