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Una pace disarmata e disarmante: stili, organizzazione e strumenti

Il 31 gennaio a Roma, convegno dedicato al messaggio di papa Leone XIV per la Giornata mondiale della pace 2026, promosso da Istituto “Giuseppe Toniolo”, Pontificia Università Lateranse, Ac e Fiac
26/01/2026 di Antonio Martino | No comments yet
Nel tempo della guerra diffusa e sempre più normalizzata, del riarmo presentato come necessità storica e della diplomazia ridotta spesso a esercizio retorico, il messaggio di papa Leone XIV per la LIX Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2026) si impone come una parola che disturba e orienta. «La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante»: non una formula spirituale, ma una categoria politica e culturale che interpella le coscienze e le istituzioni.

È a partire da questa provocazione che venerdì 31 gennaio 2026, a Roma, si terrà il convegno promosso dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo”, dall’Azione Cattolica Italiana, dalla Pontificia Università Lateranense e dal Forum Internazionale di Azione Cattolica (Fiac). L’appuntamento, ospitato presso l’Aula Barelli della Domus Mariae (TH Roma Carpegna Palace Hotel), intende misurarsi con una domanda decisiva: è ancora possibile pensare la pace come progetto storico, dentro un sistema globale che sembra aver archiviato il disarmo come opzione credibile?

Il messaggio del Pontefice non elude la durezza del presente. Al contrario, ne mette a nudo le contraddizioni: l’enorme flusso di risorse destinate alla produzione di armamenti, la crisi del multilateralismo, l’erosione del diritto internazionale, la progressiva legittimazione della guerra come strumento ordinario di regolazione dei conflitti. In questo quadro, parlare di pace “disarmata” significa interrogare gli stili del potere, i linguaggi della politica, le culture che giustificano la violenza. Parlare di pace “disarmante” significa invece chiedersi quali strumenti concreti possano incidere sulle strutture economiche, giuridiche e militari che alimentano i conflitti.

La prima sessione del convegno, La pace disarmata: stile e organizzazione (ore 10.30–13.00), affronta le radici culturali e istituzionali della pace. Dopo i saluti di Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, e di Sandro Calvani, presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto “Giuseppe Toniolo”, il confronto entrerà nel merito dei nodi di fondo. Debora Tonelli, rappresentante della Georgetown University a Roma, rifletterà sulla non violenza come stile personale e politico, capace di generare pratiche e istituzioni alternative alla logica della forza. Tommaso Greco, professore di Filosofia del diritto all’Università di Pisa, offrirà una critica della “ragion bellica” che permea il discorso pubblico e orienta le scelte degli Stati. Gabriele Della Morte, professore di Diritto internazionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, analizzerà il ruolo del multilateralismo, della negoziazione e della certezza del diritto come condizioni irrinunciabili di un ordine di pace.

Nel pomeriggio, la seconda sessione, La pace disarmante: strumenti (ore 14.00–16.00), sposta l’attenzione sul terreno delle decisioni politiche ed economiche. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, metterà a fuoco il nodo dei giusti investimenti e della nuova corsa agli armamenti, evidenziandone le ricadute su democrazia e giustizia sociale. Carlo Cefaloni, redattore di Città Nuova, discuterà il realismo del disarmo nucleare, oltre la retorica della deterrenza. Laila Simoncelli, avvocata della Comunità Papa Giovanni XXIII, presenterà le prospettive della difesa non armata e non violenta e delle nuove forme di mobilitazione civile. Giulio Alfano, professore di Scienza politica alla Pontificia Università Lateranense, affronterà il tema dell’educazione alla pace come investimento politico e culturale di lungo periodo. A tenere insieme il percorso della giornata sarà Andrea Michieli, direttore dell’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo”.

Più che un evento specialistico, il convegno si propone come un laboratorio di pensiero e di responsabilità civile. In un contesto in cui la guerra tende a essere raccontata come inevitabile e il riarmo come realismo, la proposta di una pace disarmata e disarmante assume il valore di una resistenza culturale. Una pace che, come ricorda papa Leone XIV, non nasce dall’equilibrio della paura, ma dalla scelta di rimettere al centro il diritto, la dignità delle persone e il futuro delle generazioni che verranno.

*I lavori del Convegno del mattino saranno trasmessi via zoom con traduzione simultanea in inglese e spagnolo per i molti amici del FIAC che si collegheranno da vari paesi del mondo.


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