Questo articolo è stato pubblicato su 
«Le
conferenze-spettacolo sono l’evoluzione più recente del mio lavoro. Mi
accompagnano da tempo e forse è quello che ho sempre fatto, ma, in passato, con
minore consapevolezza. Vivo praticamente in pubblico (attraverso i social, certo,
ma pure nella mia attività professionale), insegno da decenni – e insegnare è
un po’ come recitare in uno one man show permanente –, andavo già
in tournée per conferenze.
Col tempo ci ho preso gusto, e ho accentuato l’aspetto
teatrale. Dalle lezioni sono passato alle conferenze, che sono diventate a poco
a poco (grafici in movimento, immagini d’arte, foto, video, musica anche dal
vivo…), dei veri e propri spettacoli, portati in giro per festival e teatri:
una forma adulta di edutainment, complementare ai libri che
scrivo». Stefano Allievi, sociologo all’Università di Padova, sa avvicinare un
vasto pubblico a temi complessi come l’immigrazione e, in genere, la mobilità
nella società contemporanea.
In questa direzione va la conferenza- spettacolo Di
acqua e di terra. Migrazioni e
altri movimenti, tra nomadismo e mobilità umane contemporanee, Neanderthal e
Unione Europea, l’epopea dell’emigrazione italiana e la nuova immigrazione,
Ellis Island e l’Africa, squilibri demografici e climate change. Accompagnato da
un ensemble di musicisti, invece, è lo spettacolo Jazz society. La società plurale
spiegata con il jazz con Allievi (voce narrante), Sergio Marchesini (fisarmonica),
David Beltran Soto Chero (chitarra), Laura Vigilante (voce), Alberto Zuanon
(contrabbasso). Una musica nata dal melting-pot.
Usa come metafora della
società plurale: la necessità di ascolto e la fiducia tra chi è diverso
dialogano con il ruolo dell’improvvisazione e lo spazio dato ai vari strumenti
negli assolo. L’ultimo
libro scritto è Diversità e convivenza: le conseguenze culturali delle migrazioni (Laterza, 2025).
