“Amare sempre, per sempre. Lottare per la giustizia con tutto l’amore che c’è.
Di Due Uno. Terra e Cielo. Non c’è altro da fare.”
La trama è decisamente essenziale: il libro ripercorre la vita del celebre filosofo Platone, dalle origini familiari sino alla morte e alle influenze che la sua figura ha avuto sulla scena culturale antica. La novità, però, è che a parlare non è né Platone in persona né il classico narratore onnisciente, bensì una figura esterna, un uomo, detto lo Straniero, la cui amicizia con il filosofo gli permette di osservarne da vicino la vita e di raccontarla.
A metà tra biografia e romanzo di formazione, “Platone, una storia d’amore” è esattamente ciò che viene raccontato nel titolo: la storia di come per Platone l’amore per la conoscenza sia coesistito con l’amore per la vita. Il grande filosofo è seguito passo passo dall’autore in un continuo snodarsi di luoghi, personaggi, idee e soprattutto amori: i grandi amori per altre persone e l’amore per la conoscenza che fa da sfondo a tutta la sua vita.
Il grande punto di forza del romanzo è sicuramente quello di essere adatto a tutti, anche ai non addetti ai lavori, dal momento che Nucci sa ricostruire con grande vividezza e plasticità i protagonisti delle vicende storiche, i luoghi e soprattutto la vita quotidiana della Grecia tra V e IV sec. a.C. Interessante è, infatti, il modo in cui vengono trattati gli eventi storici. Focalizzandosi sulla vita di Platone, il testo permette di assumere un punto di vista completamente nuovo che porta a conoscere alcuni tra i personaggi più rilevanti della storia greca nella loro più autentica umanità. Ciò permette anche di interrogarsi sul modo in cui, ad oggi, siamo abituati ad approcciarci allo studio della storia. Il libro ci aiuta, infatti, a ricordare che la memoria storica collettiva si costruisce su tante singole memorie individuali che crescono nel tempo e si alimentano vicendevolmente. L’essere “compagno di viaggio” di Platone, sin dalla sua infanzia potrebbe aiutare il lettore ad entrare in sintonia con il filosofo greco e con la storia che ha attraversato.
Non è un saggio, quindi non sono presenti spiegazioni tecniche del pensiero platonico, ma la presenza di alcune sequenze riflessive permette di intercettare alcune intuizioni che alimentano la curiosità del lettore sulla filosofia platonica. Alla fine ciò che rimane è sicuramente la sensazione di afferrare un po’ più da vicino la figura di questo gigante del pensiero e la voglia di leggere le sue opere, alla cui genesi assistiamo nel corso del testo.
Non mancano, però, alcune debolezze: c’è chi lo ritiene un testo troppo lungo e dispersivo e c’è chi non ha apprezzato la scelta del narratore esterno, che a tratti allontana il lettore dal protagonista non permettendo di immedesimarsi.
È un'operazione grande quella tentata da Nucci: quasi ottant'anni di vita di uno degli uomini più discussi della storia del pensiero occidentale, ricostruiti aneddoto per aneddoto, incrociando le fonti antiche (Diogene Laerzio, le Lettere, i dialoghi stessi) con l'invenzione pura, così come dichiarato dall'autore stesso. E proprio l'invenzione pura, quella del narratore senza nome, testimone impossibile e innamorato eterno, è la scommessa più rischiosa del libro.
Nel corso della lettura capita di chiedersi quanto di questo Platone sia storia e quanto invece sia il desiderio dell'autore di restituirgli finalmente un corpo. E soprattutto, dopo queste pagine, viene da chiedersi se l'espressione "amore platonico" di cui parliamo spesso, abbia ancora senso.
Il libro è ben scritto e scorre via più in fretta di quanto possa sembrare; la scelta di puntare su capitoli brevi con titoli che fanno il punto sui luoghi e sulle date aiuta chi legge a seguire meglio gli eventi, anche se non si è esperti di storia antica o di filosofia. In generale, è una chiave di accesso all’immenso mondo di Platone alternativa ai classici manuali scolastici.
Leggendo il testo assistiamo ad una continua trasformazione, una crescita costante, quella di un essere umano mosso da un profondo interesse verso il mondo, le persone e la vita. La curiosità che ribolle in Platone lo aiuta ad interrogarsi e a cercare costantemente nuove sfide. La sua vita è pulsante e non è slegata dalla storia collettiva, la sua esistenza non è passiva di fronte agli eventi. In conclusione potremmo considerare il libro come un invito a riflettere su quanto, a volte, siamo soliti studiare i grandi personaggi del passato fissandoli in un ruolo senza ricordarci della loro umanità.
Consigliamo questo libro a:
Agli amanti dei cavalli e dei giochi d’azzardo;
A chi ha sognato, almeno una volta, di perdersi tra le strade dell’antica Grecia e vuole scoprire itinerari alternativi all’Odissea;
A chi è alla ricerca di qualcosa, mosso da un fuoco cui non sa dar nome;
A chi ha detto almeno una volta "è solo amore platonico", e forse dopo questo libro non lo dirà più con la stessa leggerezza.
Non consigliamo questo libro a:
A chi cerca un manuale di storia della filosofia;
A chi vuole solo sapere "come va a finire" senza indugiare sui dettagli;
A chi fatica a ricordare nomi, luoghi e situazioni;
A chi cerca una lettura leggera sotto l’ombrellone o da portarsi nello zaino.
Buona lettura e attenti ai “platonici” amori estivi!
