A metà novembre 63 donne, in rappresentanza di associazioni provenienti da diversi Paesi dell’Europa, si sono riunite a Budapest per l’incontro europeo dell’Wucwo (Umofc – Organizzazione mondiale delle organizzazioni Femminili cattoliche) che aveva come tema La famiglia, speranza per l’umanità.
Per me, alla prima esperienza in rappresentanza dell’Azione cattolica italiana, è stata una bellissima occasione di crescita, soprattutto perché i lavori ospitati dai rappresentanti ungheresi, hanno messo in evidenza la grande ricchezza di approcci alla tematica familiare, sottolineando come la conoscenza e lo scambio di esperienze rappresenti sempre una ricchezza anche per pensare orizzonti comuni o azioni sinergiche.
Associazioni che si occupano di donne in Italia, Svizzera, Austria, Gran Bretagna, Lituania, Ungheria, Belgio, Francia, Germania, Spagna, solo per ricordarne alcune, testimoniano come “aver cura” sia uno stile con tante sfaccettature e problematiche. Per l’Italia erano presenti anche il Movimento donne Ucid e l’Associazione donne vaticano.
Sostenere le nuove famiglie
La presidente Mònica Santamaria ha sottolineato, nel suo intervento introduttivo, che temi come l’amore familiare sono collegati fortemente ai temi della maternità e della paternità e che sostenere le nuove famiglie sono azioni di testimonianza vitale per continuare a credere nella “famiglia piccola Chiesa”.
Molto interessanti i momenti di racconto delle esperienze spagnole legale alla vulnerabilità, alla realtà di donne migranti, vittime di violenza, e alle associazioni che cercano di accompagnare queste donne a rialzarsi grazie a un percorso di accompagnamento rispettoso dei tempi, in quanto è fondamentale che queste donne siano aiutate ad “alzarsi” e non ad “alzarle” dalla loro condizione. Infatti è importante stimolare la capacità di queste stesse persone a dare una svolta alle loro vite, attraverso una conquista quotidiana dell’autonomia. Per cui la scommessa è attuare percorsi di ascolto incontrando le persone lì dove sono e accompagnandole con pazienza, portandole a sentirsi “prese a cuore”, “importanti”.
I laboratori di due tipi (prima per lingua – inglese, francese o spagnolo – e poi per nazione) hanno rappresentato un momento di confronto e di prima elaborazione progettuale e hanno sottolineato la necessità di continuare lo scambio, tanto che è già in programma a dicembre un momento online, per poter trovare punti di studio comune e, per i membri di una stessa nazione, anche di azione comune.
Quali i prossimi obiettivi?
Far conoscere, anche grazie a una rinnovata forma comunicativa che è in atto, questa rete globale di donne cattoliche con la missione di promuovere lo sviluppo integrale e la formazione. E le priorità? Sempre guardando con l’ottica femminile: consolidare l’osservatorio mondiale sulle donne, approfondire i temi legati alla libertà religiosa, costruire un futuro con le migranti e le rifugiate, azioni per la conversione ecologica, la famiglia e la formazione alla sinodalità.
Due le campagne in atto: la proposta di un pranzo in famiglia una volta alla settimana senza dispositivi elettronici per poter riacquistare il clima della fraternità familiare (https://wucwo.org/en/device-freefamilymeal-campaign/) e l’iniziativa di piantare un albero all’anno (https://wucwo.org/en/ecology/) come segno di speranza.
Tra le novità presentate la nascita del prossimo Osservatorio Europa su donne famiglia e lavoro.
Da Budapest al resto del mondo
Una bellissima cornice quindi quella di Budapest, avvolta nell’atmosfera natalizia, che con la sua cultura e le sue tradizioni ha fatto da sfondo a questo scambio europeo di conoscenza, informazione e impegno, che speriamo possa proseguire anche per future sinergie e scambi di punti di vista anche su altri temi che riguardano sempre il ruolo delle donne, il loro protagonismo, le problematiche connesse e il loro contributo alla Chiesa e alla società.


