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Ma la nostra costituzione è antifascista?

Oltre alcune sterili (e pericolose) polemiche
18/06/2026 di Vittorio Rapetti | No comments yet
Si resta un po’ sconcertati nel vedere come, a pochi giorni dal 2 giugno - nell’80° anniversario della Costituente - in Italia si generi un superficiale dibattito circa il rapporto tra Costituzione e antifascismo. E lo sconcerto aumenta quando ad alimentare questa discussione sono autorità e personalità politiche che ben dovrebbero conoscere la Costituzione e la sua storia.  Che la nostra Costituzione sia antifascista è chiaramente espresso da almeno tre ordini di motivi. 

Le radici della Costituzione nella opposizione al nazifascismo. 
Il primo riguarda la sua origine e le basi della sua elaborazione. La nostra Costituzione si radica nella lotta di resistenza e di liberazione dal nazifascismo: una lotta che non fu solo uno scontro armato, ma una “rivolta” morale e politica, culturale e spirituale nei confronti di un regime dittatoriale e di una ideologia violenta e razzista, che esaltava la guerra, la discriminazione e il dominio sugli altri popoli. Ma ci sono radici ancor più lontane: il Risorgimento e il percorso di costruzione di una identità e unità nazionale nel corso dell’Ottocento. E ancora prima la nostra Carta trae la sua impostazione dal costituzionalismo del Settecento e dall’affermazione del principio democratico, che segna il passaggio da sudditi a cittadini.  Tale principio democratico (che prevede il pluralismo e il dialogo, invece della distruzione dell’avversario) è alla base della nostra Carta Costituzionale ed è chiaramente alternativo al principio dittatoriale (che impone una sola visione, esaltando il ruolo di un “capo” unico, che identifica la patria di tutti in un solo partito e in una sola ideologia).

I fondamenti del sistema democratico, principi della nostra identità.
Il secondo motivo coinvolge le affermazioni di coloro che la Costituzione l’hanno scritta e approvata, appartenenti a ideologie e partiti diversi e contrapposti: democristiani e comunisti, liberali e socialisti, … Essi seppero trovare un compromesso di alto profilo per porre le basi condivise, un terreno comune, su cui costruire un nuovo stato.  In proposito i riferimenti sono moltissimi, basta scorrere gli atti parlamentari e il dibattito che accompagnò il processo costituente.  La nostra C. è antifascista non solo perché viene dopo e nasce in opposizione al regime fascista, al metodo della violenza e della guerra, ma perché il suo contenuto è alternativo ad esso.  Gli articoli della Costituzione definiscono i fondamenti del sistema democratico. La democrazia,  infatti, non è un semplice metodo elettorale, bensì porta con sé l’affermazione della dignità di ogni essere umano, i principi di eguaglianza e solidarietà, di libertà della persona e di giustizia sociale, di pace e cooperazione tra popoli e stati. Significa aver cura delle istituzioni e operare perché – come afferma l’art.3 - la repubblica possa rimuovere quegli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona e la sua partecipazione alla vita civile. 

Esercitare la cittadinanza applicando la Costituzione. 
Da qui il terzo motivo: esso riguarda il significato che si dà alla parola “antifascismo”. Non si tratta semplicemente di essere genericamente “contro” un sistema dittatoriale o a forme autoritarie, ma di essere positivamente a favore di quei principi indicati nella Costituzione, non solo in astratto ma lavorando per attuarli nel concreto della vita personale e sociale, civile e politica.  Infatti, sono proprio tali principi a definire la nostra identità e cittadinanza. E proprio di questo, come italiani, dovremmo essere orgogliosi e aver cura, ben conoscendo i sacrifici compiuti per metterli in pratica. Le difficoltà ed i limiti nel portarli avanti non son certo un buon motivo per rinnegarli, per rassegnarsi alle paure che incombono e rifugiarsi in ambigue nostalgie. Anzi, proprio tali difficoltà dovrebbero spingere tutti a trovare i modi per applicare tali principi dentro le trasformazioni del nostro tempo
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