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Laudato si, Laudate Deum, Santa Marta: fili per intrecciare il futuro

24/04/2026 di Flavio Gotta

Era il 2023 quando il Vescovo di Roma Francesco rinnovò l’invito già espresso nella Laudato sì (2015) a unire le forze per prendersi cura della casa comune. Il pianeta soffre e il cambiamento climatico “danneggerà sempre più la vita di molte persone e famiglie. Ne sentiremo gli effetti in termini di salute, lavoro, accesso alle risorse, abitazioni, migrazioni forzate e in altri ambiti1”.

La profezia non è mai di moda nel dibattito pubblico attuale, ma comunque traccia un’impegnativa via di salvezza che non toglie la fatica, anzi la pre-annuncia per non finire nel burrone; proprio in quella difficile sterzata si annida la pace, la gioia, la letizia di un cammino che dà Speranza.

Conferenza internazionale di Santa Marta

Così mentre da più parti si chiedono misure immediate e semplici per salvare l’economia, come riaprire le centrali a carbone e dare sussidi per calmierare il prezzo dei carburanti fossili, a Santa Marta – uno dei più importanti porti carboniferi della Colombia – oggi si apre la Conferenza internazionale per il Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili per salvare il pianeta.

L’obiettivo è arrivare a concordare impegni vincolanti (quindi azioni impegnative che chiedono di cambiare, in una prospettiva spirituale, potremmo definirle “conversioni”) per gli Stati e gli attori che decideranno di sottoscrivere il documento finale.

Francesco tre anni fa si rivolgeva a “tutte le persone di buona volontà”, oggi questa iniziativa prende forma grazie al particolare impegno dei governi della Colombia e dell’Olanda e coinvolge le realtà dal basso per un processo condiviso che acceleri l’applicazione di misure per la riduzione delle emissioni climalteranti.

È tardi per convertirsi?

Negli accordi di Parigi del 2015 ci si dava l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro l’1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, il Copernicus Climate Change Service2 nel 2024 riporta che le temperature globali sono aumentate in media di 1,6 °C.

L’intento della conferenza di Santa Marta intende essere complementare (e non alternativa) al percorso impostato dalle COP (Conferenze internazionali sul clima) che rimangono la principale sede di coordinamento internazionale su questo tema.

Aspettare l’accordo unanime su impegni vincolanti per muoversi è rischioso, occorre agire subito e sperare che la Madre Terra, come tutti gli organismi complessi di cui ci prendiamo cura, possa reagire, magari sorprendendoci al di là degli scenari che oggi immaginiamo. Prendersi cura e non pesare sempre di più addosso a un corpo già in grave difficoltà e con limitate risorse proprie. Sembra che per curare la febbre del pianeta gli si chieda di correre ancora più forte o peggio lo si sottoponga a pressioni ancora maggiori per vedere se ha ancora forze nascoste a disposizione. Dobbiamo cambiare sguardo e approccio alla cura.

I temi al centro del confronto

A Santa Marta sono presenti oltre 50 paesi e 2.600 realtà sociali realtà sociali tra popoli indigeni, afrodiscendenti, contadini, collettivi impegnati nella difesa dell’ambiente, giovani, donne, movimenti sociali, ONG, mondo accademico, governi subnazionali, sindacati e parlamentari

https://transitionawayconference.com/participants

Le linee di lavoro -semplificando- sono:

  • superamento della dipendenza economica dai fossili (smarcarsi dalla dipendenza fiscale e debito pubblico, riconversione produttiva senza creare nuove forme di estrattivismo…)

  • modifica della DOMANDA e OFFERTA dei combustibili fossili (transizione energetica, sicurezza e sovranità energetica, graduale riduzione e chiusura pianificate dell'estrazione di combustibili fossili, copertura dei costi e la gestione degli asset non recuperabili, ricalibrazione degli incentivi…)

  • promozione della cooperazione internazionale e della diplomazia climatica.

A livello di metodo i primi due giorni saranno di dibattito accademico, quindi uno spazio per le delegazioni, un’assembla per definire le proposte e un lavoro di rielaborazione per dare indicazioni concrete di attuazione.

Per l’Italia alla conferenza di Santa Marta ci sarà una delegazione di Gea3, che ha partecipato alla costruzione del documento complessivo in discussione, formalmente sostenuta da Peacelink, missionari comboniani, LAV Italia, la rete italiana di Stop ReArm Europe, Navdanya Italia, movimento No Tav, Rete dei Numeri Pari, AVS, i giuristi di Salviamo la Costituzione, Unione Inquilini…. e da tutte le persone di buona volontà.

p.s. Notizia di ieri: il Comune di Genova, dopo Firenze, ha approvato misure restrittive per l’affissione negli spazi pubblici di pubblicità legate alle fonti fossili… goccia su goccia si prova ad dissetare il futuro



1 Laudate Deum (LD) 2

2 servizio istituzionale dell’UE relativo ai cambiamenti climatici che fornisce informazioni autorevoli sul clima passato, presente e futuro in Europa e nel resto del mondo (https://www.copernicus.eu)

3 GEA – Scuola di Giustizia Ecologica e Ambientale aps (https://www.geascuola.org)