Nell’ultima puntata di Era un uomo mite il racconto segue Vittorio Bachelet nel luogo in cui la sua fedeltà civile si fece più esposta e più decisiva: le istituzioni della Repubblica. Siamo dentro gli anni più tesi della storia italiana, tra scandali politico-finanziari, sfiducia crescente nei partiti, violenza terroristica e una democrazia costretta a difendersi senza smarrire se stessa.
Dopo la candidatura al Consiglio comunale di Roma nel 1976, accettata per senso di responsabilità e per amicizia verso Moro e Zaccagnini, Bachelet viene chiamato a un compito ancora più delicato: la vicepresidenza del Consiglio Superiore della Magistratura. È lì, in un organismo attraversato da contrasti e diffidenze, che prende forma quello che molti ricorderanno come il “metodo Bachelet”: ascolto paziente, rifiuto dei pregiudizi, fiducia nel confronto, ostinazione nel cercare punti d’incontro senza cedere nulla sulla fermezza dei principi.
Mentre il terrorismo alza il tiro e colpisce magistrati, avvocati, uomini dello Stato, Bachelet difende l’autonomia della giustizia e insieme il significato profondo della democrazia. Non crede che la paura possa essere vinta con scorciatoie autoritarie. Non pensa che la libertà si protegga sacrificandola. È convinto, al contrario, che le istituzioni si custodiscano con un supplemento di responsabilità, di coraggio, di senso del dovere. Con più democrazia, non con meno.
Sul fondo scorrono il rapimento Moro, le lacerazioni del Paese, il peso personale di una stagione in cui ogni servitore dello Stato sa di poter diventare un bersaglio. Anche Bachelet lo sa. Eppure continua a fare lezione, a lavorare, a esporsi senza enfasi, senza retorica, con quella mitezza forte che tanti gli hanno riconosciuto. Fino alla mattina del 12 febbraio 1980, nei corridoi della Sapienza, quando le Brigate Rosse decidono di colpire non soltanto un uomo, ma un’idea di convivenza civile, di mediazione, di giustizia, di bene comune.
Era un uomo mite, è un podcast del Chiostro realizzato grazie all’Azione cattolica italiana, l’Istituto Vittorio Bachelet e la Fondazione Apostolicam Actuositatem in occasione del centenario della nascita di Vittorio Bachelet.
Si ringrazia la Presidenza della Repubblica italiana e la Rai, Direzione Teche, per aver gentilmente concesso il materiale di repertorio.
Host: Matteo Truffelli
Cura editoriale: Gioele Anni e Annalisa Gurrieri
Sound design: Senape Production
Progetto grafico: Editrice Ave
Producer: Teresa Marocchi
Coordinamento: Pasquale Ciuffreda
Curatore: Lorenzo Zardi
FONTI
Audio originali
- Badaloni, P. (1980, 15 febbraio). Il giorno dopo. In Tam Tam. Teche Rai.
- Pilloso, A. Vittorio Bachelet, testimone del dialogo. In Italiani. Teche Rai.
- Panozzo, G. (2010). Vittorio Bachelet. Testimone della speranza. In L. Diliberto (a cura di), Vittorio Bachelet. Testimone della speranza. Ave.
Scritti e discorsi di Vittorio Bachelet
- Bachelet, V. (2005). Scritti civili (M. Truffelli, a cura di). Ave.
- Bachelet, V. (2008). Lettere (1964-1973) (M. Casella, a cura di). Ave.
Biografia, opera e pensiero di Vittorio Bachelet
- Responsabilità notizie. (1981, 18 settembre). Speciale Bachelet (n. 29).
- Martina, G., & Monticone, A. (a cura di). (1981). Vittorio Bachelet. Servire. Studium.
- Giuntella, P. (1986). Vittorio Bachelet. In V. De Luca (a cura di), Testimoni del nostro tempo. Eri
- Autori vari. (1990). Gli anni della frattura e della riconciliazione. 1980-1990. A dieci anni dalla morte di Vittorio Bachelet. Ave.
- Autori vari. (2000). Il Consiglio Superiore di Vittorio Bachelet (seconda edizione). Consiglio Superiore della Magistratura.
- Bachelet, G. (2001, gennaio). Vittorio Bachelet e la responsabilità della politica. Ricordi di un anno speciale. Il Margine, n. 1.
- Autori vari. (2002). L’insegnamento di Vittorio Bachelet vent’anni dopo: giustizia e garanzie nei rapporti con le istituzioni. Ave.