«Porto questo distintivo perché l'Azione Cattolica è il luogo dove mi hanno insegnato cos'è la libertà, e mi hanno anche insegnato che quando si deve battagliare per la libertà, prima si battaglia per la libertà degli altri e poi per la propria». Era il 10 maggio 1997 e l’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro così parlava ai 30mila giovani e giovanissimi di Ac presenti allo stadio Olimpico. Il Presidente Scalfaro, infatti, portava sempre il distintivo dell’Azione Cattolica e più volte aveva dato conto di questa scelta, così particolare.
Quell’episodio, e quella spiegazione così limpida («prima si battaglia per la libertà degli altri e poi per la propria»), tornano alla memoria alla luce delle parole usate dal capogruppo alla Camera dei Deputati di Fratelli d’Italia, l’onorevole Galeazzo Bignami durante il dibattito sulle chat tra l’ex sottosegretario Delmastro e Mauro Caroccia, indagato insieme alla figlia per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, con l'aggravante mafiosa: «Per noi fu una sconfitta che il Msi nel maggio del 1992 non riuscì a far eleggere Paolo Borsellino presidente della Repubblica. (…). La sinistra fece eleggere Oscar Luigi Scalfaro, che un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis». E poco dopo: «Mi permetto di ricordare che Scalfaro, forse ricordo male, fu eletto proprio a seguito delle dimissioni di Cossiga da presidente della Repubblica, per il quale la sinistra chiese l'impeachment: non capisco perché se il Presidente della Repubblica piace a voi allora va bene, se invece non piace a voi si può anche chiedere l'impeachment. Però voglio anche ricordare che quei 300 mafiosi liberati da Oscar Luigi Scalfaro, per la battaglia vinta dalla destra italiana furono riportati in galera dall'allora ministro Conso».
L’onorevole Bignami dice «forse ricordo male» e ha perfettamente ragione. Ricorda male. Nel novembre 1993 non furono liberati 300 mafiosi, ma per 334 detenuti non venne prorogato il regime del 41-bis (passarono al carcere ordinario, senza uscire di prigione). La responsabilità di quella scelta fu assunta dall'allora Guardasigilli Giovanni Conso, non dal Presidente Scalfaro che, naturalmente, non aveva alcun potere in materia.
È appena il caso di ricordare che Oscar Luigi Scalfaro era democristiano e che fu eletto da uno schieramento ampio Presidente della Repubblica al culmine di uno stallo molto preoccupante, due giorni dopo la strage di Capaci che uccise Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
L’onorevole Bignami, in questo caso, dimostra di ricordare male più di un particolare e di avere una memoria confusa della storia del nostro Paese. Il Presidente Oscar Luigi Scalfaro ha sempre amato e servito la Costituzione, lo ha fatto con la libertà imparata da chi gli ha insegnato che «quando si deve battagliare per la libertà, prima si battaglia per la libertà degli altri e poi per la propria».
