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Un bilancio di volti, sogni e impegno sociale in una Modena ferita

Presentata nella Capitale del volontariato l'ottava edizione del Bilancio di sostenibilità dell'Azione Cattolica
18/05/2026 di Paolo Seghedoni

Sono passate da pochi minuti le 17 di sabato 16 maggio. L’ingresso in arcivescovado dei primi membri della presidenza nazionale per la presentazione del bilancio di sostenibilità, un’occasione bella per raccontare la ricchezza di una vita associativa troppe volte sottovalutata, si tinge improvvisamente di colori cupi.

Tra le prime persone che arrivano per assistere all’incontro c’è una coppia modenese che racconta quello che ha appena successo. Un’automobile ha imboccato a velocità folle via Emilia centro, all’inizio nella zona a traffico limitato a poche centinaia di metri di distanza, e ha investito una decina di persone. Ci sono feriti alcuni dei quali sicuramente gravi.

È difficile partire da qui, da una città come Modena nota per i suoi valori di accoglienza e di condivisione (ribaditi domenica 17 con una grande mobilitazione di solidarietà verso le vittime e di risposta alla paura), per raccontare la presentazione dell’ottava edizione del Bilancio di sostenibilità dell’Azione Cattolica Italiana, svolto nella città emiliana perché nel 2026 è Capitale italiana del volontariato.

Ma se è vero che è difficile partire da qui, è anche inevitabile farlo. La presentazione del bilancio si è trasformata in un momento di riflessione che ha anche toccato la preghiera e la vicinanza per le vittime, la preoccupazione per le prime reazioni social dettate da parole di odio intrise di violenza, la legittima urgenza di capire le ragioni della persona che ha compiuto questo gesto terribile e criminale dettato, con ogni probabilità, da gravi problemi di salute mentale, la necessità di mettere ancora di più la lente di ingrandimento, come è stato fatto nel focus tematico del bilancio di Ac, sulla pace, sulla capacità di disarmare le parole e di compiere gesti di riconciliazione, di accoglienza, di rispetto.

I dati del bilancio di sostenibilità raccontano un’associazione in salute, pur con le sue fragilità, di 17,4 milioni di ore donate nel corso del 2025 in favore dell’associazione e di tante altre realtà e persone, degli eventi più coinvolgenti dell’anno passato, come la canonizzazione di San Piergiorgio Frassati, del centenario di Vittorio Bachelet, uomo mite che è stato ricordato durante la presentazione in modo profetico. Ma anche della crescita degli aderenti, dei 14.000 gruppi sparsi su tutto il paese, delle 100.000 persone di ogni età che partecipano ai campi; delle alleanze che fanno camminare insieme all’Azione Cattolica a tante altre realtà ecclesiali e laiche; delle valutazioni di impatto sociale e dei progetti a livello nazionale e alcuni raccontati tra le centinaia e centinaia portati avanti a livello locale, con cui si può raccontare in modo nuovo e più rispondente alla realtà la vita associativa.

Molto significativi gli interventi, a partire dalla Sottosegretaria della Regione Emilia-Romagna Manuela Rontini, dal presidente del centro servizi per il volontariato Terre Estensi Alberto Caldana, dal responsabile della Business Unit enti religiosi e terzo settore di Generali Piero Fusco. Oltre a questi naturalmente quelli del professor Giulio Guarini dell’Università della Tuscia e del padrone di casa, l’arcivescovo di Modena-Nonantola, vescovo di Carpi e vice presidente della Cei, mons. Erio Castellucci che ha sottolineato: «Questo Bilancio è intriso non di cifre ma di volti e progetti, di sogni. Ma non è il libro dei sogni in senso negativo, ma di sogni che si possono realizzare e si realizzano, prima di tutto quello della pace. Grazie anche perché avete ricordato la nostra città ferita e perché siete l’Ac e fate le cose sul serio: cioè sognate».

Il cardinale di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Zuppi, ha messo al centro proprio l’attenzione dell’associazione a essere e diventare sempre più casa di pace, luogo autentico di relazioni e di formazione. «Quelli nel bilancio non sono solo numeri, raccontano quello che si vuole fare e si è fatto. E poi è fondamentale la chiave di lettura del focus tematico, seguendo le indicazioni di Papa Leone di costruire ed essere case di pace e di non violenza. Significa anche aiutare a disarmare i cuori, le relazioni, i giudizi. Questa indicazione in tempi di sfacciato ritorno alla violenza, all’imposizione, al fastidio verso il dialogo è particolarmente importante: è un bilancio e anche un impegno».

Il presidente nazionale, Giuseppe Notarstefano, ha ricordato l’importanza di questo bilancio, giunto all’ottava edizione: «C’è un grande capitale sociale in Ac, che diventa una ricchezza per la vita delle persone e per la vita delle comunità. Il Bilancio è nato anche per aiutare l’associazione a ripensare la propria vita, a porsi la domanda “per chi siamo”, ad ascoltare e rispondere ai grandi bisogni di questo tempo. E c’è un grande bisogno di prossimità, che parte dai più giovani che più di tutti hanno necessità di trovarsi, di vivere la dimensione della gratuità. Vogliamo essere capaci di guardare la bellezza del dono di ogni persona e dei talenti di ciascuno. Anche in questa giornata funestata da questa ombra, che facciamo nostra: simbolicamente siamo incoraggiati a essere oggi quello che diceva Vittorio Bachelet, ovvero una forza che traina la vita delle nostre comunità attraverso la speranza».

Il bilancio è stato poi presentato da Andrea Cavallini e Milena Savani per Mediamo Area Sostenibilità, agenzia che lo ha realizzato dal punto di vista tecnico. I due hanno ricordato la mitezza di Bachelet, oltre ai dati tecnici del coinvolgimento degli stakeholder e delle valutazioni d’impatto sociale, valori aggiunti del documento.

Ma, appunto, è stato impossibile non ripensare, ricordare, pregare per l’accaduto. E in questo ci viene incontro ancora mons. Castellucci che ha preparato una preghiera che tutte le parrocchie modenesi hanno recitato nelle celebrazioni di domenica 17: «Affidiamo al Signore le vittime del grave episodio di violenza accaduto nel centro di Modena; preghiamo per i feriti e i loro familiari: nei cuori di tutti abitino sentimenti di pace, il rispetto reciproco e il coraggio del bene».

Una chiosa: al termine della presentazione del Bilancio di Ac è stato servito un aperitivo a cura di Roots, un’impresa sociale che ha aperto un ristorante in cui donne migranti imparano a lavorare nella ristorazione, a partire dai piatti dei paesi d’origine, che cambiano ogni quattro mesi con l’innesto di nuove tirocinanti. Finora hanno partecipato ai programmi donne di 17 paesi e l’86% ha trovato occupazione nel settore. Anche questo, in modo misterioso e forse un po’ profetico, è stato importante ripensando a un pomeriggio così particolare, ricco tanto di bellezza e speranza, quanto di dolore e paura.