Accompagnare e sostenere l’impegno formativo che ogni responsabile vive dentro la propria comunità: nasce da qui il percorso promosso dall’Azione Cattolica italiana per presidenti e assistenti parrocchiali e consiglieri diocesani. Se penso a questo percorso di formazione, che in questi mesi ha messo in cammino (seppur da fermi!), insieme, tanti responsabili e assistenti vedo farsi concreta la passione che è caratteristica della nostra associazione. Tante persone, giovani o adulti, che hanno allargato il loro “sì” all’associazione comprendendo in esso non solo l’adesione al progetto associativo ma anche una disponibilità al servizio.
Il tema lo ha suggerito il Giubileo: “Custodire la speranza: abitare il servizio, generare il bene”. La speranza non nasce per caso: si educa, si condivide, si intreccia nei cammini comuni, come spesso diciamo, seguendo una intuizione di don Tonino Bello, ‘la speranza deve essere organizzata’ e quindi tradotta in gesti concreti. In una Chiesa chiamata a farsi sempre più sinodale, l’Azione Cattolica sceglie di proporre un percorso di formazione che mette al centro le persone e la vita concreta delle comunità. E in un tempo segnato da trasformazioni profonde investe sulla formazione come spazio condiviso, modulare e flessibile. L’idea di strutturare il percorso in più fasi ha dato e darà a tutti l’opportunità di vivere il cammino in base alle caratteristiche e alle esigenze della vita di ogni diocesi.
I numeri dei webinar
Il desiderio di formarsi per mettersi al servizio di altri aderenti, rileggere il cammino fatto e guardare con fiducia a quello che ci attende è lo spirito che accompagna questo percorso nel quale la prima parte è stata caratterizzata da webinar on line: è stata questa la parte più contenutistica accompagnata da molto materiale per favorire l’autoformazione. Può sembrare un momento molto “personale” e poco consono alle caratteristiche dell’associazione nella quale siamo abituati a camminare insieme. In effetti così non è stato perchè oltre al fatto di sentirsi comunque uniti su un cammino comune la fantasia associativa non si è fermata e molte diocesi hanno organizzato serate per seguire i webinar insieme.
All’avvio del cammino è stato proposto un questionario introduttivo, unico strumento che ci ha permesso ad ora di raccogliere alcuni dati, non essendo prevista un’iscrizione formale. Dalle risposte ottenute si ricava che la prima fase è stata seguita per il 50% da presidenti parrocchiali, e per il 33% dai consiglieri diocesani. Se letto come campione, il dato è significativo: il target del percorso è stato centrato, considerando che le associazioni territoriali sono 4688 e le diocesi 219. Pur non potendo risalire con precisione alle regioni di provenienza, il questionario ci indica, che tutte le regioni hanno risposto, ciascuna secondo la propria realtà. Il questionario ci ha detto anche che i temi scelti per i webinar: ‘Spiritualità laicale’, ‘Legame associativo’ e ‘Legame con la Chiesa e il territorio’ rispondevano al desiderio di formazione e che lo spirito dell’associazione è sempre vivo in tutto il nostro Paese, infatti, le prime motivazioni all’adesione al percorso sono state il desiderio di condividere esperienze e di essere accompagnati nel servizio.
La fase diocesana e poi gli incontri in presenza
La fase in corso adesso è quella tipicamente diocesana perchè dopo il tempo dell’ascolto e della riflessione, il percorso inizia a farsi concretezza. Questo pezzetto di strada è forse meno visibile ma probabilmente potrà essere il più decisivo. È il momento in cui le intuizioni, emerse dai webinar, sono chiamate a prendere forma nei territori. Presidenti parrocchiali, consiglieri diocesani e assistenti hanno ricevuto una traccia di lavoro e una scheda di sintesi. Ogni diocesi è invitata ad incontrarsi per soffermarsi a riflettere sui temi trattati nei tre webinar. I responsabili, a partire da alcune domande chiave, tipiche di ogni processo di progettazione, potranno insieme mettere le basi per far emergere dal confronto una o più scelte concrete, capaci di orientare il cammino diocesano e di preparare anche il futuro percorso assembleare.
Questa fase non è solo un’occasione per individuare priorità operative, ma anche per allenarsi a un metodo: programmare insieme, senza improvvisare, nella consapevolezza che la flessibilità, che questo tempo in continuo cambiamento ci richiama, non è però sinonimo di improvvisazione.
L’intero percorso nasce con un chiaro intento formativo, offrendo contenuti e occasioni di approfondimento, ma è proprio questa seconda fase, più laboratoriale, che può aiutare le associazioni a sperimentare uno stile nuovo, più condiviso e più missionario, di vivere e costruire l’Azione Cattolica sui territori.
Alla fine di febbraio inizieranno poi gli incontri in presenza organizzati a livello nazionale che saranno l’occasione per confrontarsi con responsabili che vivono lo stesso servizio ma in luoghi diversi del nostro paese, per sentirsi accompagnati e recuperare e donare un po’ di freschezza e slancio alla responsabilità di ciascuno rinnovando l’impegno ad essere discepoli missionari come ci stimola il nostro Progetto Formativo. Ciascuno potrà scegliere il luogo e la data che preferisce indipendentemente dalla regione di appartenenza così potremo davvero dare vita ad un mosaico di racconti di vita associativa ben diversi che si intrecceranno e, come sempre in queste occasioni, ci faranno sentire la bellezza di costruire insieme una unica storia.
Ricaricati dalla speranza che ha caratterizzato tutto il percorso potremo vivere la consapevolezza di essere un’associazione viva e vivace che, dentro un patrimonio comune che chiede di essere continuamente rigenerato, ci invita a proseguire nel comune cammino riconoscendoci artigiani di quella Speranza vera che non si esaurisce in un ciclo di incontri, ma che chiede di continuare a generare scelte, relazioni e responsabilità condivise.
