Un celebre aforisma dice che a fare più rumore sia un albero che cade, anziché una foresta che cresce. Nella nostra quotidianità ce ne accorgiamo, banalmente, accendendo la TV per guardare il telegiornale, o aprendo un giornale: un fatto negativo – anche giustamente e comprensibilmente – conquista quasi sempre i primi posti nella scala delle notizie. Nel vortice della comunicazione digitale, poi, le notizie negative finiscono per essere ulteriormente rilanciate, commentate, sollecitate. Scorrono veloci davanti ai nostri occhi, catturano l'attenzione e finiscono per occupare gran parte dello spazio che dedichiamo a informarci.
Finisce così che, nel nostro feed come nella nostra informazione, sembra sempre che vada tutto male. Che non ci sia spazio per altro. Che le uniche storie degne di essere raccontate siano quelle capaci di fare rumore.
Tutto va male, però, solo finché non decidiamo di dare la giusta attenzione a chi sta facendo cose straordinarie: cose che spesso sono più silenziose, fanno meno clamore e non finiscono necessariamente sulle prime pagine, eppure sono una notizia. Anzi, sono tante notizie. Sono storie che meritano di essere ascoltate perché raccontano un modo diverso di abitare il mondo: con cura, responsabilità, attenzione agli altri e disponibilità a mettersi in gioco.
È proprio a queste storie che sul Chiostro vogliamo dare spazio e voce. Lo faremo con la prima docuserie del Chiostro, Il rumore della foresta, una serie video che si propone di raccontare storie di “bene”: quel bene che nasce silenziosamente da uno sguardo attento sul mondo e sulle persone, dal desiderio di mettersi in gioco nel proprio quotidiano; quel bene che contagia, prende forma e cresce, espandendosi come una foresta.
Una foresta, del resto, non cresce tutta insieme e non fa rumore mentre cresce. È fatta di tanti alberi, ciascuno con i propri tempi e la propria storia. Allo stesso modo, il bene prende forma attraverso gesti spesso piccoli, scelte quotidiane, relazioni costruite con pazienza. Non sempre si vede subito il risultato e non sempre c'è qualcuno pronto a raccontarlo. Eppure, proprio da quei gesti può nascere qualcosa di grande.
Sono storie di persone di buona volontà, che credono nel bene e nel bene condiviso, nell'utilità sociale, spesso mosse da un amore incondizionato e gratuito verso i fratelli e verso i più deboli e, spesso, da una fede che dona profondità e diventa testimonianza.
Il rumore della foresta prova a riconoscere lo straordinario dentro la normalità: nelle persone che scelgono di non voltarsi dall'altra parte, in chi decide di dedicare tempo ed energie agli altri, in chi trasforma una sensibilità personale in un impegno condiviso. Sono storie che ci ricordano che il bene non è qualcosa di astratto o lontano, ma una possibilità concreta che ciascuno può contribuire a costruire.
Queste storie sono state raccolte e raccontate negli anni per arricchire gli itinerari formativi dell'Azione cattolica italiana e per fare eco a quel bene che cresce in silenzio e troppo spesso vi resta, diventando quasi invisibile. Portarle oggi sul Chiostro significa continuare a farle circolare, permettendo a quelle esperienze di raggiungere persone nuove e, forse, di suscitare altre domande, altre scelte, altri gesti.
Perché raccontare il bene scegliere affinare la nostra capacità di scorgere, accanto agli alberi che cadono, il bene che già sta germogliando e mettendo radici.
Ogni settimana, per sei settimane, il venerdì uscirà un episodio sul canale YouTube dell'Azione cattolica italiana e sul Chiostro, a partire da venerdì 28 agosto. Sei appuntamenti per ascoltare storie, incontrare persone e lasciarsi interrogare da esperienze capaci di mostrare che il bene, anche quando non fa rumore, continua a crescere.
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