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«È ora di prenderci cura del creato. Insieme»

La giustizia ambientale ascolta il grido dei poveri
18/10/2026 di Beatrice Zabotti

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La cura dell’ambiente è un cammino che richiede tempo, mentre l’emergenza ambientale impone di non rimandare e di individuare risposte immediate. È dentro questa tensione che si inserisce anche quest’anno il Tempo del Creato, sul tema «Acqua Viva», appuntamento ecumenico che coinvolge comunità, associazioni e Chiese, per le cinque settimane del mese di settembre fino alla festa di San Francesco, il 4 ottobre.

«Sentiamo che il Mese del Creato è ancora necessario - osserva Veronica Coraddu, coordinatrice Animatori e Circoli del Movimento Laudato si’ Italia – perché ci permette di ‘fare rumore’, un rumore buono, gioioso, entusiasta, per sensibilizzare le comunità. Arriviamo da un’estate segnata da caldo estremo, incendi, eventi climatici sempre più difficili da ignorare: la situazione è grave, ma per innescare processi e cambiare mentalità c’è bisogno di tempo».

Il Movimento Laudato si’ è nato per mobilitare i cattolici,prendersi cura della casa comune e realizzare la giustizia climatica: «Un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri» scriveva Papa Francesco nell’enciclica sulla cura della casa comune.

Anche l’Azione Cattolica aderisce al Movimento e partecipa a percorsi condivisi con altre realtà: «Significa camminare insieme, nel vero senso della parola – spiega Coraddu – Prepariamo persone capaci di portare nelle comunità maggiore attenzione sui temi dell’ecologia. Abbiamo sostenuto delle campagne, ci confrontiamo e contaminiamo: solo così possiamo alimentare nuovi percorsi, goccia dopo goccia».

In Italia sono quasi 4000 gli animatori Laudato si’ e 190 i circoli presenti nella penisola: «È come stare in famiglia. Il territorio è eterogeneo: ognuno agisce secondo la propria vocazione, organizzando attività per bambini, preghiere, iniziative nelle scuole e per adolescenti. Una vera biodiversità» sintetizza Coraddu, con una parola che descrive non solo la varietà del Creato, ma anche quella di una Chiesa capace di camminare nella stessa direzione. Sono centinaia le iniziative di queste settimane per il Mese del Creato in Italia: a Sulmona, in Abruzzo, la preghiera della Via Creationis si è svolta nella natura, mentre sui monti gli incendi, che da settimane impegnavano i soccorritori, continuavano a bruciare. 

A undici anni dalla Laudato si’, il cammino ha prodotto «molti frutti che danno speranza», anche se permangono alcune resistenze, «dovute alla disinformazione, soprattutto sullatransizione energetica e le rinnovabili». 

Per il Movimento la priorità rimane il disinvestimento delle fonti fossili, al centro di una campagna sostenuta anche dall’Ac. L’iniziativa riprende l’auspicio di papa Francesco: «È una scelta di coerenza morale – spiega il Movimento –. Disinvestire è un modo per prendere una posizione profetica per la nostra casa comune e per i nostri fratelli e sorelle più poveri» e «per delegittimare un settore iniquo».

La conversione ecologica non può però ridursi a una lista di comportamenti individuali: «Non è solo una questione di plastica o di carne. L’ecologia integrale ci chiede di avere uno sguardo di bene su tutte le persone, prendendoci cura del Creato e di chi lo abita» osserva Coraddu. È il senso del messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata del Creato: «Siamo chiamati a tutelare i molti ecosistemi che ci sono stati affidati: del creato, delle relazioni umane e del cuore stesso dell’uomo».

Questa prospettiva può diventare concreta nella vita quotidiana. I circoli Laudato si’ nascono per accompagnare il cambiamento, abbracciando esperienze virtuose. Ne sono un esempio le comunità energetiche rinnovabili e solidali, ma anche i gesti più semplici: educare i bambini a non sprecare e avere attenzione verso gli altri e ciò che ci circonda, per riconoscere che «tutto è connesso».

La cura della casa comune non può essere separata dalla costruzione della pace. È un legame che emerge con forza aBetlemme, dove Coraddu ha contribuito all’apertura del Circolo Laudato si’ della Terra Santa quattro anni fa: «Oggi continuano il cammino nonostante le difficoltà. È nato all’interno dei Salesiani e oggi ne è responsabile una giovane palestinese: vi collaborano varie realtà per promuovere attività con i bambini, far conoscere la biodiversità e aiutare tutti a prendersi cura del patrimonio che abitano. È un faro di speranza, un segno di normalità e quotidianità – conclude Coraddu – Un’esperienza che si puòsostenere con la preghiera, e che interpella le nostre comunità». La pace, come la salvaguardia del Creato, passa anche da qui, dall’«esserci»: questo, oggi, significa prendersi cura.