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Alimentazione, fake news e diet culture

imparare a scegliere con consapevolezza
03/07/2026 di Beatrice Bacci
Ogni giorno entriamo in contatto con una quantità enorme di informazioni sul cibo. Apriamo un social network e troviamo consigli su cosa mangiare, cosa eliminare, come dimagrire velocemente, quali alimenti evitare e quali invece prometterebbero risultati quasi miracolosi. TikTok, Instagram, siti internet, influencer e creator parlano spesso di alimentazione, ma non sempre lo fanno con competenza e il rischio è che messaggi semplici, accattivanti e ripetuti molte volte finiscano per sembrarci veri, anche quando non hanno alcuna base scientifica. Le fake news alimentari sono particolarmente pericolose perché non riguardano solo ciò che sappiamo, ma anche il modo in cui viviamo il nostro corpo; dire, per esempio, che i carboidrati facciano ingrassare se mangiati la sera, che esistano cibi capaci di “bruciare i grassi” o che alcuni alimenti debbano essere eliminati completamente può sembrare innocuo, ma in realtà queste affermazioni contribuiscono a creare confusione, sensi di colpa e un rapporto poco sereno con il cibo. 

È proprio su questo tema che, durante la SFS, il workshop “Alimentazione e stili di vita”, svolto insieme alla biologa nutrizionista Martina Monticone, ci siamo fermati a riflettere: non si è trattato soltanto di ricevere informazioni corrette, ma di mettere in discussione convinzioni che spesso diamo per scontate; attraverso esempi concreti e momenti di confronto, è emerso infatti quanto sia facile credere a una notizia falsa quando la sentiamo ripetere continuamente o quando viene presentata in modo convincente. Uno degli aspetti più importanti riguarda la diet culture, cioè quell’insieme di messaggi che associa il valore di una persona alla magrezza e presenta il corpo “perfetto” come obiettivo da raggiungere a ogni costo. Questa cultura abita molto i social, dove immagini modificate, trasformazioni rapide e consigli estremi possono farci pensare che la salute coincida solo con l’aspetto fisico. Tuttavia, il benessere non si misura con una taglia, con un numero sulla bilancia o con l’aderenza a un modello estetico imposto. 

Il podcast de il Chiostro condotto da Giuseppe Notarstefano




Parlare di alimentazione, quindi, significa parlare anche di consapevolezza: mangiare in modo sano non vuol dire seguire l’ultima dieta di moda, eliminare intere categorie di alimenti o inseguire regole rigide, ma significa imparare ad ascoltare il proprio corpo, informarsi da fonti affidabili e capire che l’equilibrio è più importante della perfezione. La salute non dovrebbe diventare una gara, né un motivo di giudizio verso sé stessi o verso gli altri. 
Per questo sviluppare uno spirito critico è fondamentale: davanti a un contenuto online dovremmo imparare a farci alcune domande: chi sta dando questa informazione? È una persona competente? Ci sono fonti scientifiche? Il messaggio promette risultati immediati o usa toni sensazionalistici? Controllare le fonti, verificare le date, confrontare opinioni diverse e non fermarsi ai titoli sono piccoli gesti che possono fare una grande differenza; non tutto ciò che leggiamo sul cibo merita la nostra fiducia. 

In un mondo in cui le informazioni viaggiano velocemente, essere cittadini consapevoli significa anche saper distinguere ciò che è fondato da ciò che è soltanto una tendenza del momento. Forse la vera sfida non è trovare la dieta perfetta, ma imparare a liberarci dall’idea che il nostro valore dipenda dal nostro corpo. Informarsi correttamente, affidarsi ai professionisti e guardare con spirito critico ai messaggi che riceviamo ogni giorno è il primo passo per costruire un rapporto più sano con l’alimentazione e con noi stessi.