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Nella vecchiaia daranno ancora frutti

La testimonianza di Francesco Copani, socio Ac da più di 80 anni. Un’adesione che continua a farsi pagina viva di Vangelo del quotidiano
20/01/2026 di Concetta Vecchio

Papa Francesco ci ha spesso ricordato come da molti la vecchiaia venga considerata una sorta di malattia con la quale è meglio evitare ogni tipo di contatto: è la “cultura dello scarto”. È vero che invecchiando siamo tentati di esorcizzare la vecchiaia nascondendo le rughe e cercando di apparire sempre giovani a tutti i costi: sembra quasi che non si possa far altro che vivere in maniera disillusa, rassegnati a non avere più “frutti da portare”.

In questo senso il Salmo 91 ci dà una buona notizia, un vero e proprio “vangelo”: “Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi, per annunziare quanto è retto il Signore: mia roccia, in lui non c'è ingiustizia.” È un atteggiamento controcorrente rispetto a ciò che il mondo pensa di questa età della vita e anche rispetto alla “rassegnazione” di alcune persone anziane che vanno avanti con poca speranza e senza più attendere nulla dal futuro. 

Nato nel 1936, sin da bambino Francesco Copani ha potuto crescere nella consapevolezza dei “frutti da portare”, quando, dal 1944, ha potuto iniziare a sperimentare il dono del servizio ai piccoli, esercitato dalla famiglia prima, e dall’Azione Cattolica in seguito, attraverso il servizio instancabile delle “donne cattoliche”, definite dal nostro amico “affabili, generose, premurose, coinvolgenti”. Presenze affiancate e sostenute da sacerdoti “autentici testimoni di fede, vere calamite dalle quali non mi sono mai staccato; formatori di coscienze, di impareggiabile disponibilità”.

A quell’epoca l’Azione Cattolica era definita “il braccio destro” del Parroco, che sapeva “coinvolgere, ascoltare, suggerire, consigliare”, lasciando nel nostro amico l’“incancellabile ricordo di un rapporto meraviglioso”. In tale contesto, l’Azione Cattolica fu strumento formidabile che “aiutò gli associati a crescere nella Fede ogni giorno, e sempre più mettendo anzitutto il Vangelo al centro della scelta formativa”. Dall’età di 8 anni, sino ad oggi, Copani è sempre stato socio nella stessa Parrocchia di San Pietro di Riposto (Comune marino ai piedi dell’Etna) giungendo, quest’anno, a 81 anni di adesione ininterrotta, ricoprendo il ruolo di Presidente GIAC e Presidente parrocchiale per complessivi 25 anni.
L’Associazione della Parrocchia contava allora ben 80 tra aspiranti ed effettivi, rappresentando “il fiore all’occhiello”, anche per le innumerevoli iniziative formative che venivano organizzate, e soprattutto per la strettissima collaborazione offerta dai giovani nelle diverse celebrazioni liturgiche e in particolari eventi in cui la presenza dei soci era considerata “importante, necessaria, utile risorsa”. L’Associazione è stata e continua a essere per lui una via maestra, un faro, uno strumento preziosissimo di orientamento e discernimento nelle scelte di vita, sia familiare che professionale, come insegnante per 23 anni, prima, e come dirigente scolastico per altri 25, dopo.

È stato anche membro del Consiglio diocesano di AC, e molto attivo nell’AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici), considerata anch’essa un grande sostegno alla formazione spirituale e professionale dei docenti di quella che all’epoca veniva chiamata “Scuola elementare”. Ancora oggi il nostro “direttore Copani” continua a impegnarsi in Parrocchia, con generosa disponibilità e competenza. 

Con molto pudore il nostro socio ha espresso il desiderio di divulgare questa sua esperienza, non certo per vantarsi, ma davvero per annunciare a tutti che “è bello stare 80 anni in AC!”!In un tempo così lungo potrebbe accadere di rimanere ancorati alle esperienze del passato, ritenendo il presente meno coerente con lo spirito dell’Associazione “com’era una volta”. Ma è bello poter “leggere” in questa esperienza la crescita del senso di appartenenza a una realtà associativa che prende ciascuno per mano, accompagnandolo nel proprio “qui e ora”, ancorata alla tradizione e nello stesso tempo aperta alle sorprese dello Spirito.

Per tanta “edificante esperienza”, a Francesco Copani oggi preme “consigliare all’Associazione di ritornare alla preghiera e alla testimonianza.” È necessario e opportuno vivere la Fede concretamente, impegnandosi a essere credibili, soprattutto nel volontariato e in azioni di testimonianza autentica e coraggiosa”. 

Il socio Francesco Copani dice: “Ci sono oggi “tante distrazioni illusorie”, è vero; ma noi, soci di AC, non dobbiamo rinunciare al nostro ruolo, anzi! Memori che con l’aiuto di Dio “poca favilla, gran fiamma seconda”.
“Ho amato l’Azione Cattolica perché ho incontrato nel mio lungo cammino sacerdoti e laici formatori di indiscussa valenza e di autentica missionarietà che mi hanno guidato. Animato da profonda fede ne ho chiesto al Signore quotidianamente l’aumento, per essere un testimone credibile del Vangelo che dà speranza.” 

Confidando nel Signore, si trova la forza per moltiplicare la lode e scoprire che diventare vecchi non è solo il deterioramento naturale del corpo o lo scorrere ineluttabile del tempo. Invecchiare non è una condanna! La scrittura insegna che una lunga vita è una benedizione, e i vecchi non sono reietti dai quali prendere le distanze, bensì segni viventi della benevolenza di Dio che elargisce la vita in abbondanza.  



Concetta Vecchio, Presidente Azione Cattolica Diocesi di Acireale