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Verso l’Alto. Per una scelta educativa fedele al vangelo e alla vita

Omelia di S. E. Mons. Claudio Giuliodori
07/12/2025 di Claudio Giuliodori

«Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». Le parole di Giovanni Battista possono rappresentare una bella sintesi di quanto stiamo vivendo in questi giorni. Il Signore ci ha chiamato, come Azione Cattolica in questo grande Convegno unitario di Riccione a ridefinire il nostro impegno missionario a servizio della Chiesa e della società. E quale modo migliore può esserci oggi di svolgere tale compito se non ridisegnando le vie e i sentieri dell’educazione, particolarmente travagliati, spesso manipolati e strumentalizzati, a volte, abbandonati?

Ci siamo ritrovati numerosi, oltre 1700, in rappresentanza di tutti coloro che nelle realtà locali svolgono con passione e generosità il servizio educativo nei vari ambiti della vita associativa ed ecclesiale, e in particolar modo con i gruppi ACR, con i giovanissimi e i giovani e con gli adulti e le famiglie. Al di là dell’importante lavoro svolto, queste giornate sono state belle perché abbiamo fatto memoria del dono dell’educazione che prima di tutto noi abbiamo ricevuto in famiglia, in parrocchia, in associazione e nella società da parte di tutti coloro che si sono presi cura di noi. Di questo, in primo luogo, vogliamo ringraziare il Signore, sempre più consapevoli che se oggi siamo qui come educatori è perché siamo stati educati dal Signore e da chi ci ha accompagnati nel suo nome. E non solo. Dobbiamo anche essere grati a tutti coloro che educhiamo perché educando, in realtà, continuiamo ad essere educati. A ben vedere, quanto stiamo vivendo è bello e significativo perché in AC tutti educhiamo e tutti siamo educati. È il circolo virtuoso dell’essere educati in Cristo e nella Chiesa che ci fa crescere giorno dopo giorno dentro relazioni fraterne di amore e servizio reciproco, via maestra verso la santità.

Questo Convegno, inoltre, è un grande evento giubilare. L’ampiezza delle tematiche affrontate e la ricca articolazione delle sezioni di lavoro, con cui abbiamo affrontato i diversi aspetti delle sfide e delle potenzialità educative nel nostro tempo, costituiscono infatti un prezioso prolungamento della riflessione, sviluppata nell’ultima settimana di ottobre, in occasione del Giubileo del mondo educativo e delle celebrazioni per i sessant’anni della Dichiarazione Conciliare Gravissimum educationis.

Possiamo sentirci a pieno titolo una parte significativa e luminosa di quelle costellazioni che nella storia della Chiesa hanno saputo tradurre l’insegnamento evangelico in percorsi educativi per accompagnare la crescita integrale di ogni persona in tutte le stagioni della vita. Ci collochiamo così in quell’orizzonte tracciato da Papa Leone XIV nella bellissima Lettera apostolica, Disegnare nuove mappe di speranza (27 ottobre 2025) che vi invito a leggere con attenzione

Come associazione, tutti insieme e ciascuno per la sua parte e le sue competenze, stiamo lavorando per contribuire con creatività, competenza e lungimiranza, a rinnovare e rilanciare la passione educativa della Chiesa dimostrando in modo inequivocabile che «laddove le comunità educative si lasciano guidare dalla parola di Cristo, non si ritirano, ma si rilanciano; non alzano muri, ma costruiscono ponti. Reagiscono con creatività, aprendo possibilità nuove alla trasmissione della conoscenza e del senso nella scuola, nell’università, nella formazione professionale e civile, nella pastorale scolastica e giovanile, e nella ricerca, poiché il Vangelo non invecchia ma fa “nuove tutte le cose” (Ap 21,5)» (Disegnare nuove mappe di speranza, Proemio, n. 1.1).

È questo il senso profondo anche di quell’andare “Verso l’Alto. Per una scelta educativa fedele al vangelo e alla vita”, posto a tema del Convegno, che richiama il motto di San Piergiorgio Frassati, da poco canonizzato e modello di quella santità che è il fine ultimo di ogni vero cammino educativo. Rilanciamo, così, con una scelta dal valore profetico quel peculiare contributo dato dall’Azione Cattolica sul versante educativo a partire dagli inizi della sua storia fino ai nostri giorni, facendosi interprete, in tempi complessi e difficili, del rinnovamento conciliare. L’Associazione sta dimostrando, ancora una volta, una grande capacità di leggere i segni dei tempi, di rinnovare forme, linguaggi e strumenti per un accompagnamento educativo tanto fedele all’insegnamento della Chiesa quanto innovativo ed efficace dal punto di vista pedagogico.

