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"Di Parola": il nuovo itinerario formativo degli Adulti di Azione Cattolica

12/09/2026 di Paola Fratini

Spesso a noi adulti capita di vivere ogni giorno come una ripetizione, anche le nostre attività e i nostri gruppi possono andare avanti per inerzia, l'icona biblica che accompagnerà gli itinerari formativi di quest'anno associativo che si apre però è un invito alla novità, un invito a generare sempre qualcosa di nuovo.

È dall'immagine del "vino nuovo in otri nuovi" ripresa dal capitolo 2 del Vangelo di Marco che vogliamo vivere il tempo che abbiamo di fronte. Questa immagine descrive bene la novità della vita cristiana che è tutt'altro che ripartire da zero in ogni momento o cambiare tutto per il gusto di farlo, è piuttosto un invito a generare — verbo guida del terzo anno del triennio associativo — la realtà e la vita che abitiamo, a partire dalla novità portata da Gesù e dalla sua Parola.

Il percorso proposto tiene sullo sfondo l'icona biblica, ma si snoda attraverso alcuni brani del Nuovo Testamento in cui questa novità si manifesta nella Parola e nelle vicende della storia. Da qui il titolo dell'itinerario: Di Parola. E anche per noi, oggi, essere "di parola" — cioè coerenti — è possibile solo se ci lasciamo attraversare "dalla Parola".

Il testo ci richiama a ricercare questa novità attraverso alcuni atteggiamenti che ci invitano ad alcuni movimenti "interiori" necessari per andare verso i fratelli portando a loro l'annuncio attraverso la Parola, proprio come uomini e donne "Di Parola" che di questa Parola sono "fatti" e che in questa Parola fondano la loro vita.

Nelle riflessioni di questo anno allora cercheremo la novità della vita di Dio nelle nostre vite, partendo dalla Parola e tornando ad essa attraverso la vita, non in maniera solitaria ma consapevoli che questa ricerca si può fare solo insieme. Il metodo che sta al cuore della proposta degli adulti è infatti "Vita-Parola-Vita": partendo da uno sguardo contemplativo sulla vita (la vita si racconta), questa viene ricompresa alla luce della Parola (la Parola illumina) e torna ogni volta rigenerata nel quotidiano (la vita cambia): un circolo virtuoso che dobbiamo sempre tenere presente nella programmazione delle proposte per gli adulti.

L'itinerario si snoda attraverso 5 moduli e i loro relativi focus, che aiutano a riflettere su diversi aspetti della vita di fede e delle comunità: dall'immagine dell'otre — contenitore ricavato dalla pelle conciata e cucita — nascono i titoli flessibilità, duttilità, permeabilità, plasticità, ai quali si affianca il modulo intergenerazionale sull'ecclesialità realizzato insieme al Settore Giovani.

La flessibilità "buona" dell'otre nuovo non è quella chiesta oggi ai mercati e alle persone, ma quella che rimette al centro le persone, la vita vera, la fraternità: la domanda che guiderà questa riflessione sarà "cos'è davvero gratuito in un mondo dove il denaro determina il valore delle persone?" e nel focus si sottolineerà come l'umorismo possa essere un buon antidoto alla rigidità.

La duttilità fa pensare a una fede che non si irrigidisce nel passato né fugge nel futuro, ma si adatta e costruisce già oggi quella Gerusalemme nuova dove ogni lacrima sarà asciugata: al centro metteremo la città, luogo di incontri e di solitudini, di speranze e di ingiustizie: la pace sarà al centro del focus di taglio sociale.

La permeabilità ci parla di una fede che si lascia attraversare dalla Parola, fino a diventare principio capace di trasformare pensieri, scelte, relazioni; nel focus verrà trattato il tema della fragilità.

Altra caratteristica necessaria per essere nuovi è la plasticità: come adulti siamo chiamati a una fede incarnata, a essere "plastici" ma non "di plastica" — non dispensatori di parole vuote, ma testimoni di una vita che unisce fede e responsabilità —, capaci anche di coltivare una cultura del servizio orientata al bene comune che sappia riconoscere ed evitare ogni abuso di potere.

L'ultimo modulo è condiviso tra il testo Adulti e quello Giovani. Seguendo il filo della novità, Adulti e Giovani sono chiamati a riconoscersi custodi e responsabili della vita della Chiesa, sull'esempio dello scriba del Vangelo di Matteo capace di tenere insieme "cose nuove e cose antiche", e aiuterà a riflettere sull'ecclesialità.

Attraverso i cinque moduli corre lo stesso invito: una fede che non si irrigidisce guardando indietro né fugge in avanti, ma resta fedele a ciò che è vero e antico mentre si lascia rigenerare — giorno per giorno — dalla novità della Parola.

Accompagneranno l'itinerario due proposte trasversali: una di preghiera e una legata alla figura di Vittorio Bachelet, tanto cara alla nostra associazione, di cui quest'anno ricordiamo i cento anni dalla nascita. Il testo personale di preghiera per ogni socio adulto è "Vino nuovo in otri nuovi": oltre alle meditazioni dei vangeli della domenica, alcuni spunti dagli "Scritti ecclesiali" del presidente nazionale che ha saputo tradurre il Concilio Vaticano II — traghettando l'associazione al nostro attuale statuto — saranno accompagnati da meditazioni di Madeleine Delbrêl.

Di domenica in domenica e nell'arco della settimana, l'invito è ad ascoltare, cercare, ruminare, contemplare, interrogare il Vangelo, per compiere una sorta di lectio historiae, lectio della nostra storia personale analoga alla lectio divina, così da intuire la fecondità nascosta nelle pieghe delle nostre vite e generare ogni giorno la novità che il Signore ci suggerisce.

E siccome il vino nuovo ha a che fare con un fermento, tutti siamo chiamati a sostenere con gioia il cammino di tutta l'Azione Cattolica Italiana, senza la tentazione di rimanere legati al passato ma nella bellezza di generare sempre qualcosa di nuovo: tanto più in questo anno, nel quale rinnoveremo anche le cariche associative e saremo chiamati ad accompagnare i passaggi che daranno alla nostra associazione una "nuova continuità".