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Giuseppe Lazzati, quarant’anni di un’eredità viva

Il 18 maggio ricorre il 40° anniversario della morte di Giuseppe Lazzati. Figura tra le più importanti del laicato cattolico del Novecento
18/05/2026 di Lucia Pasquini

Il 18 maggio ricorre il 40° anniversario della morte di Giuseppe Lazzati. Figura tra le più importanti del laicato cattolico del Novecento. La sua testimonianza rimane viva e continua a ispirare chiunque voglia abitare la "città dell’uomo" con responsabilità e spirito evangelico.

Una vita al servizio della libertà.

Nato a Milano il 22 giugno 1909, Giuseppe Lazzati formò il suo spirito nell'Associazione "Santo Stanislao" e nella Gioventù Italiana di Azione Cattolica (Giac), di cui divenne Presidente diocesano nel 1934 su nomina del Cardinale Schuster.

È durante la guerra che la sua statura morale si rivelò pienamente. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutò la collaborazione con l’esercito tedesco e l'adesione al fascismo, affrontando la deportazione nei lager tedeschi. Come Internato Militare Italiano (IMI), divenne una guida spirituale per gli altri detenuti, promuovendo momenti di preghiera e riflessioni sulla futura democrazia nazionale.

Il "politico suo malgrado" e il Rettore

Rientrato in Italia nel 1945, fu tra i "padri della Repubblica", membro dell'Assemblea Costituente e deputato della Democrazia Cristiana. Conclusa l’esperienza parlamentare, si dedicò all'Università Cattolica, di cui fu Rettore per cinque mandati consecutivi, dal 1968 al 1983, guidando l’ateneo durante la stagione della contestazione studentesca.

L’Eredità editoriale Ave: Verso "Vivere la fede"

Questa straordinaria eredità umana e intellettuale è stata costantemente valorizzata dall'editrice Ave, che ha trasformato il magistero di Lazzati in un progetto culturale organico. Tra i titoli fondamentali spicca Politicamente, un volume che raccoglie i principali interventi del professore sulla specificità dell'azione politica. Qui emerge il suo cruccio costante: constatare in troppi cattolici un’inadeguata capacità di «pensare politicamente», limite grave poiché l’animazione cristiana delle realtà temporali ha nell'impegno per «costruire la città dell’uomo» un ambito ineludibile. A questo si lega strettamente il classico del 1984, Costruire da Cristiani la città dell’uomo, concepito come un vero manifesto per diffondere un messaggio urgente. Per Lazzati, la città dell’uomo non è una realtà separata dalla fede, ma un ambito che chiede l’impegno per il bene comune, e queste pagine rimangono uno strumento prezioso per acquisire una coscienza politica matura.

Il catalogo Ave offre anche sguardi profondi sulla sua figura attraverso l'opera Lazzati. Testimone e maestro, arricchita da uno scritto inedito del cardinale Carlo Maria Martini. In queste pagine, Martini descrive Lazzati come uno dei grandi doni di Dio per il nostro tempo, un uomo in cui lo studioso, il politico e il rettore convivevano in una sintesi dominata dalla tensione verso la santità. Parallelamente, il volume Laici secondo il Vangelo, curato da Luciano Caimi, delinea l'importanza dell'impegno educativo e della spiritualità laicale. Pensato per i giovani, il testo affronta il tema del Regno di Dio e delle diverse vocazioni cristiane, costituendo il nucleo centrale del magistero che Lazzati svolse con passione presso l'Eremo di San Salvatore sopra Erba.

Per ricordare il 40° anniversario della sua scomparsa, l'editrice Ave propone oggi la novità editoriale Vivere da cristiani. Verità, amore e libertà, un'opera antologica che riorganizza con una nuova sensibilità i contenuti degli storici Quaderni di San Salvatore. Attraverso i temi della verità, della corporeità e della carità, l'antologia dimostra come il pensiero lazzatiano conservi una validità intrinseca per le sfide educative dell'era digitale, invitando a riscoprire un maestro capace di parlare ancora oggi a chiunque cerchi una sintesi matura tra il Vangelo e la storia.


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Pubblicazione Ave

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