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Le crisi ambientali, leve per una nuova umanità

Il clima come banco di prova della fraternità: tra COP, transizione energetica e responsabilità verso le future generazioni, una riflessione su un mondo che non conosce confini e che chiede scelte condivise e nuove
20/04/2026 di Flavio Gotta | No comments yet
“…perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti” (Mt 5, 45). C’è un augurio in questa frase di Gesù (diventare figli del Padre) e c’è una constatazione: il cielo ci fa uguali senza merito.
I cambiamenti climatici sono un destino che non è appannaggio di una maggioranza o a discapito di una minoranza bensì prospettano un futuro che, volenti o no, ci costringe ad essere fratelli. Forse questo “dato di fatto” mette in crisi i governanti che nella percezione diffusa di gestione del “bene comune” devono avvantaggiare prevalentemente la propria parte e quando non ci riescono devono poter scaricare la colpa su altri, generando relazioni alla Caino e Abele.

L’UNFCC, le COP e le future generazioni
Vista così forse ci stupisce meno la fatica delle COP (Conference Of the Parties, le conferenze sul clima organizzate ogni anno dall’UNFCCC dell’ONU, apposito organismo internazionale per contrastare i cambiamenti climatici) a trovare accordi vincolanti; i rappresentanti delle nazioni vorrebbero che gli sforzi richiesti andassero innanzitutto a beneficio della propria fetta di consenso, ma con il cielo non funziona così, è davvero di tutti e per tutti!!
C’è un altro elemento che complica le scelte: i risultati degli impegni non hanno la stessa lunghezza d’onda dei mandati che, per lunghi o illiberali che siano, difficilmente danno il tempo di riscuotere quanto investito. Occorre un altro punto di vista, quello delle future generazioni (che non si sa cosa voteranno). In Italia possiamo essere orgogliosi di aver introdotto nel 2022 all’articolo 9 della Costituzione questa categoria (“anche nell'interesse delle future generazioni”) così come lo hanno fatto altre 21 nazioni europee, ma non è sufficiente! Occorre una sensibilità che in alcuni momenti sembra rasentare la follia dei visionari e stare seduti a quei tavoli è come chiedere a un bambino di scegliere il modello di bastone per la sua vecchiaia o a un adulto di immedesimarsi in chi nascerà tra vent’anni: uno sforzo di immaginazione distopica.

Le fonti fossili sono boomer
Non è un caso che questo articolo prenda forma a partire da una battuta del responsabile nazionale dei giovani di AC, Lorenzo Zardi: “è evidente come l’economia basata sul petrolio sia da boomer”. Non è una questione anagrafica ma un modo di intendere lo sviluppo come “boom economico”, con quella logica di possibilità infinite, di benessere fatto di cose da possedere, quel delirio di onnipotenza che la forza tecnologica sembra ancora oggi garantire, rimuovendo dai pensieri i costi nel lungo periodo.

Il podcast de il Chiostro condotto da Giuseppe Notarstefano



Un nuovo sguardo
Papa Francesco con la “Laudato sì” ha disinnescato certi automatismi attivando uno sguardo di relazione con il creato, e come tutte le relazioni può essere gestita alla pari, con amore, con sottomissione, con principi di sfruttamento, in competizione… e come tutte le relazioni l’Altro non è neutro al nostro agire: soffre, soccombe, si ribella, ci abbraccia, si dona...
L’attuale momento storico di conflitti sembra sordo a tutto ciò, pone al centro del dibattito come garantire all’economia le fonti fossili (petrolio, gas) facendo finta di non vedere le colonne di fumo nero denso che appestano le nuvole in medio oriente per incendi dei giacimenti o per le bombe che esplodono.
Non ci sono solo vittime civili -di cui troppo poco si parla- ma si mina la vita stessa della Madre Terra. Il quadro appare desolante ma potrebbe anche essere la svolta decisiva che, almeno in Europa, porti a guardare l’energia da fonti rinnovabili non come il fioretto da fare ma quale decisione strategica per non finire in ginocchio a supplicare l’ultimo barile di petrolio, figli di una dipendenza patologica da cui non sappiamo (o non vogliamo) guarire.

Fonti alternative non neutre
Le alternative ai fossili non sono tutte uguali e la transizione verso una maggior sostenibilità implica scelte politiche. Scelte che possono tradursi in una gestione democratica ma complessa - come i pannelli sui tetti delle abitazioni private; oppure possono tradursi in un modello oligarchico-accentratore che deresponsabilizza l'utente - è il modello dei grandi campi eolici gestiti da un unico proprietario; oppure, infine, possono tradursi in una in una visione semplificata della tecnologia, come il nucleare moderno, efficace ma fortemente centralizzato.
Il bisogno di energia e le risorse del pianeta si intrecciano con gli stili di vita… è necessario uscire dalla logica delle facili ricette dove con un solo ingrediente realizzo il piatto del secolo!
Torniamo da capo: il cielo è uno, non ha confini tracciabili e non possiamo evitare la fatica di comporre un quadro di fraternità.

Ripartire da Santa Marta
Dal 24 al 29 Aprile un gruppo di “volenterosi del clima” (tra cui una delegazione italiana) si troveranno a Santa Marta, in Colombia per elaborare proposte di decarbonizzazione da portare avanti anche se non c’è unanimità globale.

Su Il Chiostro seguiremo i lavori cercando uno spazio per respirare aria di speranza.
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