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Costituente

La forza del dialogo e il senso del bene comune: l'eredità dei Padri e delle Madri della Costituzione a 80 anni dal referendum
Rubrica: 2033
01/06/2026 di Rosario Carello

A 80 anni dal referendum del 2 giugno e dall’avvio della Costituente, un bel libro uscito per le Edizioni San Paolo, scritto da Luigi Accattoli ed Emilia Flocchini, racconta un fatto unico nella storia.

S’intitola “Otto alla Costituente. Gli uomini di Dio che hanno fondato la Repubblica”, ed è quello che è accaduto 80 anni fa con otto uomini in fama di santità: Alcide De Gasperi (65 anni, all’entrata in Costituente), Igino Giordani (51), Giorgio La Pira (42), Giuseppe Lazzati (36), Enrico Medi (35), Benigno Zaccagnini (34), Giuseppe Dossetti (33), Aldo Moro (29).

Per cinque di loro la causa di beatificazione è aperta (De Gasperi, Giordani, Lazzati, La Pira e Medi), per gli altri tre è stata più volte invocata.

Accattoli annota anche i nomi di altri cattolici ricordati con gratitudine: Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Gustavo Colonnetti, Camillo Corsanego (dirigente di Azione Cattolica, tra i fondatori del Partito Popolare), Amintore Fanfani, Guido Gonella, Achille Grandi (fondatore delle Acli), Giovanni Gronchi, Giovanni Leone, Raimondo Manzini, Lodovico Montini (fratello del futuro Paolo VI), Costantino Mortati, Giulio Pastore, Giuseppe Rapelli, Oscar Luigi Scalfaro, Antonio Segni, Paolo Emilio Tavani.

A loro aggiungo le nove donne cattoliche (tra le 21 madri della Costituzione): Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra e Vittoria Titomanlio.

Ed è affascinante ripercorrere, quasi zigzagando, le biografie di quei fantastici otto: tutti hanno frequentato gli ambienti dell’Azione Cattolica o dei movimenti ad essa legati: Lazzati fu presidente dell’AC milanese, Moro presidente nazionale della Fuci e dei Laureati.

Tutti hanno avuto rapporti con Giovanni Battista Montini.

Pur in una significativa differenza d’età (tra De Gasperi e Moro passano più di 30 anni), tra gli otto maturano meravigliosi rapporti di amicizia: Giordani aiuta De Gasperi ad entrare nella Biblioteca Vaticana quando rimane senza occupazione, e da lì insieme conoscono Montini. Dopo 15 anni di lavoro De Gasperi favorisce il ritorno in politica di Giordani. La Pira, Dossetti e Lazzati aderiscono da giovani al Pio Sodalizio dei Missionari della Regalità di Agostino Gemelli (prima di prendere strade autonome dal francescano fondatore della Cattolica). La Pira, Lazzati, Moro e Zaccagnini collaborano alla rivista di Dossetti, Cronache sociali.

Nei momenti difficili si aiutano. Da segnalare la presenza vigile di Montini, anche nel ruolo di difensore.

Geograficamente rappresentano tutta l’Italia, dal Trentino alla Sicilia. De Gasperi, Giordani, Medi, Moro, Zaccagnini furono sposati e padri di famiglia. La Pira, Lazzati e Dossetti, come anticipato, fecero la scelta della consacrazione laicale, con i voti di povertà, castità e ubbidienza. Dossetti successivamente divenne sacerdote a Bologna.

Moro era anche terziario domenicano, come Giordani che è considerato cofondatore dei Focolarini. La Pira era terziario francescano e domenicano. Medi, un figlio spirituale di Padre Pio.

Ebbero anche punti di vista diversi. Medi fece parte del Comitato promotore del referendum del 1974 per l’abrogazione della legge sul divorzio, mentre Lazzati, Zaccagnini e Moro si opposero, considerando la promozione di quel referendum imprudente.

Insomma, nessuna piatta uniformità, nella sintonia e nell’amicizia durate tutta la vita.

Anzi, ecco la capacità di avere idee, di coltivarle, di difenderle anche nei contrasti. Il contrario di polarizzazione non è deserto, ma dialogo.

Più volte Papa Leone ha messo in guardia dal fenomeno della polarizzazione, ricordando anche la logica divisiva con cui sono stati costruiti i social; è il dibattito delle idee, non l’assenza delle idee il primo obiettivo, anche di un’associazione.

Accattoli poi annota i nomi dei non cattolici dei quali conserviamo un grande e doveroso ricordo.

Perché il metodo che dobbiamo recuperare è proprio questo: se in un momento difficilissimo, di forti contrapposizioni come il Dopoguerra, i Padri e le Madri costituenti riuscirono a lavorare insieme per un testo condiviso (e del valore della nostra Costituzione), vuol dire che il grande valore risiedeva proprio in quelle donne e in quegli uomini.

Più forte di tutto, in loro, era lo spirito (ri)costruttore, il senso per il bene comune, la capacità di uno sguardo lungo sui tempi della storia.

Negli ultimi 20 anni, invece, tre riforme costituzionali, votate dalla sola maggioranza pro-tempore (centrodestra nel 2006, centrosinistra nel 2016 e centrodestra nel 2026), sono state sonoramente bocciate dai cittadini in altrettanti referendum.

Ai cittadini le riforme di parte della Costituzione non piacciono.

Ci manca quel valore unitario e fondativo di 80 anni fa.