Passa al contenuto

Una policy per la tutela dei minori

“L’impegno dell’Azione cattolica per la promozione di un ambiente educativo sicuro” è un aggiornamento della policy dell’associazione circa la tutela dei minori e delle persone adulte vulnerabili. Passi concreti che coinvolgono famiglie e comunità locali
28/07/2026 di Paolo Seghedoni

Questo articolo è stato pubblicato su  


Il Consiglio nazionale di Azione cattolica ha approvato le linee guida L’impegno dell’Azione cattolica per la promozione di un ambiente educativo sicuro, un aggiornamento della policy dell’associazione circa la tutela dei minori e delle persone adulte vulnerabili. Era stata redatta nel 2021 a conclusione del progetto Safe - Educare e Accogliere in ambienti sicuri, co-finanziato dall’Unione Europea, che vedeva come capofila la Comunità Papa Giovanni XXIII e a cui l’Azione cattolica italiana aveva preso parte, assieme al Centro sportivo italiano e al Dipartimento di sociologia e diritto dell’economia dell’Università di Bologna. Quella policy necessitava di un aggiornamento, alla luce della crescita di consapevolezza e di una maggiore maturità nei confronti di queste tematiche.

Il percorso che ha portato all’approvazione del documento è stato molto accurato ed è passato dalla creazione di una commissione composta sia da membri di Consiglio e Presidenza nazionale sia da esperti della materia, ma anche da una interlocuzione proficua e assidua con il Servizio tutela minori e persone vulnerabili della Cei, che ha accompagnato il percorso fin dalla sua fase iniziale e fino al compimento. Una interlocuzione, questa con la Conferenza episcopale italiana, per nulla formale ma capace di far crescere nel documento sempre più e sempre meglio l’attenzione prioritaria e fondamentale nei confronti dei più piccoli e dei più vulnerabili, come vera chiave interpretativa di ogni azione legata alla tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. In questo senso aiuta l’indicazione finale, il criterio di ispirazione, attuazione e interpretazione delle linee guida: «Il superiore interesse della persona del minore e della persona adulta vulnerabile vittima di abusi – a cui tutti gli altri interessi o scopi sono subordinati e secondari – è principio, finalità e criterio ispiratore e di orientamento di tutti gli interventi di prossimità ai suoi bisogni. Tale principio è riprova della bontà delle azioni dell’educatore e dell’intera attività associativa e costituisce anche l’unico criterio di attuazione e di interpretazione del presente documento». Ma riannodiamo il nastro e, rapidamente, vediamo cosa contengono le linee guida dell’Azione cattolica italiana. Nella prima parte, dopo aver ricordato sia il progetto Safe sia il contributo del Fiac (il Forum internazionale di Ac che, nel 2024, ha redatto il documento Ambiente sicuro. Responsabilità, impegno, compiti) si passa agli impegni che l’Ac si assume in termini formativi ed educativi; e poi c’è la parte più corposa del documento, la cosiddetta “cassetta degli attrezzi”. In questa si ritrovano un affondo più definito e puntuale sulla formazione, con impegni concreti da prendere e far rispettare per educatori e animatori di Ac (un corso di safeguarding come quello, ancora attivo, del progetto Safe e approfondimenti annuali); le attenzioni circa il dove (con puntualizzazione sulle esperienze residenziali) e il quando (con l’attenzione alle età dei minori e degli adulti vulnerabili, intendendo per adulti chi ha compiuto i 18 anni di età); l’attenzione all’ascolto vigile; cosa si intende per abuso (sessuale, di potere e/o di coscienza); gli ambiti di manifestazione dell’abuso. Poi tutta la parte legata all’attenzione, all’accoglienza e all’ascolto dei casi sospetti, così come dell’eventuale segnalazione e dell’accompagnamento e orientamento che ne conseguono, il tutto sempre con la delicatezza necessaria e con il coinvolgimento, ove opportuno e possibile, delle famiglie e dei responsabili dell’associazione.

Un quadro di sintesi, molto chiaro, chiude questa parte e dà il la all’ultima parte, quella della costituzione di una commissione nazionale di tutela minori e persone vulnerabili da parte dell'Azione cattolica italiana. Una commissione che avrà come compiti quelli di aiutare le associazioni diocesane, il collegamento regionale e le associazioni di parrocchiali e di base a perfezionare la formazione degli associati, sensibilizzando al tema della tutela e accompagnando a maturare buone prassi di prevenzione; offrire la propria consulenza, a fronte di segnalazioni che coinvolgano le associazioni a livello locale; accompagnare il livello locale durante lo svolgimento del procedimento amministrativo o giudiziario; esaminare al termine le misure adottate dalle associazioni diocesane e territoriali in termini di formazione e prevenzione.