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Terra in Pace

L’iniziativa di Pace 2026 dell'Azione Cattolica
10/01/2026 di Presidenza nazionale AC
«La pace sia con tutti voi!»: risuonano ancora forti le parole pronunciate da Papa Leone XIV dalla loggia della Basilica di San Pietro nel giorno della sua elezione. Quel saluto, che il Risorto rivolge ai discepoli, è ancora oggi un forte annuncio per tutto il mondo. Un saluto del quale l’Azione Cattolica vuole farsi portatrice. 

Gli Orientamenti triennali che ci guidano in questo tempo richiamano l’impegno non più secondario che tutta l’associazione ha assunto per essere promotrice di processi di riconciliazione, spazi di comunione e fraternità che possano costruire un presente e un futuro di pace. E il mese di gennaio tradizionalmente dedicato alla pace rappresenta un’occasione spirituale e formativa importante che pone le sue radici e sparge i suoi frutti in tutto il cammino della vita di ciascuno. Per questo è necessario porre in essere nuovi gesti, proposte, progetti da costruire insieme alle diverse comunità nelle quali siamo radicati e aperti a «tutti, tutti, tutti». 

Lo sguardo sul mondo, oggi attanagliato dai tanti feroci conflitti, ci invita a raccogliere la riflessione che Papa Leone affronta nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace che ha come titolo La pace sia con tutti voi: verso una pace “disarmata e disarmante” . Un richiamo al suo primo discorso da pontefice che si sofferma sulla necessità di una pace non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti ma proprio per questo capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza. 

Ed è con questa convinzione che lo scorso 8 ottobre l’Ac, insieme ad alcune associazioni e movimenti ecclesiali, ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, come segno di un impegno concreto a favore della pace. Nel corso del colloquio è stata condivisa la speranza per gli spiragli di pace aperti per Gaza e la viva preoccupazione perché al più presto anche altri conflitti, come quello in Ucraina e in Sudan, possano essere superati grazie alle vie negoziali. Si è ribadito come l’Italia, in uno scenario tanto drammatico, possa e abbia la responsabilità di rafforzare l’impegno per il dialogo e la promozione della pace. Le associazioni e i movimenti hanno rinnovato la loro disponibilità concreta a sostegno di questo impegno favorendo pratiche di solidarietà umanitaria e accoglienza nei confronti delle vittime delle guerre, la promozione dei diritti delle persone e di una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione. 





Aiutati dall’ambientazione che quest’anno accompagna il cammino dell’Acr, la Stazione Spaziale Internazionale appunto, potremmo dire che ci sentiamo parte di una missione che non ha confini, invitati a lavorare insieme, unendoci in una comunità che si arricchisce a partire dalle differenze di ciascuno, consapevoli che lo spazio intorno a noi è un'occasione preziosa che ci offre una visuale unica sulla Terra che ci è donata e che non può resistere alla mancanza di pace. «Guardato dallo spazio, il pianeta Terra non ha confini, né divisioni: mari e terre che si intrecciano, abitate da un’unica grande famiglia umana. Vista “dall’alto” , metafora di uno sguardo che supera confini e barriere, la Terra appare come un’unica comunità. Con lo slogan “Terra in Pace” vogliamo sottolineare che la pace non è un ideale lontano: è un orizzonte che può diventare realtà quando accogliamo lo sguardo dell’altro, superiamo divisioni e riconosciamo che ogni essere umano è chiamato a far parte di una famiglia comune. Dentro a questo sguardo universale desideriamo sostenere l’impegno educativo e comunitario che la Custodia della Terra Santa porta avanti a favore di ragazzi, giovani e famiglie che vivono le pesanti conseguenze di uno stato perenne di conflitto. Educare: strada per la pace e Una carezza per la Terra Santa saranno in particolare i progetti verso i quali rivolgeremo la nostra cura. 

Come ogni anno si è scelto di accompagnare questo progetto con un gadget che per il 2026 sarà una pin personalizzata per ricordarci che la pace è un invito da rivolgere a noi stessi e a tutti, da portare “al petto”, da indossare ogni giorno con perseveranza e speranza. Piccola e colorata diventa il segno distintivo della missione che ci accomuna, quella di portare la pace in ogni luogo che viviamo ed abitiamo. Nelle parole di Papa Leone XIV troviamo ancora il richiamo che facciamo nostro di essere i primi costruttori di pace, oggi, nella nostra vita quotidiana: «Disarma la mano e prima ancora il cuore. Come già ho avuto modo di ricordare in altre occasioni, la pace è disarmata e disarmante. Non è deterrenza, ma fratellanza, non è ultimatum, ma dialogo. Non verrà come frutto di vittorie sul nemico, ma come risultato di semine di giustizia e di coraggioso perdono