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Don Michele Martinelli confermato Assistente centrale del Settore giovani

Gli auguri e la gioia della Presidenza e di tutta l’Associazione. Il grazie ai nostri pastori per un ulteriore segno concreto di attenzione, stima e fiducia nei confronti dell’Ac
25/03/2026 di Redazione

Accogliamo con gioia la conferma di don Michele Martinelli, sacerdote della diocesi di Cremona, nell’incarico di Assistente ecclesiastico centrale per il Settore giovani dell’Azione cattolica italiana per il triennio 2026-2029. Al Consiglio episcopale permanente della Cei la nostra gratitudine per una decisione che si configura come un ulteriore segno concreto di attenzione, stima e fiducia dei nostri pastori nei confronti dell’Ac e del suo servizio educativo nella Chiesa e nel Paese.

A nome di tutta l’Associazione, a don Michele giungano gli auguri più sinceri e affettuosi insieme alla nostra preghiera per questo ulteriore tratto di servizio da fare insieme, nella certezza che saprà continuare a svolgere il suo ministero con la passione, l’intelligenza e la dedizione di sempre, accompagnando tanti giovani nel loro cammino umano e cristiano.

La riconferma di don Michele nell’incarico esprime - infatti - il valore di un percorso fecondo, capace di generare processi di crescita nella fede e di formare coscienze libere e responsabili. In essa si riconosce inoltre il ruolo decisivo degli assistenti ecclesiastici di Ac: una presenza che, nella quotidianità della vita associativa, sostiene e orienta la maturazione di laici chiamati a essere protagonisti nella vita ecclesiale e nella società.

Attraverso don Michele - che dal settembre 2025 ricopre anche l’incarico di Assistente ecclesiastico nazionale della Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci) - si rinnova e si rafforza, dunque, ancora una volta il legame tra l’Ac e le Chiese in Italia. Un legame che trova nella comunione ecclesiale la sua radice più profonda e che si traduce per tutta l’Associazione in corresponsabilità e collaborazione tra le diverse realtà del laicato cattolico e tra laici e presbiteri.

La presidenza nazionale