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Una presenza viva nella Chiesa e nel Paese

I numeri dell’associazione.
08/12/2025 di Maria Rosaria Soldi
Questo articolo è stato pubblicato su 


Tappa da sempre speciale nel cammino associativo dell’Azione Cattolica, è la Festa dell’Adesione, che esprime l’impegno e la scelta personale e comunitaria che ogni anno tutti i soci, piccoli e grandi, rinnovano attraverso quel “SI” che afferma la passione per la Vita, la Fede, la Chiesa. Un “Si” che rappresenta il patrimonio associativo più grande, le persone, e che racconta ogni anno storie di vita, storie di responsabilità, di incontri, di comunione ecclesiale, di relazioni e legami saldi che crescono nel tempo. Lo stile popolare e missionario che l’Ac ha vissuto e promosso ancora di più in questi anni tracciati dal cammino sinodale, ha visto un’associazione nuovamente in crescita per tutte le fasce di età. 

Dagli ultimi dati al 30 settembre 2025 sono 230.438 le persone che scelgono e vivono un cammino associativo, di cui 94.681 ragazzi (0-14 anni), 43.144 giovani e giovanissimi (15-30 anni), 92.613 adulti (oltre i 30 anni). A questi vanno aggiunti oltre 500 mila non soci cosiddetti simpatizzanti che partecipano ai cammini o alle esperienze promosse dall’associazione a tutti i livelli, e che gradualmente e consapevolmente maturano poi la scelta di aderire. 

L’ultimo biennio 2023-2025 ha registrato una crescita numerica in tutti i settori e per l’Acr, dato che incoraggia a fare meglio e di più, per essere un’Ac che, sempre a braccia aperte, si rende compagna di vita di tanti, di tutti. La cura di tutti e di ciascuno, nelle età, nelle dimensioni e condizioni di vita che si attraversano, è attenzione centrale di tutta l’associazione: non si lascia indietro nessuno. Da qui la cura innanzitutto per i piccoli, con proposte formative che sempre più si rivolgono alla famiglia (sono oltre il 40% i soci che aderiscono in nucleo familiare) perché il cammino associativo diventi condiviso e sia autenticamente parte della vita quotidiana, negli atteggiamenti e nelle scelte che si vivono. 

Non manca poi la cura dei giovanissimi e dei giovani, accompagnati soprattutto nelle fasi più delicate di passaggio alla vita adulta, nelle sfide e nei passaggi di “stato” da affrontare: pensiamo ai passaggi dalla scuola all’università, da studente a lavoratore, o alle condizioni di mobilità che costringono tanti giovani a lasciare la propria terra, e di cui però l’Ac continua a prendersi cura attraverso i legami tra i territori, e progetti interdiocesani che facciano sentire chi va fuori sempre a casa. E ancora la cura per gli adultissimi (sono ad oggi circa 38.000 gli over 70), per tutti i nostri “nonni associativi”, ricchezza preziosa di tutta l’associazione, testimonianza di quella fedeltà vera e unica, che diventa generativa di impegno e di speranza. 

Insieme è più bello e si può… si può perché l’Ac, radicata in circa 4.500 parrocchie in tutte le diocesi d’Italia, è presenza significativa e punto di riferimento nella Chiesa e nella società civile; si può perché è scuola di vita che accompagna a crescere migliaia di giovani e adulti nella responsabilità e corresponsabilità, e a maturare una vocazione all’impegno educativo e associativo; si può perché il senso di appartenenza ci aiuta ad essere comunità viva che cammina insieme nella gioia e nella riconoscenza grata di chi sa di custodire nel cuore un dono grande da condividere con gli altri.