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Un anno dopo, Frassati continua a camminare

La vita di Pier Giorgio continua a interrogare e a indicare ai giovani una strada possibile verso la santità.
07/09/2026 di Lorenzo Zardi
Alessia Giuliani, fototeca Azione cattolica italiana

È trascorso un anno dalla canonizzazione di Pier Giorgio Frassati. Un anno da quando la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente la santità di quel giovane torinese che, spentosi troppo presto, aveva saputo donarsi pienamente a Dio attraverso l’amore concreto per i fratelli, senza trattenere nulla per sé. Un anno da quel giorno in cui ciò che per generazioni di giovani, di adulti, di amici e di conoscenti era apparso evidente fin dai giorni immediatamente successivi alla sua morte è diventato, per tutta la Chiesa, una certezza proclamata e condivisa: Pier Giorgio è santo.

A guardare ciò che è accaduto in questi mesi, sembra quasi che quella canonizzazione sia stata un nuovo inizio: i frutti della santità di Pier Giorgio, infatti, continuano a moltiplicarsi e la sua figura non smette di generare incontri, domande, esperienze e desiderio di conoscenza.  Sono passati ormai due anni da quando il cardinale Marcello Semeraro annunciò all’Assemblea nazionale dell’Azione cattolica che Pier Giorgio sarebbe stato proclamato santo. Da allora, e ancor più dopo la canonizzazione, non si sono fermati gli incontri, le presentazioni, le mostre, i pellegrinaggi, le iniziative e l’inaugurazione di luoghi a lui dedicati. Segni diversi di una stessa vitalità: quella di una memoria che non si limita a custodire ciò che è stato, ma continua a mettere in movimento, in ricerca, tante e tanti giovani e adulti di oggi. Insomma, la sua canonizzazione ha consegnato Frassati, ancora una volta, al presente, rendendolo compagno di strada per le nuove generazioni.

Anche in questo anno, non è cessato lo stupore di fronte alla santità di un giovane che non sembra appartenere soltanto alla storia della Chiesa o a quella di Torino dei primi decenni del Novecento, perché continua a parlare al cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo grazie a una santità profondamente umana e riconoscibile, fatta di amicizie e di studio, di risate e di fatica, di fede e di impegno, di attenzione ai poveri e di passione per la giustizia. Una santità che – nonostante Pier Giorgio sia spesso ricordato raffiguardolo con le montagne sullo sfondo – ha a che fare con le piazze, strade e le case delle nostre quotidianità: Pier Giorgio non ha avuto bisogno di allontanarsi dalla vita ordinaria per incontrare Dio, ma proprio dentro la vita ordinaria ha scelto di cercarlo e di riconoscerlo.

È forse per questo che, a un secolo di distanza, tanti giovani continuano a riconoscere in Pier Giorgio un compagno di strada, perché in lui possiamo intravedere qualcosa della nostra stessa vita: le domande, le inquietudini, il desiderio di amicizia e di felicità, la voglia di cambiare il mondo e, insieme, la fatica di capire da dove cominciare. Frassati, insomma, ci assomiglia e proprio per questo, ancora oggi, ci provoca a «a fare della nostra vita una nuova pagina di Vangelo».

Allora, a un anno dalla canonizzazione, possiamo chiedere a san Pier Giorgio Frassati di intercedere per noi, perché maturi in noi il coraggio di impegnarci per edificare la pace, senza delegarne ad altri la costruzione, e la passione per la giustizia, affinché ogni fratello e ogni sorella possano sentirsi riconosciuti nella propria dignità, promossi e valorizzati.