Un mese di preghiera del Rosario per la pace. È l’invito che Papa Leone XIV ha rivolto ai fedeli e alle comunità cristiane, chiamati a recitare il Rosario durante il mese di ottobre, «con la particolare intenzione che cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto».
L’appello è stato lanciato dal pontefice a fine settembre, al termine della Messa celebrata nella Prairie del Santuario di Nostra Signora di Lourdes, nel corso del suo viaggio apostolico in Francia. Proprio a Lourdes, luogo dove la preghiera mariana accompagna da generazioni il cammino di milioni di pellegrini, Leone XIV ha richiamato la figura della Vergine apparsa a santa Bernadette con la corona del Rosario, indicandola come riferimento per una preghiera che oggi si fa invocazione per un mondo segnato da guerre e violenze.
Una consegna che si lega alla dimensione della responsabilità: «Accompagniamo la preghiera con atti concreti di penitenza e di misericordia e con l’impegno di favorire sempre il dialogo e la riconciliazione» ha aggiunto il Papa, chiedendo che la preghiera si possa tradurre in atteggiamenti, «opere buone e gesti d’amore» capaci di costruire e rafforzare la pace, a partire dal dialogo e dalla riconciliazione.
L’invito di Leone XIV si inserisce nel cuore del mese tradizionalmente dedicato al Rosario, e a raccogliere questo invito sono stati per primi i più piccoli: il 1° ottobre, nei Giardini Vaticani, il Papa ha pregato insieme a centinaia di bambini, nel contesto dell’iniziativa della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre per la pace e l’unità nel mondo.
Proprio domenica 4 ottobre, festa di San Francesco, Leone ha ribadito il suo appello: «Ho invitato a pregare il Rosario, durante questo mese di ottobre, con la speciale intenzione che cessino le guerre e si costruisca la pace». Il Pontefice ha ringraziato i bambini che in questi giorni si stanno unendo alla preghiera e ha invitato tutti a seguirne l’esempio, affidando in particolare a Maria «i popoli colpiti dalla guerra, la Terra Santa e le vittime innocenti della violenza».
L’invito del Papa è stato accolto anche dalla Conferenza Episcopale Italiana, la cui Segreteria Generale ha deciso di promuovere un momento quotidiano di preghiera dell’Angelus alle 12 nelle loro sedi per direttori e personale di uffici, servizi, organismi e istituzioni collegate.
