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Santa Maria Maddalena, «nota come colei che ha amato Cristo ed è stata molto amata da Cristo, chiamata da san Gregorio Magno “testimone delle divina misericordia” e da san Tommaso D’Acquino “apostola degli apostoli”, può essere oggi compresa dai fedeli come paradigma del compito delle donne nella Chiesa». Con queste parole, esattamente dieci anni fa – era il giugno 2016 – un decreto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti elevava la memoria di santa Maria Maddalena a festa (che viene celebrata il 22 luglio). Apostola degli Apostoli. Paradigma del compito delle donne nella Chiesa. Purtroppo però la tradizione, nei secoli, ha raccontato questa figura in molti modi, tranne questo, basandosi su una serie di equivoci e di incomprensioni. Prendiamo l’arte italiana, ad esempio. Fin dai primi secoli la rappresenta basandosi sulle leggende e sulle tradizioni nate dai Vangeli apocrifi e da testi come la Legenda aurea. Tradizioni peraltro “bollinate” da importanti figure di santi e di vescovi.
Fu identificata, ad esempio, con l’anonima prostituta che, durante la cena a casa del fariseo (Lc 7, 36-50) lavò con le proprie lacrime i piedi di Gesù, li asciugò con i capelli e li cosparse di olio profumato. Inoltre fu identificata con Maria di Betania, la sorella di Marta, che infatti viene spesso rappresentata come una prostituta convertitasi dopo aver ascoltato le parole di Gesù. Ma non c’è nulla che permetta di fondere in una sola queste tre figure femminili. La Legenda Aurea poi ci racconta che partì per la Francia con Lazzaro, predicò, fece miracoli e convertì i principi di Marsiglia e infine si ritirò nel deserto, dove visse in penitenza, nutrita solo dagli angeli che ogni giorno la elevavano al cielo.
In realtà, i Vangeli ci dicono molto poco di Maria Maddalena. Sappiamo che era stata liberata da sette demoni, e chissà che cosa rappresentavano quei demoni allora: poteva essere una forma di malattia mentale, di depressione, una malattia fisica, un comportamento considerato peccaminoso. In fondo, a quei tempi, le persone – e in particolare le donne – che assumevano atteggiamenti “scomodi” o anche solo anticonformisti, erano considerate indemoniate.
L’autrice dell’articolo ha raccontato l’“apostola degli apostoli” in un libro pubblicato
dall’Ave nel 2026, Maria Maddalena nell’arte. Nella sua figura si sono identificate molte donne e molti uomini di epoche, culture, ceti diversi. Il testo propone un excursus nell’arte italiana, per provare a reincontrarla.
Sappiamo inoltre che con altre donne seguiva Gesù, per cui possiamo dedurne che non aveva stringenti legami familiari e che probabilmente godeva di una certa rendita.
Sappiamo che era ai piedi della croce e che partecipò ai riti legati alla sepoltura. Sappiamo che a lei per prima apparve Gesù risorto, che la incaricò di portare la notizia agli apostoli. I quali però, «udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero» (Mc 16,11, Lc 24,11).
Del resto, anche la storia dei sette demoni fu usata per minarne ulteriormente la credibilità. Secondo san Gregorio Magno quei demoni rappresentavano i sette peccati capitali: significava che li aveva commessi tutti. Come poteva dunque essere affidabile? Addirittura il pagano Celso, nel 180, negò la resurrezione proprio perché la prima testimone, cioè la Maddalena, non era credibile.
Eppure Maddalena era lì, presente, vicina, nei momenti più belli e in quelli più brutti: al seguito di Gesù – ascoltava, imparava, credeva – e nei momenti più drammatici, sotto la croce e sulla tomba, quando gli altri stavano nascosti e avevano paura, e lei invece, come altre donne, aveva deciso di prendersi cura del Maestro anche dopo la morte. Come voleva la tradizione, ma soprattutto come voleva la sua fede.
Dunque, la narrazione che ci è stata tramandata attraverso la letteratura e l’arte è quella della prostituta che si pente e si converte.
Una donna giovane e bella, ingioiellata, col capo scoperto e i capelli lunghi e fluenti. Oppure, viceversa, una donna magra e sofferente, erosa dal digiuno e immersa nella meditazione, dopo avere ripudiato la sua vita precedente. Ma anche in queste tradizioni c’è un messaggio positivo: c’è una salvezza per tutti, anche per chi è stato abitato dai sette demoni. La fede salva.
Oggi però abbiamo bisogno di riscoprire la vera Maddalena: l’apostola degli apostoli.
Perché abbiamo bisogno di donne coraggiose, che sappiano testimoniare al mondo la propria fede e sappiano contaminare la Chiesa con il proprio stile. Nonostante tutto.

