Alla fine, essenzialmente, esistono due tipi di fuorisede: chi torna, e chi no. E allora cos’è che ci spinge a scegliere di tornare a casa? O di restare? Per alcuni quella da fuorisede è un’esperienza a tempo determinato, legata al raggiungimento di obiettivi di studio, di lavoro o di realizzazione personale. Per altri invece partire vuol dire non fare più ritorno a casa. Quell’ingombrante bagaglio pieno di nostalgia, aspettative, chilometri da percorrere, quando arriva il momento di disfarlo e provare a mettere ogni cosa al proprio posto?
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