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Nel cuore di una regione segnata da tensioni e conflitti, i progetti Educare: strada per la pace e Una carezza per la Terra Santa sono un faro di speranza per giovani e famiglie. Sono questi i progetti della Custodia di Terra Santa che l’Azione cattolica ha scelto di sostenere con l’iniziativa della pace 2026, Terra in pace. E non si è fatta attendere la risposta generosa di tutta l’associazione che grazie all’acquisto di migliaia di gadget, le spillette con il logo, ha permesso di sostenere in modo concreto i progetti scelti.
Al centro dell’azione educativa promossa dai frati francescani, c’è la convinzione che l’istruzione sia lo strumento più potente per costruire una società fondata sui valori della pace e del dialogo. Con il progetto Educare: strada per la pace, la Custodia di Terra Santa gestisce oggi una rete di 20 scuole che coinvolgono circa 12.000 studenti e un migliaio tra insegnanti e personale amministrativo, distribuiti tra Israele, territori palestinesi, Giordania e Cipro. Queste scuole rappresentano un esempio virtuoso di coesistenza: qui cristiani e musulmani condividono le stesse classi, imparano a conoscersi e a rispettarsi, vivendo quotidianamente la diversità come una ricchezza. La Custodia si impegna inoltre a garantire il diritto all’istruzione anche agli studenti più svantaggiati, affinché nessuno sia escluso dalla possibilità di costruirsi un futuro migliore e di apprendere il valore dell’accoglienza reciproca. Tuttavia, il conflitto in corso ha avuto ripercussioni profonde: molti studenti, nei rari periodi di scuola in presenza, hanno manifestato disagio, paura, ansia e senso di ribellione. In questo contesto, la scuola si conferma non solo luogo di apprendimento, ma anche rifugio e punto di riferimento per le giovani generazioni.
Se l’educazione rappresenta il seme per un futuro di pace, la solidarietà quotidiana è il sostegno che permette a tante famiglie di affrontare le difficoltà più immediate. Il progetto Una carezza per la Terra Santa nasce proprio con l’intento di offrire un aiuto tangibile a chi vive nella sofferenza: ogni mese, più di 1500 famiglie a Betlemme, Gerusalemme, Nazareth e Gerico ricevono assistenza sanitaria e medica grazie all’impegno delle Caritas parrocchiali. Il progetto assicura inoltre l’accesso all’istruzione a oltre 3.500 bambini delle scuole della Custodia, anche quando le famiglie non possono più sostenere i costi a causa della perdita del lavoro dovuta al conflitto. Accanto a queste azioni, i frati francescani si impegnano a mantenere vivi e aperti i luoghi della fede, minacciati dall’assenza di pellegrini e fedeli. In questi territori martoriati la Custodia di Terra Santa continua così la sua missione instancabile da diversi secoli, testimoniando come la pace non sia un’idea astratta ma un cammino concreto che si costruisce giorno dopo giorno attraverso l’educazione, la solidarietà e il dialogo.