Fedeli alla “scelta religiosa”, maturata sulla scia del Concilio per essere sempre più profondamente radicati nella missione della Chiesa e liberi da compromissioni improprie, siamo chiamati ancora oggi, soprattutto attraverso il servizio educativo e formativo, in un dialogo aperto e costruttivo con tutti, ad essere fermento di crescita spirituale, di animazione culturale, di testimonianza credibile, personale ed associativa, in tutti gli ambiti della vita umana, dagli affetti alle professioni, dall’economia alla politica, collaborando alla costruzione di un mondo più giusto e solidale, capace di realizzare una “pace disarmata e disarmante”.

Come laiche e laici, protagonisti della vita della Chiesa e corresponsabili nell’attuazione della sua missione, ci è chiesto di essere, a partire dall’educazione, sale della terra e luce del mondo, secondo l’insegnamento del Vangelo (cfr. Mt 5,13-15). In questi giorni abbiamo dimostrato di esser davvero “palestra di sinodalità” e veri “atleti protagonisti del cammino sinodale”, come più volte ci ha ricordato Papa Francesco e come emerso anche in questi quattro anni di cammino sinodale delle Chiese in Italia. Siamo pertanto ancor più consapevoli che sono necessari veri artigiani dell’educazione per aiutare tutti a scoprire e realizzare il disegno di Dio sulla propria vita. Il rispetto della dignità di ogni persona, soprattutto dei più piccoli e fragili, l’approccio intergenerazionale e inclusivo, lo spirito di servizio e di fraterna condivisione che ci animano, secondo il dettato del progetto formativo dell’Azione Cattolica, ci guidano nell’affrontare questo tempo di incertezza e di cambiamento epocale in cui evidenti criticità si intrecciano con formidabili opportunità e grandi speranze.

Scrive ancora Papa Leone XIV nella Lettera apostolica già citata: «Non basta conservare: occorre rilanciare. Chiedo a tutte le realtà educative di inaugurare una stagione che parli al cuore delle nuove generazioni, ricomponendo conoscenza e senso, competenza e responsabilità, fede e vita» (10.2). Facendo nostre queste parole e muovendoci nell’orizzonte e nella luce del Patto Educativo Globale, siamo chiamati a fare scelte coraggiose, utili alla vita associativa e alla missione della Chiesa, a diventare sempre più servitori del bene comune e costruttori della civiltà dell’amore.

Come annunciato dal profeta Isaia con suggestive immagini poetiche, non è impossibile cambiare la società e l’arma più potente che abbiamo è l’educazione. Grazie all’educazione si possono realizzare quelle condizioni di pace e armonia dove «Il lupo dimorerà insieme con l'agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà». L’approssimarsi del Natale rende questa immagine ancora più forte e toccante, soprattutto pensando ai tanti conflitti che ancora oggi dilaniano l’umanità e attendono risposte di riconciliazione e pace.

Portiamo a tutte le nostre associazioni parrocchiali la gioia e il messaggio di speranza di questi giorni che certamente segneranno un’altra tappa importante, oserei dire storica, del cammino associativo. Dobbiamo però anche noi convertirci, come ci invita a fare Giovanni Battista e accogliere il battesimo portato da Gesù «in Spirito Santo e fuoco». I doni dello Spirito elencati dal Profeta Isaia li abbiamo ricevuti con la Cresima, e dobbiamo sempre custodirli e farli crescere, ma soprattutto dobbiamo portare dentro quel fuoco che Gesù stesso è venuto a donarci: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!» (Lc 12 49-50). Per noi, in questo contesto odierno, risuona come invito a rinnovare il battesimo di fuoco della passione educativa.

Affidiamo ciascuno di noi e tutta l’Azione Cattolica allo sguardo materno e premuroso dell’Immacolata, che ci apprestiamo a celebrare domani 8 dicembre, giorno in cui siamo soliti vivere il rinnovo dell’adesione associativa e ricevere il mandato che quest’anno possiamo sintetizzare in questo modo: “andate ed educate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” Amen.