Quando nel 2013, a pochi mesi dall’elezione di Bergoglio al soglio pontificio, l’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium venne pubblicata, fu grande la sorpresa tra i cattolici “più impegnati”. L’Esortazione, con un tono colloquiale, quasi un dialogo “a tu per tu” con papa Francesco, ma ferma nei suoi propositi, predisponeva il lettore, semplice fedele – insieme ai preti, ai vescovi, ai religiosi e religiose – a un severo esame di coscienza sul come annunciare oggi la buona notizia del Vangelo che abbraccia e salva tutti. L’annuncio, certo, come prima obiettivo dell’essere missionari, ma soprattutto come vivere questo annuncio, che riparte da Gesù. Questo il messaggio principale Evangelii Gaudium.
Evangelii
Gaudium
fu, 13 anni fa, una vera rivelazione
e, allo stesso tempo, una vera rivoluzione.
Non cercava nuovi spazi alla pastorale, non indicava percorsi curiali
o regole a cui appigliarsi per rinnovare il favore dell’annuncio,
ma semplicemente, dedicava tempo e spazio … al tempo. Un tempo
interiore da rigenerare nel dialogo con il Gesù del Vangelo, un
tempo dell’abbraccio con l’altro, chiunque esso sia, un abbraccio
ai più lontani. E un tempo da dedicare all’ascolto profondo della
bellezza della buona
notizia.
Se alcuni hanno visto l’Esortazione come un nuovo approccio
pastorale, altri invece hanno avuto qualche difficoltà ad applicarla
nelle parrocchie e nelle comunità ecclesiali, perché, di fatto,
andava a smuovere ciò che papa Francesco avrebbe sintetizzato con la
famosa frase, «si è fatto sempre così».
La
Lettera
È
datata domenica 12 aprile la Lettera
che
papa Leone ha inviato ai cardinali ringraziandoli di aver partecipato
al Concistoro, il primo dall’inizio del suo pontificato, che si è
svolto in Vaticano il 7 e 8 gennaio 2026 e incentrato sui temi della
sinodalità e della missione. La Lettera
dedica la sua attenzione alla prossima riunione dei cardinali che si
volgerà a giugno, dal 26 al 27, che si svolgerà in Vaticano a
ridosso della Solennità dei Santi Pietro e Paolo e che si concluderà
con una celebrazione eucaristica presieduta proprio da Leone XIV.
Le parole di papa Leone sono chiare: bisogna riprendere in mano l’Evangelii Gaudium, soprattutto in riferimento alla missione e alla trasmissione della fede.
«È stata riconosciuta – scrive Leone – come un vero “soffio nuovo”, capace di avviare processi di conversione pastorale e missionaria, più che di produrre riforme strutturali immediate, orientando così in profondità il cammino della Chiesa». A livello comunitario – continua – «sollecita il passaggio da una pastorale di conservazione a una pastorale missionaria, nella quale le comunità siano soggetti vivi dell’annuncio: comunità ospitali, capaci di linguaggi comprensibili, attente alla qualità delle relazioni e in grado di offrire spazi di ascolto, di accompagnamento e di guarigione. A livello diocesano, emerge con chiarezza la responsabilità dei Pastori di sostenere con decisione l’audacia missionaria, vigilando perché non venga appesantita o soffocata da eccessi organizzativi, e favorendo un discernimento che aiuti a riconoscere ciò che è essenziale».
Al
centro c’è il Cristo. È una missione integrale, che tiene insieme
annuncio, testimonianza, impegno e dialogo, senza cedere alla
tentazione del proselitismo né a una logica di semplice
conservazione o espansione istituzionale. «Anche quando si riconosce
minoritaria, la Chiesa è chiamata a vivere senza complessi, come
piccolo gregge portatore di speranza per tutti, ricordando che il
fine della missione non è la propria sopravvivenza, ma la
comunicazione dell’amore con cui Dio ama il mondo».
Quindi,
spazio a una rilettura profonda di Evangelii
Gaudium. Papa Leone, con passo
fermo e meditato, pian piano sta raccogliendo le più belle
intuizioni del pontificato di papa Francesco e le fa sue. In più,
c’è da rimarcare la scelta di uno stile sinodale convinto e
attuato nella pratica. Questa Lettera
ne è l’esempio più vistoso. E l’amicizia con la comunità
ecclesiale, pur nella diversità dei ruoli istituzionali, qui
rappresentata dai cardinali, vale più di tante riforme che rischiano
di bloccarsi per un eccesso di burocrazia.
Qui la missione si apre al cuore. Il pontificato di papa Leone inizia da qui.
