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La comunicazione che genera comunità

Dalla riflessione al confronto: il Chiostro punta su dialogo e partecipazione per costruire cultura condivisa
06/12/2025 di Lorenzo Zardi | 2 Comments

Il Chiostro, il progetto che – se leggete questo articolo – avete già avuto modo di sfogliare, è nato dalle tante domande che, girando per il nostro straordinario e variegato Paese, sono state indirizzate alla Presidenza nazionale. Spesso, infatti, tra assemblee diocesane, incontri regionali e appuntamenti nazionali, ci siamo sentiti rivolgere una domanda ricorrente: “Perché l’Azione cattolica non si esprime? Perché non si espone?”.

A questa domanda, più frequentemente di quanto avremmo voluto, ci siamo trovati a rispondere che in realtà, pur rimanendo nel campo della riflessione e della formazione delle coscienze, l’Ac si era espressa ed esposta eccome.

La domanda, tuttavia, evidenziava un limite della nostra capacità di comunicare ciò che diciamo, ciò su cui riflettiamo e ciò che facciamo. Viviamo il paradosso per cui, nel tempo della comunicazione di massa – segnato da sovrapproduzione di informazioni, messaggi e stimoli – rischiamo di trovarci dentro una società dell’incomunicabilità.

Il brain rot – il presunto deterioramento mentale derivante dall’eccesso di contenuti banali o poco impegnativi, in particolare online – non genera solo una sorta di “marciume cerebrale”, ma anche una crescente repulsione verso informazione, cultura e approfondimento.

Tornano allora alla mente le domande che il cardinale Martini propose nella lettera pastorale 1990-1991 alla Diocesi ambrosiana: «Come ritrovare nella Babele di oggi una comunicazione vera, autentica, in cui parole, gesti e segni corrano su strade giuste, siano accolti e capiti, ricevano risonanza e simpatia? È possibile incontrarsi in questa Babele, inserire anche in una civiltà confusa luoghi e modi di incontro autentico?»

Con il Chiostro vorremmo, innanzitutto, restituire all’approfondimento culturale la sua natura di sapere appreso e condiviso da una comunità di persone, un sapere che prende forma simbolica. Vorremmo ridare alla parola “cultura” il suo significato etimologico di “coltivare”: qualcosa che ha bisogno di tempo per germogliare, di un clima mite di rispetto e confronto per crescere, di essere irrigato dalla Parola per maturare frutti gustosi.

Nel mondo culturale in cui siamo immersi, molti indizi della perdita della capacità di “fare cultura” derivano dall’incapacità diffusa di mettere insieme, di stare insieme. E invece nel nostro essere laici e credenti impegnati c’è un valore fondamentale: il riposo contemplativo, che dovrebbe accompagnare ogni sforzo di generazione e riflessione culturale.

Oggi, però, il riposo non è contemplato. Come scrive Byung-chul Han, il capitale non riposa, perché per sua natura deve lavorare e muoversi incessantemente. L’essere umano finisce per assomigliargli, smarrendo la capacità di un riposo autenticamente contemplativo. Così anche le nostre esperienze culturali rischiano di diventare consumazione, più che esperienza profonda.

Abbiamo bisogno di recuperare dalla nostra tradizione cristiana la capacità di narrare, ma anche di saper mescolare saggiamente vita e sapere, esperienza e senso comune, letture colte e quotidianità, saggistica e letteratura, tradizione e innovazione.

Per questo, sul Chiostro, i temi si moltiplicano e si organizzano in dieci categorie chiaramente visibili dal menù di navigazione: Chiesa, Attualità, Esteri, Pace, Cultura, Scuola e Università, Fede e Spiritualità, Formazione, Vita di Ac, Storie e Idee. Vogliamo che sul Chiostro crescano argomenti e spazi di confronto perché, da laici, tutto ciò che è umano ci interessa.

In un unico spazio di riflessione che dia casa agli interessi di tutte e di tutti, scommettiamo sulla possibilità di riattivare la capacità di narrare tra generazioni: di condividere esperienze di ricerca differenti, punti di vista diversi – com’è normale che siano – che proprio nella loro differenza diventano ricchi, perché sanno contaminarsi.

Certo, registrandoci sul Chiostro avremo la possibilità di segnalare gli argomenti di nostro interesse per ricevere per primi i contenuti correlati. Tuttavia, il sito offre anche – attraverso i tag – la possibilità di navigare tra tutte le tipologie di contenuti (articoli, podcast, video, riviste) contrassegnati dallo stesso tema. Una possibilità che, lungi dall’essere solo tecnica, abilita una contaminazione di approcci culturali, favorendo un attraversamento delle differenze. Abbiamo scelto di scommettere su questo perché, in associazione, abbiamo sperimentato la ricchezza di una ricerca culturale che sa farsi incontro, che diventa ricerca di popolo e di comunità, aperta e non ripiegata nella propria opinione.

Per l’Azione cattolica questa ricerca culturale narrativa è costitutiva della sua tradizione e identità ecclesiale: è l’incontrarsi di esperienze diverse che, confrontandosi, riescono ancora oggi a mettere in campo una visione culturale capace di coinvolgere le persone.

Con il Chiostro, l’Azione cattolica italiana compie un nuovo passo di unità e di sguardo, scommettendo sul fatto che l’identità associativa possa custodirsi anche attraverso una comunicazione capace di promuovere appartenenza.

Con il Chiostro desideriamo credere che la capacità narrativa possa aprire spazi nuovi di generazione culturale e aiutare a costruire una cultura del noi, che contrasti l’orfanezza di comunità tipica di questo tempo. Una comunità di persone – non una community di profili – che sappia incontrarsi e che, grazie al digitale, possa continuare a confrontarsi, scambiarsi idee, raccontarsi.

Per questo, sul Chiostro, chi sceglierà di registrarsi potrà non solo segnalare i propri interessi e salvare i contenuti, ma anche commentare. All’inizio la funzione sarà attiva solo su alcuni articoli, come questo: chiunque potrà lasciare un commento, dirci cosa pensa del progetto e quali questioni sente urgenti da approfondire.

L’obiettivo è fare del Chiostro un luogo digitale pensato per una comunità eterogenea, in cui tutti e tutte possano parlare, e che sia abitato anche da persone che la pensano diversamente, capaci – con correttezza e argomentazione – di obiettare, aggiungere, proporre e commentare.

In questo modo speriamo di rendere un po’ nostra, nel nostro Chiostro, un’altra affermazione del cardinale Martini: «Dio è comunione e comunicazione: si comunica a noi e ci abilita a entrare in comunicazione gli uni con gli altri, risanando i nostri blocchi comunicativi».

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