Una rete capace di raccogliere le differenze senza spezzarsi. È l’immagine evangelica scelta per la veglia ecumenica in programma questa sera, venerdì 31 luglio, nella Basilica di San Nicola, nell’ambito dell’Incontro nazionale delle Presidenze diocesane e delle Delegazioni regionali dell’Azione cattolica italiana in corso a Bari.
«Ma la rete non si era spezzata», versetto tratto dal racconto della pesca miracolosa nel Vangelo di Giovanni, è il titolo della preghiera presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Sono presenti anche rappresentanti delle diverse confessioni cristiane.
La veglia vuole richiamare le Chiese alla responsabilità di camminare insieme e di testimoniare il Vangelo in un Mediterraneo attraversato da guerre, tensioni e divisioni. Un significato illustrato da don Luigi Caravella, assistente nazionale del Movimento studenti di Azione cattolica, che ci presenta i principali momenti della celebrazione.
Nel corso della preghiera sarà ascoltata la testimonianza del pastore valdese e metodista Luca Anziani, tra coloro che hanno partecipato al cammino culminato nella stesura del Patto tra Chiese cristiane in Italia. Anziani ripercorrerà l’esperienza di confronto e ascolto che ha condotto alla firma del documento.
Padre Mihai Driga, decano delle comunità Ortodosse di Puglia, proporrà invece una riflessione sull’accoglienza del Patto da parte delle comunità ortodosse. Il cardinale Zuppi commenterà poi l’immagine evangelica della rete colma di pesci che, nonostante l’abbondanza, non si strappa: segno di una Chiesa chiamata a custodire l’unità senza cancellare la ricchezza delle differenti tradizioni.
La veglia si inserisce nel percorso avviato il 23 gennaio scorso, quando nella Cattedrale di Bari è stato sottoscritto il Patto tra Chiese cristiane in Italia. Il documento impegna le confessioni firmatarie a collaborare a partire da valori comuni, promuovendo il dialogo, la pace, la libertà religiosa, la dignità della persona e la custodia del creato.
Durante la celebrazione il testo del Patto sarà consegnato ai presidenti diocesani dell’Azione cattolica. Un gesto che, secondo don Luigi, assume il valore di un mandato: «la sensibilità ecumenica non deve rimanere affidata a pochi esperti né esaurirsi in un singolo momento di preghiera, ma diventare un percorso condiviso all’interno delle diocesi e della vita associativa».
L’invito è quindi a portare il dialogo ecumenico nei territori, nelle parrocchie e nei cammini formativi, costruendo occasioni di conoscenza, preghiera e collaborazione tra cristiani. Un impegno che incontra la sensibilità dell’Azione cattolica e la sua vocazione a creare relazioni e percorsi di fraternità.
A Bari, città ponte tra Oriente e Occidente, la rete che non si spezza diventa così l’immagine di una comunione possibile: non un’uniformità che annulla le differenze, ma un’unità capace di accogliere tradizioni, storie e carismi diversi. Dalla Basilica di San Nicola partirà una consegna rivolta alle associazioni di tutta Italia: fare dell’ecumenismo uno stile quotidiano di incontro, collaborazione e pace.
