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Frassati, il santo giovane che parla ancora oggi

Una vita di soli 24 anni che continua a generare speranza, fede e desiderio di autenticità
07/04/2026 di Roberto Falciola | No comments yet

Pier Giorgio Frassati compie 125 anni. Questo infatti è il tempo trascorso dalla sua nascita terrena, il 6 aprile 1901. Era sabato santo, e questo anniversario si compie il lunedì dell’Angelo. La cosa che mi colpisce di più, dopo aver vissuto decine e decine di incontri in cui presentare a persone di ogni età e in ogni parte d’Italia la sua figura, è rendermi conto di come la sua testimonianza risulti così fresca e attuale da essere percepita quasi come contemporanea. Eppure è passato un secolo da quando Pier Giorgio ha compiuto la sua avventura terrena. Un secolo è davvero un sacco di tempo… ed è stato un secolo che ha visto e vissuto stagioni di portata epocale. Ma ciò che Pier Giorgio ha vissuto, e il modo in cui lo ha vissuto, parlano oggi con straordinaria eloquenza: interpellano il cuore e l’intelligenza di ragazzi, giovani, adulti e anziani; suscitano il desiderio di conoscere meglio il Signore della vita, che ha reso così splendida quella di Frassati; risvegliano la fiducia nella possibilità di vivere un’esistenza che valga la pena di essere vissuta; aprono prospettive di ampio respiro in una realtà che spinge la nostra cultura occidentale verso una sterilità soffocante.

Ventiquattro anni e tre mesi: possibile che una vita così breve riesca a essere così feconda, dopo così tanto tempo? Guardo i volti di fronte a me, mentre parlo di lui, e non posso che riconoscere, ancora una volta, che sì, è possibile. È un messaggio formidabile di speranza, e il nostro tempo ne ha davvero tanto bisogno. È un richiamo fortissimo a una vita di fede profonda e autentica, e tanti oggi hanno bisogno di disincrostare la propria fede dai confusi rimasugli di un antico catechismo e dalle scorie seminate da chi straparla di Gesù senza aver mai letto il Vangelo. È uno stimolo serio e severo a fare della carità nata dalla relazione con Dio il modo della testimonianza evangelica. È la semina della sana nostalgia di un’amicizia umana bella, gioiosa, in cui prendersi cura gli uni degli altri, uniti dalla fede e dalla preghiera. È un monito a farsi carico del proprio tempo, della storia in cui siamo radicati, prendendoci la responsabilità di trasformare in meglio il nostro mondo usando di tutti i mezzi che abbiamo a disposizione.

Forse è proprio perché i tanti aspetti della vita cristiana dei laici sono presenti nell’esperienza di Pier Giorgio che incontrarlo non lascia indifferenti. Ognuno coglie magari un lato, una sfumatura, un aspetto che in questo dato momento lo stimola di più, e segue quella intuizione. Ma in tutti credo prenda corpo la consapevolezza che è proprio il tenere della propria vita tutto insieme, dono d’amore di Dio da restituire ai fratelli e alle sorelle, in quella maniera così intensa e fulgida che Pier Giorgio ha saputo vivere, il messaggio affascinante che promana dalla sua esistenza.

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