Il gemellaggio dell’Azione Cattolica di Avezzano con l’Albania risale al 1996, quando l’allora responsabile diocesano Acr trascorse l’intero mese di settembre nella missione di Blinisht-Gjader, nell’attuale diocesi di Sapa.
Fin da allora è nato un legame profondo tra due Chiese sorelle, un’amicizia che non è mai venuta meno. L’Azione Cattolica marsicana ha collaborato a lungo con il compianto don Antonio Sciarra, missionario fidei donum della diocesi in Albania, scomparso nel 2012, continuando nel tempo a sostenere iniziative comuni.
Le prime tappe del cammino
Un ruolo centrale ha avuto il rapporto con l’associazione “Ragazzi Albanesi Ambasciatori di Pace”, che fin dagli inizi è stato molto attivo e che la Consulta diocesana Acr ha sempre sostenuto. Già nell’aprile del 1998 l’Equipe diocesana Acr visse un importante viaggio missionario: dopo diverse attività nei villaggi della missione, organizzò una grande festa degli incontri che coinvolse centinaia di bambini e ragazzi.
Nel 2000 la Consulta diocesana Acr partecipò all’inaugurazione della Campana della Pace a Tirana, voluta dagli Ambasciatori di Pace come segno concreto di fraternità e speranza. Pochi anni più tardi, nel 2004, anche ad Avezzano fu issata una campana della Pace, gemellata con quella di Tirana: un gesto che consolidò ancora di più il legame e diede nuova forza alla collaborazione tra le due associazioni.






L’istituzionalizzazione del gemellaggio
Per custodire la ricchezza di questa esperienza, vissuta insieme a don Antonio, alla missionaria Elsa Del Manso e ad altri sacerdoti fidei donum (don Enzo Zago e don Alberto Galimberti), la diocesi ha scelto di istituzionalizzare il gemellaggio.
Durante la XVIII Assemblea diocesana è stato inserito nell’Atto Normativo un nuovo articolo: Art. 16 – Il gemellaggio AC-Albania “Mediterraneo frontiera di Pace”.
Il gemellaggio vuole essere un vero scambio di esperienze tra due Chiese, in una reale reciprocità. «Cooperare alla missione infatti vuol dire non solo dare, ma anche saper ricevere…» (Redemptoris Missio, 85).
L’esperienza dei giovani oggi
Molto significativo è stato il campo diocesano vissuto a fine agosto nella missione di Blinisht da un gruppo di giovani di Ac.
Riportiamo le loro parole: “In continuità con il legame nato grazie a don Antonio Sciarra, noi giovani dell’AC diocesana abbiamo vissuto il nostro campo ospiti delle suore Venerini a Casa Rozalba, casa famiglia per bambine e ragazze abbandonate. Abbiamo visitato i sei villaggi della missione e le iniziative sociali nate in ciascuno di essi: Blinisht con il negozio di saponi, Baqel con la sede degli Ambasciatori di Pace, Gjader con Casa Rozalba, Piraj con il centro di fisioterapia, Kodhel con l’oratorio e Krajen con il negozio di ceramiche.
Abbiamo conosciuto città fondamentali per la cultura albanese, come Tirana e Shkodër, la campana della Pace di Tirana (gemellata con quella di Avezzano), quella di Lezhe e l’Isola della Pace nel lago di Koman.
La bellezza più grande è stata il rapporto con le ragazze di Casa Rozalba, con suor Alma e suor Kristiana che se ne prendono cura, e con le famiglie di Gjader che ci hanno accolto con una generosità straordinaria.”






Un cammino che continua
La voce dei giovani si unisce a quella di tutta la Chiesa marsicana nel ricordare che don Antonio Sciarra rimane il filo conduttore di questa amicizia: un sacerdote che ha speso la vita per la pace e per il protagonismo dei ragazzi.
Proprio su queste orme il gemellaggio continua a rafforzarsi. I giovani hanno espresso il desiderio di scrivere a Papa Leone XIV, manifestando la loro volontà di contribuire alla costruzione della pace e di rimanere vicini alla Chiesa universale in questi tempi difficili.
Come ha ricordato il vescovo Giovanni Massaro prima della partenza: «L’amore non muore, cambia solo voce». In questo gemellaggio l’amore di don Antonio continua a farsi voce viva nelle nuove generazioni, chiamate a costruire ponti di fraternità tra Avezzano e l’Albania.


