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Prato, l'educazione passa dal servizio: il progetto dei giovani di AC

L'impegno quaresimale si trasforma in un laboratorio di prossimità. Coinvolti anche giovani e adulti per dare vita a un cammino stabile di condivisione intergenerazionale
06/07/2026 di Irene Vacirca

Quale impegno concreto potrebbe essere di stimolo per il gruppo Giovanissimi durante il periodo di Quaresima?

Da questa domanda che mi ha interrogata come educatrice del gruppo Giovanissimi (Gvss) di Prato, si è cominciato a tessere un legame con la Caritas della parrocchia in cui il gruppo diocesano si riunisce tutte le settimane, fino a trasformarsi, quasi senza accorgercene, in un progetto inaspettato.

L'idea iniziale era coinvolgere i ragazzi e le ragazze in una raccolta di beni destinati alle persone seguite dalla Caritas. Perché questo non si riducesse a un semplice gesto assistenziale, abbiamo organizzato un incontro per conoscere da vicino il servizio svolto dalla Caritas nella parrocchia, offrendo loro l'opportunità di vivere la Quaresima non come un concetto astratto, ma attraverso la concretezza del servizio. Sperimentare il dono di sé e l'attenzione agli ultimi è diventata così la via per incarnare il digiuno e l'elemosina quaresimali. I Gvss hanno quindi incontrato le volontarie Caritas nei locali in cui operano e i servizi che offrono: quello di distribuzione dei vestiti, degli alimenti e il centro d'ascolto. È nato un dialogo aperto tra le volontarie e il gruppo sulle esigenze che abitano la realtà del nostro territorio e le spinte che animano il mettersi al servizio della comunità. Si è scoperto che è forte la necessità di sostenere gli anziani spesso isolati nelle proprie case in solitudine, in assenza di una rete di aiuti. Così, attraverso una nostra attività di mappatura del territorio che abitano, i Gvss sono stati stimolati a individuare delle problematiche sociali del proprio quartiere, quali necessità celassero e a progettare un evento che potesse rispondere a tali bisogni individuati. E proprio sulla scia degli stimoli ricevuti dalla Caritas, è nata da parte del gruppo la voglia di rimboccarsi le maniche e organizzare un pomeriggio speciale: non solo una festa, ma un vero momento di incontro, ascolto e condivisione tra generazioni per cercare di rispondere a un bisogno silenzioso ma profondo del nostro quartiere: la solitudine degli anziani. “Oltre il tempo: due generazioni a contatto” il titolo scelto dal gruppo.

Gli incontri di ACG si sono quindi trasformati in officina di realizzazione della giornata: chi si occupava della gestione dell'accoglienza, chi sceglieva i giochi e le attività da proporre, chi la musica, chi i premi e gli allestimenti. È stata creata la locandina e fatto volantinaggio di casa in casa, oltre che annunciato durante le Messe domenicali.

La giornata tanto attesa ha preso il via con una tombolata a premi, che ha permesso di creare un clima di allegria e complicità ma anche competizione tra tutti i partecipanti. Divisi in piccoli gruppi, i Gvss hanno poi animato le tre postazioni di gioco, accompagnando gli anziani in un percorso a rotazione: lancio degli anelli, corsa dei cavalli e il “Peach Pong”, ispirato al più noto Beer Pong ma con bicchieri di succo alla pesca al posto della birra. Proprio quest’ultimo ha saputo rompere ogni barriera anagrafica, diventando il gioco più apprezzato.

La festa si è conclusa ballando insieme sulle note delle canzoni di una volta. Tra una danza e una chiacchiera, molti hanno condiviso frammenti della propria vita, riportando alla memoria esperienze, sogni e aneddoti del passato.

Al termine del pomeriggio i ragazzi hanno proposto un momento di verifica dell’esperienza. Hanno raccontato agli anziani come fosse nata l’idea dell’iniziativa e condiviso le emozioni vissute nel prepararla e nel trascorrere quel tempo insieme, chiedendo poi ai partecipanti un riscontro sulla giornata. Le risposte sono state unanimi: i sorrisi e la gratitudine si sono accompagnati al desiderio di ritrovarsi ancora, con la proposta di organizzare un nuovo appuntamento nel prossimo autunno.

Anche i Gvss hanno vissuto un estremo entusiasmo e impegno non solo il pomeriggio ma anche tutta la preparazione, mettendo questa esperienza tra le più significative dell'anno.

L’evento ha fatto eco anche oltre i Gvss. Il gruppo Giovani diocesano (19-30 anni), ha espresso il desiderio di prendervi parte e di contribuire alla costruzione di un percorso più continuativo insieme alla Caritas. Allo stesso modo, è nata la volontà di coinvolgere anche il Settore Adulti, favorendo la partecipazione degli adultissimi e rafforzando ulteriormente il dialogo tra le generazioni.

Da un semplice interrogativo su come vivere la Quaresima in modo concreto è nato così un percorso che ha aperto prospettive inaspettate. L’auspicio per il prossimo anno associativo è quello di trasformare questa esperienza in un cammino stabile per tutto il Settore Giovani, affiancando agli incontri di servizio momenti di formazione. Un’occasione per ampliare le possibilità di impegno offerte ai ragazzi e alle ragazze, valorizzando il servizio come esperienza educativa e proponendo, accanto al tradizionale percorso dell’educazione nei gruppi ACR, una nuova forma di presenza e di prossimità all’interno della comunità.