In un tempo attraversato da guerre, crisi climatica e diseguaglianze crescenti, l’Azione Cattolica e il Movimento Laudato Si’, insieme alle realtà che hanno già compiuto questo passo, rilanciano con forza l’Appello a disinvestire dalle fonti fossili. Un invito rivolto a tutte le organizzazioni cattoliche italiane a sottoscrivere un impegno concreto e verificabile, capace di tenere insieme coerenza evangelica, responsabilità economica e testimonianza pubblica.
Il disinvestimento non è una scelta ideologica, ma una presa di posizione etica che nasce dall’ascolto del grido della terra e del grido dei poveri. In questo senso, la decisione di orientare le risorse finanziarie lontano dai combustibili fossili diventa un atto di pace: perché molte guerre sono alimentate dalla dipendenza energetica; perché le conseguenze del cambiamento climatico colpiscono soprattutto le popolazioni più vulnerabili; perché la transizione ecologica, se giusta, può generare lavoro, comunità e futuro.
È responsabilità dei cattolici, oggi più che mai, «accelerare una giusta transizione ecologica», affinché l’economia torni a essere strumento di vita e non di morte. Il rilancio dell’Appello si colloca in questa prospettiva, chiedendo alle istituzioni ecclesiali e alle associazioni di compiere un passo di coerenza tra ciò che annunciano e ciò che sostengono con le proprie risorse.
A dare forza a questo percorso sono anche le parole dei pastori e dei responsabili delle realtà coinvolte. Tra questi:
la dichiarazione del cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza: «Il nostro impegno per il disinvestimento non è solo una decisione economica, ma anche morale: una testimonianza che la fede deve illuminare ogni aspetto della vita, incluso il modo in cui ci prendiamo cura della nostra Casa Comune. La decarbonizzazione è un atto di giustizia, di amore per i poveri e di speranza per le generazioni future, come ci ha mostrato Papa Francesco. Questo impegno esprime anche la nostra solidarietà con coloro che soffrono le conseguenze di conflitti spesso alimentati dalla dipendenza dai combustibili fossili, un tema affrontato ripetutamente da Papa Leone XIV, che ha chiesto un rimedio al fatto che la “nostra terra sta cadendo in rovina”».
la dichiarazione di Cecilia Dall’Oglio, Responsabile dei programmi in Italia del Movimento Laudato Si’: «In considerazione dell’importanza che questi temi entrino sempre più nella pastorale ordinaria delle nostre comunità - come evidenziato con forza dal Movimento Laudato Si’ in Italia in occasione degli incontri locali e nazionali avuti negli ultimi due anni - la partecipazione di tanti ci fa sperare nella crescita di una coscienza responsabile a sostegno della transizione e la conversione ecologica. In particolare i giovani attendono da noi coerenza: fatti, non parole. Questa è la missione a cui anche il Sinodo ha inviato tutti noi. Lanciammo tre anni fa con Azione Cattolica ed altre realtà ecclesiali l’Appello della “Campagna Italiana di Disinvestimento Cattolico dalle Fonti Fossili per un’Economia di Pace”, entrando nella stagione invernale con il cuore stretto ai nostri fratelli e sorelle al freddo in Ucraina. Oggi, sentiamo ancora maggiormente la necessità e l’urgenza di questo Appello per un’energia di pace».
la dichiarazione di Giuseppe Notarstefano, Presidente nazionale dell’Ac: «Il disinvestimento dalle fonti fossili è per l’Azione Cattolica una scelta di responsabilità educativa e civile. Come laici chiamati ad abitare il mondo, sentiamo il dovere di orientare anche le risorse economiche verso ciò che costruisce pace, tutela il creato e promuove giustizia sociale. Non possiamo chiedere conversione ecologica senza assumerne il costo e la concretezza. Questo Appello è un invito alle comunità ecclesiali a camminare insieme, con coraggio, perché la transizione energetica diventi occasione di fraternità, di partecipazione e di speranza, soprattutto per i giovani e per i popoli colpiti dalla guerra e dalla crisi climatica».
Il testo aggiornato dell’Appello indica strumenti, criteri e prospettive per accompagnare le organizzazioni in questo percorso, nella convinzione che la finanza possa e debba essere alleata della vita. Rilanciarlo oggi significa scegliere da che parte stare: dalla parte della pace, della Casa comune e delle generazioni che verranno.


