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Dovremmo imparare a “contare i nostri giorni”, scrive Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, nel suo nuovo libro in uscita per Ave, a luglio. Dovremmo imparare a contarli meglio per dare priorità alle cose importanti, all’essenziale, perché questo conta davvero. Si chiede sempre Notarstefano: «Quante volte ci sarà capitato di incontrarci nella nostra corsa quotidiana, di incrociare gli sguardi e di chiederci frettolosamente “Tutto bene?” nell’attesa distratta e, qualche volta, disinteressata di sentire ripetere: “Tutto bene!” Difficile sostare, attendere la risposta, cogliere la mimica del volto, guardarsi negli occhi».
È tutta qui la rivoluzione. La rivoluzione delle parole, dei gesti, dell’alterità non più distante per geografie e sentimenti. La rivoluzione che abbraccia, consola, dona, ascolta, rimuove le asperità del confronto, perdona. La rivoluzione che ama. Perché è vero che spesso siamo affaccendati a pensare a come “modellare il mondo” ma, allo stesso tempo, forse ne perdiamo il vero volto, l’umanità che ci sta davanti, molto più empatica di tante pagine di libri e convegni dove, ogni tanto, ascoltiamo “parole a perdere”.
Ogni santo giorno, questo il titolo del libro, è un omaggio alla memoria individuale e collettiva di donne e uomini che sposano l’alterità come forma quotidiana di eleganza e prossimità. L’autore traccia un piccolo decalogo sui giorni della settimana. Dopo il preludio, una sorta di assaggio musicale, Dare forma al proprio tempo, troviamo il lunedì che ci parla di fatica: L’olio che consacra il lavoro quotidiano. Seguono gli altri giorni: se martedì è il conflitto, Cerchiamoci di più in ciò che ci divide, il mercoledì è la prontezza, Non sapevano né il giorno né l’ora, il giovedì l’abbraccio, La concretezza della prossimità, e venerdì la passione, Dare la vita con gratuità. Il sabato non può essere che il giorno dell’attesa, Il tempo in cui le cose maturano, e la domenica, finalmente, la festa, La gioia che anima tutti i giorni. E, come tutte le opere sinfoniche, la coda: Ogni giorno è santo.
Il libro nasce dal desiderio «di mettersi in contemplazione dei tanti gesti e dei tanti volti sfiorati, delle parole ascoltate, spesso cariche di passione e di futuro». Giuseppe Notarstefano, come statistico economico, sa dare senso ai numeri e ai cambiamenti in atto nel mondo. Ma da presidente nazionale di Azione cattolica ha avuto il dono, come d’altronde i suoi predecessori, di girare in lungo e in largo il nostro Paese, facendo esperienza delle città incontrate (“città” è parola laica che ci sembra più adatta, qui, rispetto a “diocesi”) e dei suoi abitanti. L’ascolto di questa umanità a volte ferita, altre volte alla ricerca di un equilibrio interiore che metta insieme fede, vita, professione e impegno ecclesiale, è diventata “manna dal cielo”. Appunti sparsi di un mendicante della Grazia.
È, perciò, un libro di condivisione. Il racconto di una bellezza incontrata e ascoltata nel bel mezzo di cambiamenti epocali. L’augurio è trovare la verità quando il quotidiano viene ascoltato senza fretta. «Abbiamo bisogno di ritrovare una grammatica del quotidiano, di non accontentarci di uno storytelling degli eventi e di elaborare una narrazione del cammino vissuto insieme». Una narrazione che deve conservare il suo passo feriale. Per imparare, insieme, a contare la bellezza di questi nostri giorni.