In un mondo segnato troppo spesso da confini che respingono, chiudono e disumanizzano, l’Azione Cattolica sceglie una carezza per disarmare… una carezza perché sia pace.
“Una carezza per la Terra Santa” è infatti il nome del progetto che, insieme a “Educare: strada per la pace”, fa parte dell’iniziativa di Pace 2026 “Terra in Pace” attraverso la quale vogliamo trasformare la preghiera in azione concreta sostenendo l’instancabile opera della Custodia di Terra Santa avendo ben chiaro che “la pace non è un’astrazione o un equilibrio di poteri, ma un cantiere aperto che richiede il coraggio della prossimità e il rifiuto di ogni logica di scarto” come ci ricorda Sua Santità Leone XIV nel Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace.
L’invito è, prima di tutto, a guardare la terra con gli occhi di Dio, quindi da quella prospettiva da cui non si vedono confini, ma l’umanità come unica grande famiglia.
E “Una carezza per la Terra Santa” vuole essere il prolungamento di questo sguardo “sconfinato” di Dio, perché questa “carezza”, significa farsi prossimi a chi, nei luoghi dove è nato e vissuto Gesù, oggi fatica a sperare a causa dei conflitti.
L’adesione al progetto si traduce in tre pilastri fondamentali di aiuto concreto: salute per le famiglie, istruzione per il futuro, presenza e fede.
Infatti scegliendo “Una carezza per la Terra Santa” si potranno garantire cure mediche e assistenza sanitaria a oltre 1.500 famiglie ogni mese, attraverso la rete delle Caritas parrocchiali a Betlemme, Gerusalemme, Nazareth e Gerico.
Si potrà assicurare il diritto allo studio a più di 3.500 bambini nelle scuole della Custodia. Molte famiglie hanno perso il lavoro a causa del conflitto e non possono più sostenere i costi scolastici,: ma l’Azione Cattolica vuole essere al loro fianco perché la scuola resti un luogo di pace.
E infine si potranno sostenere frati francescani della Custodia. Questi fratelli non sono solo custodi di pietre antiche, ma pietre vive che mantengono aperti e accoglienti quei luoghi di fede, che rischiano di restare vuoti perché privi di pellegrini e fedeli a causa della guerra.
Sostenere questo progetto non è solo un atto di carità, ma un esercizio di pace. Significa citando ancora il Santo Padre, riconoscere che “nessuno può salvarsi da solo dietro le mura dell'indifferenza; la pace si costruisce solo se il benessere dell'altro diventa una nostra responsabilità quotidiana”.
I frati dell'Ordine dei Frati Minori, che da secoli abitano questi luoghi, ci insegnano che annunciare l'amore dell'Altissimo significa restare, curare le ferite e costruire ponti. Con l'Iniziativa di Pace 2026, l'Azione Cattolica si unisce a questa missione: perché la Terra sia davvero in Pace, e la Pace torni finalmente in Terra, con la responsabilità di ciascuno di noi a custodirla giorno dopo giorno a partire da una semplice, ma potente, disarmata e disarmante, carezza.

