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L’amore convive con i nostri limiti

“Amoris laetitia” più che un documento, è un cantiere aperto. Alle comunità il compito di prendersi cura dei legami e di riconoscere nelle famiglie una risorsa per tutta la Chiesa. L'articolo in uscita su Segno nel mondo il 23 ottobre
09/10/2026 di Alberto Macchiavello
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Dieci anni fa veniva pubblicata l’esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia, frutto del doppio cammino sinodale sulla famiglia del 2014 e del 2015. Un testo che papa Francesco rivolse alle coppie e alle comunità con un linguaggio nuovo. Oggi, a dieci anni di distanza, questo testo rimane ancora una bussola per le famiglie, tra cammini avviati e nuove strade da percorrere. Il documento ha restituito alle famiglie «la bellezza e la possibilità di vivere la concretezza delle relazioni quotidiane», ci spiegano Jafti Tosatto e Giulia Zanetti, responsabili dell’Area famiglia e vita dell’Azione cattolica italiana, accogliendosi per quello che si è, con limiti e vulnerabilità. Una delle frasi più note, «l’amore convive con le imperfezioni» (Al, 113), è stata e resta «un balsamo e, insieme, una provocazione».

Il lascito più profondo è un mutamento di prospettiva: «Amoris laetitia ci ha consegnato un cambio di paradigma, cioè guardare alle persone senza separarle dalle relazioni che costituiscono la loro vita, con la consapevolezza che la fragilità è iscritta nell’ordinarietà della vita». Un’impostazione che ha toccato tutti gli ambiti pastorali e associativi, dall’educazione affettiva dei giovanissimi alla formazione dei fidanzati, dalla spiritualità coniugale al sostegno alla genitorialità. Anche sul piano del realismo il testo non ha perso attualità. Al n. 163 Francesco scriveva che «non possiamo prometterci di avere gli stessi sentimenti per tutta la vita, ma possiamo avere un progetto comune stabile». «L’amore promesso – ricordano Tosatto e Zanetti citando il Papa – supera ogni emozione, sentimento o stato d’animo» ed è «una decisione del cuore che coinvolge tutta l’esistenza».

Il tema è tornato al centro dell’agenda ecclesiale in questo particolare anniversario con Leone
XIV che ha convocato in Vaticano un incontro per avviare, nell’ascolto reciproco, un discernimento sinodale sull’annuncio del Vangelo alle famiglie di oggi. Tutto deve partire dall’ascolto della realtà, perché oggi vediamo «famiglie attraversate dalla frenesia degli impegni, dalle richieste del lavoro e dello studio, dalla mobilità e dalla precarietà, che si riverberano sulle relazioni. La fragilità dei legami fa crescere il numero dei nuclei monogenitoriali. E ci sono passaggi delicati: dal fidanzamento alla vita insieme, fino alla nascita del primo figlio o alla difficoltà di averne, in un mondo in cui “i figli non rientrano” fra le cose programmabili».
Quanto ai passi ancora da compiere, per Giulia e Jafti il capitolo VIII, «più citato e dibattuto, deve ancora trovare una sua piena realizzazione». Chi vive situazioni di fragilità e sofferenza rischia l’isolamento, e persistono «resistenze e chiusure» verso chi si trova in situazioni affettive particolari, pur in presenza di segnali di una Chiesa capace di dialogare anche con queste relazioni. La strada indicata passa dal linguaggio, che deve cambiare «da giudicante ad ac-
cogliente, da moralizzante ad integrante, da commiserante ad una piena reciprocità».

AMORI IN CORSO
Anche l’attenzione particolare ai giovani è un cammino che va approfondito. Il Rapporto Giovani 2026 dell’Istituto Toniolo mostra che gli under 35 desiderano una relazione fedele, un’autonomia abitativa e dei figli. «La sfiducia verso il matrimonio nasce, non tanto dal disinteresse quanto dalla paura di fallire, di perdere sé stessi». Da qui la necessità di anticipare l’accompagnamento rispetto ai percorsi tradizionali di preparazione alle nozze, come prova a fare il progetto Amori in corso dell’Azione cattolica, pensato come tempo di educazione all’amore e di discernimento vocazionale.
Dieci anni dopo, dunque, Amoris laetitia appare meno come un documento da commemorare e più come un cantiere aperto. L’invito è quello di «guardare la realtà delle famiglie con uno sguardo di speranza» con giovani che investono nella vita e adulti che scoprono il sacramento dopo una vita familiare già iniziata. Oggi le parole dell’esortazione apostolica chiedono ancora alle comunità di prendersi cura dei legami e di riconoscere nelle famiglie una risorsa per tutta la Chiesa.