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Un impegno condiviso, tra scienza e prossimità

Dall’1-3 maggio, #ioperlei. Torna nelle piazze la Campagna di primavera di Fondazione Telethon
29/04/2026 di Giuseppe Notarstefano

Nel cuore della primavera, mentre la vita rifiorisce e le nostre comunità invocano pace e speranza per tutti, torna anche quest’anno un appuntamento che parla al meglio della coscienza civile e cristiana del nostro Paese: la Campagna di primavera #ioperlei 2026 della Fondazione Telethon. L’1, il 2 e il 3 maggio, nelle piazze italiane, i Cuori di biscotto diventeranno ancora una volta segno concreto di una solidarietà che si fa gesto, incontro, responsabilità condivisa.

Come Azione cattolica sentiamo profondamente nostra questa iniziativa. Non solo perché tanti nostri soci, in tutta Italia, si stanno già attivando accanto ai volontari di Fondazione Telethon per organizzare i punti di raccolta fondi, ma soprattutto perché riconosciamo in questa campagna un’espressione autentica di quel “prendersi cura” che è al centro del Vangelo e della nostra esperienza associativa.

Sostenere la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare significa scegliere di stare dalla parte della vita, della dignità di ogni persona, della speranza che non si arrende di fronte alla fragilità. Significa credere che anche laddove la sofferenza sembra isolare e scoraggiare, può nascere una rete di prossimità capace di generare futuro. In questo senso, la collaborazione tra l’Ac e Fondazione Telethon è molto più di una sinergia operativa: è una convergenza di sguardi, un’alleanza che mette al centro la persona, ciascuna persona, il suo diritto a non essere dimenticata.

Questa alleanza, avviata nel 2019 e rinnovata nel tempo con convinzione e continuità, rappresenta un segno significativo di come mondi diversi possano incontrarsi e rafforzarsi reciprocamente. Da una parte, la rete capillare dell’Azione cattolica, radicata nelle parrocchie e nelle diocesi, capace di raggiungere luoghi, storie e comunità in ogni angolo del Paese; dall’altra, l’impegno rigoroso e appassionato della Fondazione Telethon nel promuovere e sostenere la ricerca scientifica d’eccellenza sulle malattie genetiche rare.

Il podcast de il Chiostro condotto da Giuseppe Notarstefano


È proprio in questo incontro che si genera un valore aggiunto prezioso. La presenza quotidiana dell’Ac nei territori diventa uno strumento efficace per diffondere consapevolezza, per educare alla solidarietà, per coinvolgere persone di ogni età in un impegno concreto. Allo stesso tempo, la competenza scientifica e la credibilità di Fondazione Telethon offrono contenuti, prospettive e risultati che danno profondità e direzione a questo impegno. Insieme, contribuiamo a costruire una cultura che non separa la fede dalla responsabilità civile, ma le integra in un servizio comune al bene della persona, della sua famiglia e della comunità tutta.

Le nostre associazioni parrocchiali e diocesane, con la loro presenza viva e dinamica, diventano così luoghi in cui la carità si intreccia con la promozione della ricerca, dove l’attenzione ai più fragili si traduce anche in sostegno a percorsi scientifici capaci di aprire nuove strade di cura. È una testimonianza concreta di una Chiesa che non si limita a condividere il dolore e lo smarrimento davanti a una malattia rara e alle sue conseguenze, ma si impegna anche a contrastarne e combatterne le cause, collaborando con tutte le realtà che operano per il bene comune.

In un tempo segnato da tante incertezze, sostenere la ricerca significa anche educare alla fiducia. Fiducia nella scienza, quando è orientata al bene integrale della persona; fiducia nella capacità delle istituzioni e della società civile di lavorare insieme; fiducia nelle nuove generazioni, che vedono in queste iniziative un’occasione concreta per essere protagoniste di un cambiamento possibile.

Desidero, a nome di tutta l’Azione cattolica, ringraziare i volontari di Fondazione Telethon per la passione e la dedizione con cui portano avanti questa missione. E ringraziare i tanti soci di Ac che, con generosità e discrezione, scelgono di mettersi a servizio anche in questa occasione. È un segno bello e concreto di una Chiesa in uscita, capace di abitare le piazze e le domande degli uomini e delle donne di oggi.

Invito tutti a partecipare, a fermarsi ai banchetti, a sostenere questa campagna. Dietro ogni Cuore di biscotto c’è molto più di un simbolo: c’è la possibilità di contribuire a una storia di cura, di ricerca, di speranza.
Facciamo in modo che questa primavera sia davvero un tempo di rinascita anche per chi attende risposte dalla scienza e dalla solidarietà di tutti. #ioperlei non è solo un hashtag: è una scelta, è un impegno, è un modo concreto di amare.