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Costruire ponti dove altri innalzano muri

Venerdì 31 luglio, all’Incontro di Bari, ci sarà spazio per una preghiera ecumenica. La diversità, anche in campo ecclesiale, non è mai una minaccia, ma una ricchezza che interpella le comunità cristiane
27/07/2026 di Luigi Caravella
Vatican Media

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Il Mediterraneo, mare di confine e di incontro, luogo di sofferenza ma anche di speranza, richiama le Chiese cristiane alla responsabilità di costruire ponti dove altri innalzano muri, una missione oggi più che mai urgente in un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni geopolitiche e crescenti divisioni sociali e culturali. L’Incontro delle presidenze diocesane di Ac, in programma a Bari dal 30 luglio al 2 agosto, intende offrire strumenti per leggere il nostro tempo attraverso la categoria della “convivialità delle differenze”: una prospettiva che invita a considerare le diversità non una minaccia, ma una ricchezza, un approccio che interpella direttamente le comunità cristiane, chiamate a essere luoghi di incontro, di riconciliazione e di costruzione della pace. In questo contesto, il dialogo ecumenico si conferma una delle vie più significative per testimoniare il Vangelo nel nostro tempo. Nel tardo pomeriggio di venerdì 31 luglio si terrà la preghiera ecumenica, dal titolo Ma la rete non si era spezzata (Gv 21,11), alla presenza del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, di numerosi vescovi delle diocesi italiane e dei rappresentanti, sia nazionali sia locali, delle diverse Chiese cristiane. Questo appuntamento è un momento di concreta comunione e fraternità, nel solco del cammino ecumenico che le Chiese sono chiamate a percorrere insieme.




Il cardinale Matteo Zuppi firma il “Patto tra Chiese cristiane in Italia”, il 23 febbraio scorso nella Cattedrale di Bari



Durante la preghiera sarà consegnato alle associazioni diocesane il Patto tra Chiese cristiane in Italia sottoscritto lo scorso 23 gennaio proprio a Bari, nella Cattedrale di San Sabino, segno concreto di un intento condiviso: trasformare le parole in gesti, il dialogo in relazioni e la fraternità in percorsi comuni nei territori. Il Patto impegna circa venti Chiese cristiane (dalla Chiesa cattolica alle diverse Chiese e realtà ortodosse e protestanti), a riconoscersi reciprocamente e a collaborare per la pace e la libertà religiosa. Il documento, diviso in sei articoli, promuove dialogo, collaborazione, testimonianza pubblica e impegno per giustizia, pace, dignità della persona, libertà religiosa e custodia del creato.

L’Azione cattolica accoglie questo mandato con responsabilità, rinnovando il proprio impegno a promuovere la collaborazione tra i cristiani e la costruzione di una società più giusta e riconciliata. Questa attenzione va vissuta nella quotidianità delle associazioni diocesane e parrocchiali, nella consapevolezza che questa sensibilità permette di vivere il Vangelo in maniera credibile. Per questo è importante ampliare lo sguardo, rinnovando gli strumenti della formazione e aprendosi al dialogo con la società civile, con il mondo della cultura e con le istituzioni.



L’arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto, Giuseppe Satriano, presenta il “Patto”


Il Patto tra Chiese cristiane in Italia rappresenta un segno profetico di comunione e di speranza: nato dall’ascolto reciproco, dalla fraternità e dalla volontà condivisa di testimoniare il Vangelo come forza di pace, unità e servizio al bene comune, il documento segna una tappa significativa nel percorso di un’autentica “via italiana del dialogo”. La consegna del Patto richiama le comunità a fare dell’ecumenismo non solo un tema di riflessione, ma uno stile concreto di fraternità. Questa la sfida che attende oggi le Chiese in Italia: essere, nella ricchezza delle diverse tradizioni e dei carismi, segno credibile del Vangelo di Cristo. Un cammino affidato all’azione dello Spirito Santo e sostenuto dalla convinzione che l’unità dei cristiani non sia soltanto una meta futura, ma una realtà da costruire e vivere nelle nostre comunità.