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La convivialità delle differenze

Breviario Mediterraneo /3. La convivialità delle differenze esprime un impegno. Una postura profetica che guarda al cielo, senza perdere di vista il “basso” della terra. Proviamoci
31/07/2026 di Gianni Di Santo | No comments yet

Chissà quante volte abbiamo sentito questa parola: convivialità delle differenze. Nelle riunioni parrocchiali, in qualche omelia, nei convegni. L’espressione è stata coniata dal venerabile don Tonino Bello, che in questa parola, metteva tutto il suo sguardo profetico e la sua visione teologica, sociale e politica per superare i conflitti. Però, ed è questo il punto, chissà quante volte, più che declamarla, l’abbiamo davvero praticata nella vita di ogni giorno senza pensarci più di tanto. Quella convivialità delle differenze che fa a gara a non aver paura dell’altro, chiunque esso sia; quella che assume la pluralità come ricchezza e ci abitua a considerare la diversità, culturale, religiosa, etnica, una possibilità di dialogo; quella che desidera la pace, la pace delle parole e la pace tra i popoli. E quella che, sempre don Tonino Bello, chiamò la “chiesa del grembiule”, la Chiesa che serve, che abbraccia, che parla a tutti. Proprio oggi, 31 luglio, a Bari, ci sarà una veglia ecumenica per pregare insieme il Dio della pace e della riconciliazione. Perché proprio le religioni possono essere, se lo vogliono, il grande abbraccio per un Mediterraneo di pace. E la pace elimina le diseguaglianze sulla faccia della Terra.

La convivialità delle differenze esprime un impegno. Una postura profetica che guarda al cielo, senza perdere di vista il “basso” della terra. Proviamoci.

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