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Maria, donna dallo sguardo attento

Assunzione della Beata Vergine Maria
15/08/2026 di Francesco Marrapodi

Gli Atti degli Apostoli attestano che i primi cristiani venivano identificati come coloro che appartenevano alla “Via” (cfr. At 9,2; 19,9.23), chiamati quindi a seguire il Vangelo incarnato nel volto di Gesù di Nazareth. Per cui il cammino è una dimensione costitutiva del discepolo-missionario, il quale percorre sulle orme del Maestro le strade dell’esistenza, condividendo con gli uomini e le donne di ogni tempo gioie e fatiche, speranze e ricominciamenti.

Nel solco di questo cammino, fatto insieme, si inserisce il dogma dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, madre di Dio e dell’umanità. In lei, discepola autentica, si compie il cammino di ogni credente e della Chiesa. È il cammino che conduce al Cielo, cioè alla pienezza di vita nell’incontro con il Risorto che ci accoglie nella luce e nella pace. «L'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo» (MD) per portare a compimento il testamento che suo Figlio Gesù le consegnò sulla croce vedendola accanto al discepolo amato: «Donna, ecco tuo figlio!» (Gv 19,26). Maria, diventa madre di tutti i credenti ed esse guardano a lei come segno di consolazione e di sicura speranza.

«Essendo in Dio, che è vicino a noi, anzi che è “interiore” a noi tutti, Maria partecipa a questa vicinanza di Dio. Essendo in Dio e con Dio, è vicina ad ognuno di noi, conosce il nostro cuore, può sentire le nostre preghiere, può aiutarci con la sua bontà materna e ci è data – come è detto dal Signore – proprio come “madre”, alla quale possiamo rivolgerci in ogni momento. Ella ci ascolta sempre, ci è sempre vicina, ed essendo Madre del Figlio, partecipa del potere del Figlio, della sua bontà» (Benedetto XVI). 

Il cammino del discepolo si risolve, allora, tra il “già” e il “desiderato”, tra il riconoscersi custode della preziosità del Vangelo e il desiderio di raggiungere in pienezza la visione beata del Dio dalla vita. È un cammino impegnativo che libera dalla tentazione degli accomodamenti e che ricerca l’essenzialità di scelte autentiche e coraggiose. In questo cammino, ogni discepolo riconosce nella benedizione di Dio la sua fedeltà nel donarci quella terra promessa a cui tutti noi aspiriamo: una terra che si raggiunge con una corrispondenza di fedeltà feriale e paziente, fatti di piccoli atti di fraternità e di dialogo accogliente. 

La vita di Maria, donna dallo sguardo attento rivolto verso il Cielo e verso le attese dell’umanità, è un continuo invito a rinnovare il cuore e la mente per assumere in questo tempo uno sguardo profetico, che sappia guardare la realtà con gli occhi di chi conosce già la meta e quindi ha piena fiducia, che attraverso la propria responsabilità, il Risorto porterà a compimento la sua missione.

Con Maria, siamo chiamati ad avere uno sguardo nuovo sull’umanità per percorre nuove «vie di migliore benessere e di civiltà, animata dall’amore, intendendo per civiltà quel complesso di condizioni morali, civili, economiche, che consentono alla vita umana una sua migliore possibilità di esistenza, una sua ragionevole pienezza, un suo felice eterno destino» (San Paolo VI).

Maria accompagna il nostro impegno con la tenerezza e la fortezza di una madre che, anche di fronte alle impervie e opache vicende della storia, manifesta la propria fiducia in quel Dio che sceglie di stare dalla parte degli ultimi e dei più indifesi. È sempre lei che ci invita a farci prossimi e a rivolgere la nostra cura alle storture del nostro tempo all’interno delle nostre famiglie e della società, per interpretare le vicende della storia alla luce del Vangelo, con gesti di autentica misericordia. Siamo, dunque, chiamati a rinnovare il dono della fede per costruire spazi di incontro e di condivisione, di guarigione e di prossimità.

«Con la stessa fede di Maria, diventiamo tessitori di speranza nel nostro mondo, condividendo ciò che siamo e ciò che abbiamo, così che la presenza di Gesù cresca in mezzo a noi e prenda forma il suo Regno» (MH 245).