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Referendum costituzionale: un impegno di partecipazione e dialogo

Il 22 e 23 marzo il referendum sulla riforma costituzionale: l’Azione Cattolica Italiana invita a partecipare con responsabilità, nel segno del dialogo e della democrazia.
14/02/2026 di Presidenza nazionale AC

Il prossimo 22 e 23 marzo saremo chiamati ad esprimerci, attraverso un referendum confermativo, sul testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025. Si tratta di un appuntamento di grande rilievo, sia per la materia oggetto della consultazione — la riforma della Costituzione in un ambito significativo della vita democratica della Repubblica, quale la giustizia — sia per la marcata connotazione politica che gli è stata attribuita dalle forze di maggioranza e di opposizione. 
Il Consiglio nazionale, riunitosi il 17 e 18 gennaio, dopo un ampio dibattito e confronto sul tema, ha dato mandato alla Presidenza nazionale di rivolgersi a tutti i soci e ai responsabili dell’associazione per offrire alcune coordinate di riflessione e alcune piste di azione.

Una riforma che interpella il patto costituzionale

Desideriamo anzitutto esprimere il nostro disagio e il nostro profondo rammarico nel constatare come una materia che riguarda il patto fondativo e le regole comuni torni ad essere occasione di divisione e di scontro, piuttosto che di dialogo e di incontro tra le diverse opzioni politiche, nello spirito costruttivo che caratterizzò l’elaborazione della Carta costituzionale.

Il confronto, anche acceso, trova senso nel perimetro costituzionale perché incoraggia la partecipazione e stimola la discussione sui temi rilevanti per la vita del Paese, come nel caso della giustizia. Riferirsi alla Costituzione, attuarla e viverla come progetto della nostra vita civile, ma anche revisionarla o aggiornarla, deve essere un riferimento che accomuna tutte le forze politiche, pur nella ordinaria dialettica e nelle differenti priorità individuate per il bene di tutti i cittadini.

Sono vivi nella nostra memoria l’impegno e il contributo di tanti testimoni dell’Azione Cattolica che hanno promosso questi valori. Tra questi ricordiamo in modo particolare il presidente Vittorio Bachelet, di cui celebriamo quest’anno il centenario della nascita: figura luminosa di credente, dedicò la sua vita al dialogo e alla costruzione della vita democratica, fino alla sua uccisione per mano dei terroristi.

Un invito alla partecipazione consapevole

Ringraziamo il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, per il discorso pronunciato nell’introduzione al Consiglio Permanente della CEI: le sue parole rafforzano le ragioni del nostro impegno e lo stile di partecipazione alla consultazione referendaria.

In questa prospettiva riteniamo importante incoraggiare tutti a partecipare attraverso il voto e, ancor prima, ad approfondire le ragioni, le argomentazioni e le critiche, promuovendo un dialogo franco e rispettoso delle diverse opinioni. 
Prendere parte significa conoscere di più, ascoltare di più, discutere e confrontarsi di più, rispettandosi reciprocamente.

L’associazione non è uno spazio neutrale o distante dalle tensioni che questa materia sta generando nel dibattito del Paese. Al contrario, in essa convivono, nella comune appartenenza e corresponsabilità associativa ed ecclesiale, visioni plurali che riconosciamo come una ricchezza capace di alimentare il confronto civico e sostenere impegni differenziati, sempre orientati al Bene comune.

Occasioni di studio e confronto

L’appuntamento referendario può diventare un’opportunità per offrire l’associazione come luogo di approfondimento e di dialogo per tutti, alternativo ai dibattiti urlati e alle invettive che troppo spesso caratterizzano i media. Per questo incoraggiamo l’associazione, a tutti i livelli, a promuovere momenti di studio e dibattito, coinvolgendo esperti e cittadini, così da sostenere una partecipazione consapevole a un passaggio delicato per la vita repubblicana. Ringraziamo inoltre le associazioni locali che hanno già promosso iniziative analoghe.

Come associazione nazionale offriremo spunti di approfondimento attraverso i nostri strumenti di comunicazione, in particolare il nuovo portale associativo “IlChiostro”, che invitiamo a conoscere e utilizzare con frequenza. È inoltre previsto un webinar organizzato con FUCI, MEIC, MIEAC e l’Istituto per lo studio dei problemi sociali e politici “Vittorio Bachelet”, che si terrà il 3 marzo alle ore 19.00 sul canale YouTube dell’Azione Cattolica.

Un “tornante della storia”

Stiamo vivendo quello che Giorgio La Pira avrebbe definito un “tornante della storia”, in cui gli istinti irrazionali e violenti della prevaricazione sembrano imporsi sulla logica mite del diritto e della democrazia. Parole e gesti quotidiani diventano sempre più violenti, alimentando tensioni sociali e una crescente domanda di sicurezza e difesa. L’altro rischia di essere percepito come un nemico da abbattere.

Il Vangelo ci incoraggia invece a percorrere strade diverse, concrete e possibili, che l’associazione sperimenta ogni giorno nel suo impegno educativo e formativo, nella costruzione paziente di alleanze, nel servizio gratuito e silenzioso alla cura di ciò che appartiene a tutti.
Con questo spirito, l’invito è a vivere l’appuntamento referendario come occasione di responsabilità, dialogo e partecipazione per il bene della nostra vita democratica.